venerdì,Maggio 20 2022

Parghelia avrà la sua piazza intitolata al giudice Antonino Scopelliti – Video

Il sindaco Antonio Landro ha annunciato l'intitolazione di una via all'eroe della legalità che ha donato la vita per la giustizia

Parghelia avrà la sua piazza intitolata al giudice Antonino Scopelliti – Video

«Località marina La Grazia sarà intitolata al giudice Antonino Scopelliti. La giunta comunale ha deliberato ed entro metà giugno scopriremo la targa nel corso di una solenne cerimonia». E così Parghelia avrà una piazza dedicata ad Antonino Scopelliti. L’annuncio del primo cittadino Antonio Landro giunge nel corso di un incontro sui testimoni di speranza, proprio come il magistrato, eroe della legalità che ha donato la vita per la giustizia.

Al dibattito, moderato dalla giornalista Tiziana Bagnato e promosso dal Comune di Parghelia, dal Rotaract di Tropea e dall’Ordine degli avvocati, ha partecipato il procuratore di Vibo Camillo Falvo che ha parlato dell’importanza dei linguaggi: «Così come la mafia utilizza una sua simbologia, anche la lotta alla ‘ndrangheta deve vivere di simbologia. È importante ciò che ha fatto il Comune di Parghelia perché la lotta alla criminalità organizzata si fa anche attraverso questi segnali. L’intitolazione di una piazza ad un magistrato come Scopelliti è importantissima – prosegue Falvo -. Scopelliti ha reso la sua vita una missione contro la criminalità organizzata ed è morto per questo. Nei racconti dei collaboratori di giustizia è emerso come hanno provato a corromperlo in ogni modo e lui ha sempre resistito».

Un pensiero condiviso dall’avvocato Giovanna Fronte, legale di fiducia di alcune vittime della ‘ndrangheta. Ha espresso cordoglio per il luogotenente della finanza che ha compiuto un gesto estremo nel giorno in cui doveva essere contro-esaminato dagli avvocati degli imputati nel processo Petrolmafie: «Non mostrava segni di stanchezza, era lucido, granitico, la sua morte lascia un enorme punto interrogativo. Il maresciallo – ha spiegato la penalista – era un testimone. Un termine che a volte viene utilizzato in modo inappropriato. Anche le persone che si presentano dinanzi al Tribunale per riferire fatti dei quali sono conoscenza per servire la giustizia sono testimoni».


Un tema quello dei testimoni affrontato anche dal procuratore Falvo: «È una legislazione – ha ammesso – con mille problemi per come si è sviluppata nel corso del tempo. Spesso l’apparato amministrativo si inceppa per mille ragioni. A volte si dà troppo seguito e troppo  spazio a chi forse non lo merita, e questo va deprimendo tutti quelli che seriamente fanno la scelta di collaborare con lo Stato per come la legislazione prevede. La nostra è una legislazione all’avanguardia ma con l’applicazione quotidiana ha dimostrato tutta una serie di lacune. Ecco perché nella mia qualità di consulente della commissione parlamentare antimafia – ha spiegato – ho detto che alcune cose andrebbero modificate».
«Non possiamo permettere che lo Stato si dimentichi dei testimoni di giustizia – ha aggiunto l’avvocato Fronte – e che renda inattuabili delle normative  che sono comunque presenti nel nostro ordinamento. È un percorso difficile ma anche liberatorio se vogliamo  riappropriarci della nostra libertà. Denunciare – ha concluso l’avvocato – è un obbligo e un dovere di ogni cittadino».

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