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L’amministratore è stato affrontato da un suo concittadino che lamentava disagi a causa della carenza idrica e che l’ha poi minacciato brandendo una spranga di ferro. Il fatto è avvenuto nella frazione Pannaconi. L’aggressore denunciato ai carabinieri

Il presidente Consiglio comunale Rocco Gallucci
Cronaca

È l’altra faccia dell’emergenza idrica nel Vibonese. Proprio la carenza d’acqua e la conseguente razionalizzazione sarebbe stata all’origine dell’aggressione, consistente in spintoni e minacce verbali, nei confronti di Rocco Gallucci, amministratore locale che ricopre la carica di presidente del Consiglio comunale di Cessaniti.

La vicenda prende le mosse dall’intervento degli operai addetti alla gestione della rete idrica comunale che, nella mattinata di ieri, stavano procedendo come ogni giorno ad effettuare l’erogazione dell’acqua alternandola nei vari quartieri di Pannaconi, frazione di Cessaniti. Operazioni supervisionate proprio dal presidente del Consiglio comunale Rocco Gallucci. Proprio a Pannaconi, secondo la ricostruzione fornita ai carabinieri della locale Stazione ai quali l’episodio è stato denunciato, Gallucci sarebbe stato avvicinato da A. C., suo concittadino che, nell’apostrofarlo pesantemente, lo avrebbe strattonato con violenza da un braccio. Quindi, raggiungendo la propria auto, l’aggressore avrebbe recuperato una mazza di ferro, mimando il gesto di voler percuotere con la stessa il presidente del Consiglio comunale. L’intervento di altre persone e la mancata risposta alle provocazioni da parte di Gallucci, hanno evitato conseguenze peggiori. La mazza brandita nel corso dell'aggressione è stata successivamente sequestrata dai militari dell'Arma così come le armi legalmente detenute dall'uomo nella sua abitazione.

Aggressione a Pannaconi, il commento di Gallucci e del sindaco Mazzeo

Amareggiato l’involontario protagonista della vicenda. «Sono molto dispiaciuto e rammaricato per quanto è successo - ha detto Gallucci -, quotidianamente cerco di dare il mio meglio per rispettare la volontà popolare che mi ha indicato a rappresentante del popolo. Sono e rimarrò sempre dalla parte dei cittadini - ha aggiunto - che in queste ore mi hanno espresso solidarietà e vicinanza. Continuerò a fare tutto quello che è nelle mie capacità per soddisfare le esigenze di tutti. Per la disponibilità che non faccio mai mancare ai cittadini, non mi aspettavo un gesto del genere».

Sulla vicenda è intervenuto anche il sindaco Francesco Mazzeo. «Tutta la mia solidarietà al presidente Gallucci che quotidianamente svolge il suo ruolo con grande dedizione e passione. Nessuna motivazione alla base del gesto può essere giustificata perché il rispetto verso la persona viene prima di ogni cosa. Purtroppo - ha evidenziato - è in atto una recrudescenza dell’odio per gli amministratori comunali, costretti a gestire la cosa pubblica senza risorse. Sono molto preoccupato per la democrazia e per l’incolumità dei miei consiglieri e assessori comunali. Ringrazio la Stazione dei carabinieri di Cessaniti, nella persona del maresciallo Pasquale Pierri che - ha precisato il primo cittadino - con grande professionalità e tempestività appena informati dell’accaduto, hanno condotto le indagini».

L’emergenza idrica a Cessaniti e il "precedente" 

Non si tratterebbe di un caso isolato. Infatti, qualche mese addietro, un dipendente della ditta che ha in gestione la rete idrica è stato malmenato da un residente della frazione Pannaconi: «La responsabilità di questo gesto come del precedente - ha commentato ancora il sindaco Mazzeo - è un errore per chi ha commesso il gesto, ma anche per chi fomenta l’odio nella mia comunità. Sono rammaricato per l’immagine negativa che ora si darà al Comune di Cessaniti che, a causa della prepotenza di pochi, si viene a mettere in cattiva luce la brava gente che vive e lavora nel nostro territorio».

Infine, il messaggio del presidente del consiglio comunale Gallucci che ha concluso: «Faccio appello alle forze dell’ordine e al prefetto affinché garantiscano, non solo a me, ma a tutti coloro che vogliono liberamente occuparsi della cosa pubblica, la libertà delle proprie scelte e delle proprie idee».

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