martedì,Luglio 27 2021

Filandari, a Scaliti l’associazione Libera ricorda Francesco Vangeli

Toccante e partecipata manifestazione. Dai familiari scoperta una targa in ricordo del figlio e di tutte le vittime di violenza

Filandari, a Scaliti l’associazione Libera ricorda Francesco Vangeli
La famiglia di Francesco Vangeli accanto alla targa
Francesco Vangeli

Nell’area del nuovo parco giochi di Scaliti, frazione di Filandari, si è svolta la toccante e partecipata manifestazione “Seminare memoria ed impegno contro la violenza”, organizzata dall’associazione Libera, rappresentata dal gruppo dei ragazzi del Presidio di Carpi (Modena), impegnato in questi giorni in una settimana di campo estivo a Limbadi. Al centro dell’iniziativa il ricordo di Francesco Vangeli, il 26enne uscito di casa la sera del 9 ottobre di quasi tre anni fa e mai più ritornato, vittima di lupara bianca. Commovente la testimonianza di mamma Elsa, che al termine ha scoperto, assieme ai suoi familiari, una targa in ricordo del figlio e di tutte le vittime della violenza, posta in una aiuola, accanto ad un alberello d’ulivo precedentemente piantumato «simbolo di vita e di speranza, monito per tutti noi e quelli che verranno», ha detto il coordinatore provinciale di Libera Giuseppe Borrello, nell’introdurre l’incontro.

Presente anche il sindaco di Filandari Rita Fuduli, che nel suo intervento ha sottolineato come educare alla non violenza sia «compito di tutti, famiglie e istituzioni, unite in un lavoro sinergico per fare scoprire ai giovani la disumanità della prepotenza e la bellezza di una società basata sulla pace e sul rispetto delle regole. La lotta alla mafia non si fa solo con le indagini e la repressione – ha aggiunto – ma si vince, anche, costruendo una memoria condivisa che è il fondamento di una cultura della legalità diffusa e radicata». [Continua in basso]

Sulla necessità di educare le nuove generazioni alla cultura della non violenza è intervenuto anche il vicesindaco di Limbadi, Pino Tripaldi, il quale ha presentato per brevi linee il progetto “Il parco della vita” che si dovrà realizzare nel suo territorio per ricordare le vittime della violenza. Molto emozionanti i dialoghi immaginari tra mamma Elsa e Francesco che i ragazzi di Carpi hanno letto davanti ad un pubblico attento ed emotivamente coinvolto. Riflessioni ed emozioni che hanno avuto il culmine nel racconto che Elsa ha fatto di quella drammatica sera e dei dolorosi mesi che ne seguirono. Accorata la sua invocazione di giustizia e verità e l’appello affinché «chi sa parli, pe ridare dignità a mio figlio e giustizia a me e alla mia famiglia».

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