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Il primo cittadino Giulia Russo fornisce le sue spiegazioni sull’ordinanza di deviazione delle acque nel torrente Mandricelle e critica l'informazione. La nostra replica

Ambiente

Dal sindaco del Comune di Ricadi, Giulia Russo, riceviamo ed integralmente pubblichiamo: "Certamente il potere creativo assoluto della fantasia raggiunge limiti inimmaginabili e questo è ciò che è avvenuto nel caso degli articoli, a firma di Giuseppe Baglivo, pubblicati venerdì 6 luglio alle ore 15.33 e domenica 8 luglio alle ore 12.21 su Il Vibonese.it. La deviazione temporanea delle acque depurate, provenienti dal depuratore di S. Maria, nel limitrofo torrente Mandricelle attraverso un By-Pass, presente all’inizio della condotta di scarico, è stata disposta con ordinanza n. 34/2018 del 4.07.2018 al solo fine di effettuare i lavori di sistemazione di alcuni ancoraggi e di risistemazione della giunzione del tratto in polietilene con quello in resina della condotta sottomarina. In primo luogo preme l’obbligo di precisare che le acque in oggetto sono acque reflue depurate e non sono liquami, inoltre, contrariamente a quanto, pretestuosamente ha scritto il sig. Baglivo, l’utilizzo del By Pass è stato limitato al giorno 5.07.2018 dalle ore 11.15 alle ore 14.40, pertanto, è evidente che le foto pubblicate non sono rappresentative di quanto insinuato. Alcuna responsabilità può essere addebitata al comune di Ricadi. Quando sono stati scritti i due articoli la condotta sottomarina era già stata ripristinata e le acque reflue depurate già reimmesse in condotta. Conferma di tutto ciò è data dall’ordinanza sindacale di revoca n. 36/2018 del 09.07.2018 che richiama tutto quanto sopra detto. In merito ai soldi pubblici spesi per le riparazioni vorrei far presente che l’Ufficio Tecnico ha formalmente contestato la cattiva esecuzione dei lavori alla ditta esecutrice e a seguito di ciò ha emanato la determina n. 64 del 4.06.2018 con la quale ha disposto l’esecuzione dei lavori in danno della ditta con conseguente trattenuta delle somme spese da quelle dovute all’impresa esecutrice. Inviterei il sig. Baglivo, per il futuro, a porsi meno interrogativi inutili e volti solo a creare allarmismo e rappresentare una realtà distorta. Bastava porre una sola domanda a qualcuno dell’amministrazione comunale per sapere che, ancorché non formalmente revocata l’ordinanza, i lavori sono stati eseguiti e conclusi il giorno 5 luglio nel giro di tre ore, con immediata chiusura del By Pass. Quindi, anche se realmente esistente lo stato di fatto rappresentato in quelle foto, di certo non è colpa del comune di Ricadi. Al contrario si invita il sig. Baglivo a verificare anche nei territori comunali limitrofi l’eventualità di inquinamenti e a tal fine troverà nell’amministrazione comunale di Ricadi un alleato sempre disponibile, e con ogni mezzo legale, a trovare una soluzione. L’amministrazione comunale di Ricadi tiene alla tutela dell’ambiente sotto ogni punto di vista e non può accettare non solo che si crei un procurato allarme ma che si realizzi un danno di immagine che non ha prezzo. Pertanto, si valuterà, la necessità di tutelare, presso le autorità competenti, i legittimi interessi, lesi dall’aver riportato notizie non veritiere e allarmistiche per il lettore. Se poi ad un giornalista sfugge la logica di un’ordinanza non è un problema che può interessarci ma mi porta a dire che aveva ragione Alfred Hitchcock quando diceva che “C’è qualcosa di più importante della logica: è l’immaginazione” e in questo caso Baglivo l’ha usata ampiamente".                         Sin qui la nota del sindaco di Ricadi, Giulia Russo, la cui prosa, nella sua grevità, si commenta da sola. Il sindaco vorrebbe infatti stabilire chi, come, dove, quando ed in quali termini può scrivere di Ricadi e del suo territorio e stabilire persino quali interrogativi possono o meno essere posti. Per tali pretese con noi ha sbagliato decisamente indirizzo. Punto primo: l’articolo scritto dal giornalista Baglivo è uno solo: quello di venerdì 6 luglio alle ore 15.33 dal titolo “Capo Vaticano: ancora rotta a Santa Maria la condotta dei reflui del depuratore” (LEGGI QUI: Capo Vaticano: ancora rotta a Santa Maria la condotta dei reflui del depuratore) che non fa altro che dare notizia dell’ordinanza emessa al fine (lo scrive lo stesso sindaco nell’ordinanza) “di scongiurare gravi disagi ambientali”. Punto secondo: la seconda pubblicazione di domenica 8 luglio alle ore 12.21 (per come si può facilmente evincere dalla lettura della stessa) non è un articolo a firma di alcun giornalista, ma una lettera alla redazione inviata da alcuni lettori corredata da documentazione fotografica (LEGGI QUI:  Mare sporco a Coccorino, le proteste e le foto inviate dai lettori). Punto terzo: in nessuna delle due pubblicazioni è stato scritto - contrariamente a quanto afferma il sindaco (a proposito di immaginazione e di chi crea fantasie...) - di “liquami” sversati dal Comune di Ricadi, bensì abbiamo parlato e scritto di "acque reflue depurate". Punto quarto: se i Comuni spendono denaro pubblico per realizzare condotte sottomarine per lo scarico delle acque reflue a 300 metri dalla riva, una ragione c’è. Vuol dire che la legge impone che le acque reflue, pur depurate, non possono essere sversate a riva. Punto quinto: l’ordinanza sindacale n.36/2018 di revoca della precedente ordinanza di deviazione delle acque reflue depurate nel torrente Mandricelle, citata dal sindaco nella sua replica, ad oggi - 10 luglio 2018 ore 14.09 - non è stata ancora pubblicata sull’Albo pretorio on-line del Comune di Ricadi, fonte primaria di informazione per ogni giornalista e per i cittadini, al di là delle domande “a qualcuno dell’amministrazione comunale” (invocate dal sindaco) le cui risposte possono lasciare il tempo che trovano. Senza scomodare Hitchock, infatti, da molto tempo prima un proverbio latino recita: “Verba volant, scripta manent”.  Punto sesto: è lo stesso sindaco a scrivere nella sua nota di replica di “ordinanza non formalmente revocata” all’atto della pubblicazione del nostro articolo, oltre che di foto che documentano (lo dice lo stesso sindaco) uno “stato di fatto realmente esistente”.  Punto sette: tuteleremo anche noi la serietà della nostra informazione in ogni sede competente, messa in dubbio dalle affermazioni e dai toni scomposti del sindaco. Punto otto: quanto alla tutela dell’ambiente da parte dell’amministrazione comunale di Ricadi ed al paventato “procurato allarme”, più che a noi il sindaco dovrebbe rivolgere le sue attenzioni ai tanti suoi concittadini che giornalmente, attraverso diversi gruppi social (da Santa Domenica a Ricadi passando per Capo Vaticano), documentano con tanto di foto lo stato dei luoghi. Edinanzi a certe immagini, non c'è bisogno di aggiungere altro. (GIUSEPPE BAGLIVO)

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