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Comuni calabresi, alta incidenza di dipendenti senza laurea: a Vibo solo il 15% ce l’ha

I dati rilevati da Istat e analizzati da Openpolis sono negativi. La nostra regione annovera numerosi enti senza neppure un laureato

Comuni calabresi, alta incidenza di dipendenti senza laurea: a Vibo solo il 15% ce l’ha

I titoli di studio aiutano a comprendere il livello di competenze del personale, ma negli enti locali calabresi risultano occupati meno laureati rispetto al resto della pubblica amministrazione. “Nel 2020, circa un lavoratore su due degli enti locali aveva almeno il diploma di scuola superiore mentre il 17% dei Comuni non riportava laureati tra i suoi lavoratori dipendenti”. I dati rilevati da Istat e analizzati da Openpolis sono negativi, con la Calabria che annovera numerosi enti comunali senza neppur un laureato. “Nel 2020, – riporta l’analisi di Openpolis – la maggior parte degli occupati negli enti locali italiani aveva la licenza di scuola media superiore. Parliamo di 193mila persone, che rappresentavano il 53% dei lavoratori e lavoratrici nel comparto. Seguivano coloro che avevano la laurea (circa 97mila, il 27%) e quelli che avevano finito la scuola dell’obbligo (66mila, il 18%). Erano poco più di 5.400 invece i lavoratori che avevano portato a termine un percorso post laurea, pesando per il 2%. Sono dati che in parte si discostavano rispetto a quelli della pubblica amministrazione nel suo complesso: per quanto la quota di persone con la licenza media superiore fosse quella più consistente, si fermava al 42% (10 punti percentuali in meno rispetto a quanto registrato negli enti locali). Chi aveva la laurea invece era pari al 38%, 11 punti percentuali in più. È possibile scendere più nel dettaglio andando ad analizzare il dato dei singoli Comuni, registrato da Istat nel censimento permanente delle istituzioni pubbliche. Nel 2020, 1.287 amministrazioni non avevano personale laureato tra i lavoratori dipendenti. La maggior parte di questi si concentrava in Piemonte (446) e in Lombardia (274). Erano invece 65 le amministrazioni in cui non c’era nessun lavoratore con almeno la laurea. Una parziale spiegazione può essere data dalla numerosità degli enti nelle due regioni: Lombardia e Piemonte sono le due aree del paese in cui ci sono più comuni, rispettivamente 1.506 e 1.181. Inoltre, sono regioni che comprendono grosse porzioni dell’arco alpino, ci sono molti enti di piccole dimensioni”.

Il dato della Calabria

Il Comune di Vibo Valentia

La nostra regione non si discosta dal trend nazionale ed è alta l’incidenza di dipendenti non laureati. Sono molte, infatti, le amministrazioni che non hanno neppure un laureato nelle proprie fila. Tra queste, Openpolis ha contato 162 enti locali con la voce zero sui laureati. Nei grandi Comuni i numeri sono un tantino più alti rispetto a quelli dei piccoli enti, ma la situazione fa comunque riflettere: a Catanzaro i laureati sono il 38%, a Cosenza il 35%, a Crotone il 35%, a Reggio Calabria il 23%, a Vibo Valentia solo il 15%. Nel Comune di Lamezia sono il 25%.

Le competenze nei lavoratori comunali sono importanti per l’attuazione del Pnrr

“Ad esempio, – osserva Openpolis – è una questione cruciale se si pensa al ruolo che le amministrazioni hanno all’interno del piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr): spesso questi enti sono chiamati a svolgere il ruolo di soggetti attuatori, ovvero partecipare ai bandi ministeriali per assicurarsi le risorse previste dal piano. Inoltre, dopo essere stati ammessi ai finanziamenti, devono assegnare i lavori attraverso le gare d’appalto e assicurarsi che il processo rispetti tempi e vincoli previsti. Infine, contribuiscono alla rendicontazione finale fornendo i dettagli dei progetti di cui hanno responsabilità. Si tratta di un processo particolarmente difficile per i Comuni, tanto che non sono mancate persino rinunce alle candidature. Questo per le più svariate ragioni, tra cui la quantità importante di passaggi burocratici e la documentazione dettagliata da fornire: aspetti per cui vengono richieste conoscenze tecniche definite. E’ importante la formazione continua del lavoratore all’interno della pubblica amministrazione, – conclude Openpolis – sia per il proprio avanzamento professionale che per il funzionamento dell’ente. Ma i titoli talvolta sono cruciali per poter accedere a determinate opportunità, oltre a permettere al lavoratore di avere una specializzazione in particolari aree necessarie per l’efficienza della macchina amministrativa”.

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