mercoledì,Aprile 17 2024

Guardia medica deserta a Pizzo, Battistini: «Avviata indagine interna, ma è un’eccezione»

Il responsabile della sanità ibonese lancia un altro allarme «I medici in servizio di notte hanno paura e non si sentono tutelati, temono di essere aggrediti»

Guardia medica deserta a Pizzo, Battistini: «Avviata indagine interna, ma è un’eccezione»

«Abbiamo avviato un’indagine interna per chiarire l’accaduto e valutare eventuali sanzioni disciplinari». E’ quanto conferma il commissario dell’Asp di Vibo Valentia, Antonio Battistini, all’indomani del cartello affisso il giorno di Natale davanti alla porta dell’ambulatorio di guardia medica a Pizzo, che comunicava la chiusura della postazione.
«La salute delle persone è la nostra priorità – rimarca Battistini – ecco perché abbiamo programmato una copertura h24 delle principali postazioni di guardia medica sia il 31 che il primo gennaio». Da Maierato a Pizzo, da Vibo Marina a Vibo città, da Tropea fino a Nicotera, le Guardie mediche saranno tutte operative sia vigilia che a Capodanno. «Quello che è successo a Pizzo è stato un evento eccezionale – spiega il commissario – dovuto a un improvviso malanno del medico di turno che ha abbandonato la postazione senza avvisare». Ma è già proiettato al 2024 il generale Battistini, «con l’augurio che sempre meno medici si ammalino», sdrammatizza, per poi tornare serio. «La mia speranza è che i medici in servizio di notte smettano di avere paura. Che smettano di essere oggetto di aggressioni e furti. Sono da soli quando lavorano e anche a Vibo è capitato che qualcuno si introducesse nell’ambulatorio per fare razzia di tutto, magari proprio mentre il medico era impegnato a visitare un paziente». Una sensazione di insicurezza che lo stesso Battistini ha potuto riscontrare di persona anche pochi giorni fa: «Sono andato a fare un sopralluogo nella guardia medica di Vibo Marina. Seduto nell’ambulatorio c’era un signore. Era il padre della dottoressa in servizio che gli aveva chiesto di accompagnarla sul lavoro per paura di essere aggredita o rapinata. In quella circostanza il medico mi ha confessato con sollievo che presto sarebbe andata via perché si era specializzata. “Questa vita non la voglio fare più”, mi ha detto». Una vicenda che fa riflettere. «I medici non si sentono tutelati – conclude Battistini – né al Pronto soccorso, né quando espletano il servizio di guardia medica. Ma anche quando sono impegnati nelle visite domiciliari la paura non manca. Anche questo timore costante è uno dei motivi che non ci consente di reperire con facilità nuovi medici».

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