martedì,Luglio 27 2021

Mileto, toccante lettera di commiato di monsignor Renzo alla “sua” diocesi

Il vescovo dimissionario si rivolge a sacerdoti e laici chiedendo, tra l’altro, perdono per le «inadeguatezze dimostrate» in questi anni. Nessun accenno polemico

Mileto, toccante lettera di commiato di monsignor Renzo alla “sua” diocesi
Il vescovo Luigi Renzo
Il vescovo Luigi Renzo
Luigi Renzo

Rompe il certosino silenzio che si era imposto dal momento che Papa Francesco aveva accettato le sue dimissioni da vescovo della diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea, monsignor Luigi Renzo. E lo fa con una sofferta e accorata lettera indirizzata a sacerdoti e laici, non senza essersi prima posto il dubbio sull’opportunità di scriverla. Alla fine, però, si è deciso a farlo, mosso dal bisogno «di ringraziare ciascuno di voi ed in particolare i più stretti collaboratori per il prezioso servizio offerto, che ha consentito in questi quasi quattordici anni di ministero un bel cammino di Chiesa che ha avuto certamente i momenti per me più esaltanti nella visita pastorale (2011-2015) e nel sinodo diocesano (2017-2021), che abbiamo appena concluso lo scorso 20 giugno. Mi auguro che i suoi effetti – afferma nella missiva – con l’aiuto del Signore possano continuare copiosi ed efficaci con l’impegno di tutti, sacerdoti e laici insieme, come già abbiamo sperimentato con grande passione e docilità allo Spirito. Mi rendo conto che questo gesto inatteso per tutti possa lasciare amarezza nel cuore, ma anche per me è stata una decisione dura e per certi versi traumatica».

A seguire, monsignor Renzo, dopo aver ringraziato «tutti quelli che in questi giorni hanno voluto esprimermi in vario modo vicinanza, stima e amicizia», sente il bisogno di chiedere «a tutti perdono per le mie immancabili inadeguatezze manifestate in questi 14 anni» e una preghiera speciale «perché io possa metabolizzare quanto accaduto, onde avviare con serenità la nuova dimensione della mia vita. Molteplici sono le sensazioni che agitano la mia anima – prosegue l’ormai vescovo emerito della Diocesi – ma vi assicuro che l’amore che mi lega a questa Chiesa di Mileto-Nicotera-Tropea è così profondo che non sarà la mia lontananza fisica ad impedirmi di continuare a vivere fino in fondo la mia comunione con voi. Cari sacerdoti, vogliatevi bene e rimanete uniti tra di voi e con il popolo di Dio affidato alle vostre cure pastorali. Io pregherò per voi sempre e vi chiederò la carità di fare la stessa cosa anche voi per me. Questo cementerà ancora di più la nostra fraternità ed il nostro reciproco affetto».
La lettera di commiato di monsignor Renzo alla “sua” Diocesi si conclude ripetendo, «in pace con me stesso e con tutti», quanto già scritto «anche al Santo Padre». Nello specifico, facendo proprie le parole di San Paolo: «Ho combattuto la buona battaglia – con voi al fianco -, ho terminato la corsa, ho mantenuto la fede».
Nessun accenno, da parte del presule di Campana, ai “veleni” che anche in questi giorni sono stati sparsi sulla vicenda, con tanto di presbiteri che si sarebbero presi la briga di registrare il suo accorato sfogo – nel corso di una riunione interna – per poi cederlo al miglior “acquirente”. L’ultimo atto dell’era Renzo si consumerà il prossimo 12 agosto, con la messa che sarà celebrata nella basilica cattedrale di Mileto per i suoi 50 anni di sacerdozio. Un “gesto di cortesia” dell’amministratore apostolico monsignor Francesco Oliva, in attesa che la Santa Sede designi il suo successore.

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