Regionali, lo scontro tra Callipo e Oliverio e la corsa degli aspiranti

Nel centrosinistra gli aspiranti consiglieri si posizionano. Il sempiterno Censore alla corte del re del tonno dal primo momento, Mirabello ancora vicino al governatore, Lo Schiavo attendista
Nel centrosinistra gli aspiranti consiglieri si posizionano. Il sempiterno Censore alla corte del re del tonno dal primo momento, Mirabello ancora vicino al governatore, Lo Schiavo attendista
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Il segretario Pd Zingaretti con Callipo
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Di tempo ce n’è poco, ma l’impressione è che se lo prenderanno tutto. Fino in fondo. Perché fino alla fine la partita nel centrosinistra resta aperta, in vista delle elezioni regionali del 26 gennaio per le quali sono già stati convocati i comizi elettorali. A Vibo Valentia la corsa per uno scranno al consiglio regionale se la giocano i soliti noti. Il sempiterno Bruno Censore e il consigliere regionale uscente Michele Mirabello, ma non solo loro. L’ex parlamentare serrese, lontano dal governatore Mario Oliverio da ormai un anno e mezzo (da quando gli fu negato un posto nella giunta regionale), non aspettava altro che una mossa del Pd nazionale per allinearsi e posizionarsi. E così è stato. Mentre Nicola Zingaretti pronunciava la “benedizione” di Pippo Callipo, Censore era già pronto a fare scorta di tonno. Oltre alle dichiarazioni della prima ora e alla nota visita nello stabilimento di Maierato, a mettere il “sigillo di qualità” censoriana sulla campagna elettorale in provincia c’è stato l’incontro con il sottosegretario Andrea Martella. Un’arma a doppio taglio per Callipo, che per primo comandamento ha quello di «spazzare via chi ha provocato i disastri di questa regione»: i voti (che saranno molto meno del passato) di Censore contro l’immagine (grottesca) di un rinnovamento predicato accanto alla vecchia guardia.

Mirabello, invece, per ora resta fedele ad Oliverio, il quale, sempre per ora, resta lontano da Callipo. Ma l’impressione è che alla fine il bagno di sangue non ci sarà. Perché andare divisi – regalando un vantaggio enorme al centrodestra e contemporaneamente non sfruttando la stessa divisione in atto in quello schieramento – sarebbe un suicidio collettivo. Che forse verrà evitato. Nel frattempo continua a guardarsi intorno anche Antonio Lo Schiavo, che di fare il portatore di voti per la causa altrui non ha nessuna intenzione. Per questo il professionista vibonese sta valutando attentamente le ipotesi che gli vengono prospettate, ma soprattutto sta cercando di comprendere se il progetto di Callipo vuole essere di reale svolta, a cominciare dalle liste, o la solita cordata costruita per raggranellare voti mentre si mettono in mostra specchietti per le allodole.

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