Pasqua: «Basta libri dei sogni, votate gente onesta e preparata»

INTERVISTA | Il consigliere regionale uscente e ricandidato con “Santelli presidente”: «A parole nessuno vuole i voti dei mafiosi, la differenza sta nei comportamenti di ognuno di noi»
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«Finché la gente voterà per favore o amicizia la Calabria non potrà rialzarsi». Vincenzo Pasqua viene da cinque anni di consiglio regionale e col voto di domenica, cui si presenta tra le fila del centrodestra nella lista “Santelli presidente”, auspica di rientraci. Ma a una condizione: «Che a scegliermi siano i calabresi col loro voto libero e consapevole».

Vincenzo Pasqua, lei da cosa ri-partirebbe?
«Non mi metterò ad elencare l’indice del solito libro dei sogni che tutti sfogliano in campagna elettorale. Non starò qua a dire ai miei concittadini che la disoccupazione giovanile è un dramma, che i servizi sanitari erogati non sono all’altezza di un paese civile, che il turismo rappresenta il nostro presente e il nostro futuro, che senza investimenti nelle infrastrutture non si va da nessuna parte. Queste sono cose che i calabresi sanno già, le provano sulla loro pelle. E sentirselo ripetere non migliorerà le cose, anzi».

E allora da dove vuole partire?
«Da un concetto chiave, da troppi sottovalutato. Tutti questi problemi li può risolvere solo chi li conosce da dentro, chi si sa destreggiare nel mare magnum della burocrazia, fronteggiandola a muso duro se serve. Chi ha quel giusto mix di competenza ed esperienza senza le quali non si costruisce nulla di buono. Il mio invito è questo: votate chi volete purché sia un voto secondo coscienza e dato a qualcuno che non prende in giro la gente raccontando favole».

Le persone hanno smarrito la fiducia nella politica proprio per le tante favole. E la campagna elettorale è il “regno” prediletto dei proclami.
«Ed infatti la politica ha perso credibilità proprio nel momento in cui ha smesso di essere servizio alla collettività ed ha cominciato a “campare” sulle spalle dei disperati. Se c’è qualcuno da cui stare lontani, è proprio colui che promette favori e un posto di lavoro. Quando la politica tornerà a creare le condizioni per uno sviluppo reale, quando offrirà occupazione non per chi va a bussare alla sua porta ma per chi ha merito e diritto di lavorare, allora recupererà quella sua credibilità. Ma queste condizioni non nascono dal nulla, le basi vanno poste innalzando il livello del consiglio regionale, di un’assemblea legislativa che conosce a fondo la macchina amministrativa e le possibilità offerte dalle istituzioni nazionali ed europee».

Il rischio di ogni tornata elettorale è anche quello di un voto inquinato dalla ‘ndrangheta.
«Io ho estrema fiducia dei calabresi, i miei concittadini sanno e vedono. Vedono con chi si accompagna il politico di turno, capiscono chi fa parate e proclami antimafia due giorni prima delle elezioni. Una persona retta deve essere tale 365 giorni all’anno. Da uomo delle istituzioni e da uomo di legge, ma prima di tutto per mia formazione culturale, rigetto ogni forma di condizionamento. E non parlo solo di quello mafioso, intollerabile per natura, ma anche quello mirato ad influenzare il voto dell’amico o del conoscente. Strumentalizzare le inchieste dell’antimafia non fa altro che devitalizzarne l’effetto, usarle a proprio uso e consumo svilisce il ruolo stesso della magistratura ed anche l’intelligenza della gente, che si rende conto da sola se qualcuno la prende in giro. Non troveremo nessuno che pubblicamente dice di gradire i voti dei mafiosi. La differenza, però, sta nei fatti e nei comportamenti».

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