sabato,Luglio 13 2024

Comune di Vibo, rebus presidenza del Consiglio e giunta: ecco le ipotesi più accreditate

Soriano (Pd) vorrebbe sedere sullo scranno più alto dell’Assemblea, ma dietro di lui scalpitano anche il compagno di partito Iannello e Talarico (lista del sindaco). La divisione degli assessorati e la casella “tecnica” del Bilancio

Comune di Vibo, rebus presidenza del Consiglio e giunta: ecco le ipotesi più accreditate

Il 18 luglio, alla seduta del primo Consiglio comunale che inaugurerà definitivamente la nuova stagione di Vibo nel segno del centrosinistra, il sindaco Enzo Romeo dovrà presentarsi con la nuova giunta. Ma non è questo il solo nodo da sciogliere. In questi giorni, al netto delle rassicurazioni del primo cittadino, che ha negato problemi nella coalizione parlando di «normale dialettica politica», le frizioni in realtà non mancano.

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A far salire la temperatura è anche l’altra postazione più ambita, la presidenza del Consiglio comunale. A rivendicarla in queste ore sono almeno due eletti del Pd, Stefano Soriano e Antonio Iannello. Ma in pole c’è anche Marco Talarico, primo degli eletti nella lista del sindaco “Centro studi Progetto Vibo”. Più di un pensierino, però, ce lo sta facendo anche Marco Miceli, primo eletto dei Cinquestelle. Tutti esponenti della maggioranza, a conferma che ormai, dalla scena nazionale a quella della più lontana provincia, da destra a sinistra, nessuno ci pensa proprio ad affidare la presidenza delle assemblee legislative e consiliari all’opposizione affinché svolga un ruolo di controllo su chi governa. Troppo preziosa politicamente quella casella e troppo funzionale alle strategie operative della maggioranza, qualunque essa sia.

Ma ci sono anche nove assessorati da assegnare, uno dei quali, quello al Bilancio, potrebbe essere riservato a un tecnico individuato dal sindaco. Degli otto restanti, secondo gli antichi dettami del manuale Cencelli, tre assessorati dovrebbero andare al Partito democratico, due alla lista Progetto Vibo, due al M5S e uno ai Progressisti per Vibo.

Tra i papabili assessori Pd, oltre a Soriano e Iannello, ci sono anche Colelli e Laura Pugliese. Poi Lorenza Scrugli per Progetto Vibo. Michele Furci e lo stesso Miceli per i 5stelle, mentre Loredana Pilegi sarebbe la prima scelta per i Progressisti. Ma prima di dare forma all’esecutivo, come accennato, bisogna risolvere il rebus della presidenza del Consiglio comunale. Sull’assegnazione delle deleghe, infine, sembra scontato che le Politiche sociali vadano a Scrugli, da sempre impegnata in questo settore, mentre la scelta per il vicesindaco potrebbe ricadere su Pilegi.

Al momento non risultano convocazioni ufficiali da parte del sindaco agli esponenti dei partiti, ma sarebbero in atto solo interlocuzioni singole. Nella partita, come pesi e contrappesi, entrano anche le presidenze delle varie commissioni consiliari, che politicamente, però, hanno un valore più simbolico che effettivo.
Non resta che aspettare il 18 luglio, quando a presiedere il primo Consiglio ci sarà Giuseppe Cutrullà in quanto “consigliere anziano” dell’Assemblea. Con le sue 400 preferenze sui 1.943 voti presi dalla lista Cuore Vibonese (la compagine allestita al centro da Pitaro), Cutrullà è tra i più corteggiati: se entrasse in maggioranza consoliderebbe la forza politica di Romeo, mentre a destra potrebbe assumere gradualmente la leadership cittadina che oggi manca alla compagine uscita sconfitta dalle elezioni.

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