domenica,Novembre 28 2021

Nuovo ospedale di Vibo, la Fenea-Uil regionale: «Inaccettabile il freno all’opera per una firma»

Il segretario generale Maria Elena Senese sollecita il neo commissario al piano di rientro Roberto Occhiuto a far ripartire l’iter dell'attesa opera

Nuovo ospedale di Vibo, la Fenea-Uil regionale: «Inaccettabile il freno all’opera per una firma»
Maria Elena Senese segretario generale della FenealUil

«Se si vuole cancellare il vecchio cliché di una Calabria incapace di superare i suoi ritardi, se si vuole dare al mondo un’immagine diversa della nostra regione, è inaccettabile che la realizzazione di una delle opere infrastrutturali più importanti per il Sistema sanitario regionale e per i cittadini calabresi, quale è il nuovo ospedale di Vibo Valentia, venga frenata da una firma». È quanto dichiara il segretario generale della Feneal-Uil Calabria Maria Elena Senese.

«Una ratifica non apposta dal commissario straordinario al piano di rientro dal debito sanitario – scrive –  che frena non solo la realizzazione dell’opera attesa da tanti, troppi troppi anni, ma la speranza di migliaia di calabresi di avere una sanità in grado di curarli, in grado di evitare loro i sacrificanti viaggi della speranza». Per la sindacalista: «Questo significa che il vecchio cronoprogramma che avrebbe visto la fine dei lavori nel 2023 non può più essere rispettato. E così il termine per il completamento della più grande opera sanitaria del territorio viene spostato ancora una volta nel tempo.

La burocrazia – prosegue – quando si affianca ai numerosi intoppi, anche di natura giudiziaria, rallenta notevolmente il percorso di realizzazione di importanti infrastrutture». Il segretario generale della FenealUil Calabria chiede al Presidente della giunta regionale Roberto Occhiuto, anche nella sua veste di neo Commissario al piano di rientro, «di far ripartire prontamente l’iter per la realizzazione del nuovo ospedale di Vibo Valentia, che ancora aspetta di veder varato il suo progetto esecutivo, e consentire ai calabresi, al Paese intero – conclude Maria Elena Senese –  di godere di una immagine nuova, “straordinaria”, di questa terra»

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