Pesce palla pescato a Briatico, il Gac invita alla prudenza

Continua a suscitare interesse il ritrovamento dell’esemplare tossico segnalato da Il Vibonese. Il Gruppo di azione costiera "Costa degli Dei" conferma la pericolosità della specie e invita i pescatori a segnalarne la presenza. Intanto l’esemplare pescato a Briatico è stato preso in consegna dall’Ispra.

Continua a suscitare interesse il ritrovamento dell’esemplare tossico segnalato da Il Vibonese. Il Gruppo di azione costiera "Costa degli Dei" conferma la pericolosità della specie e invita i pescatori a segnalarne la presenza. Intanto l’esemplare pescato a Briatico è stato preso in consegna dall’Ispra.

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Il pesce palla nei laboratori dell'Ispra

Il ritrovamento del pesce palla effettuato nei giorni scorsi a Briatico e ampiamente documentato da ilvibonese.it, ha richiamato l’attenzione del Gruppo d’azione costiere Gac-Flag Costa degli Dei che, confermando, così come prima dell’ente ha fatto anche l’Ispra, la circostanza della presenza di un «pesce appartenente ad una specie aliena al nostro mare».

VIDEO | Specie “aliena” pescata nel mare di Briatico

Per il Gac «la notizia, che ha avuto un’eco sulla stampa, necessita di chiarezza a beneficio dei lettori». Per il responsabile scientifico del Gac, Roberto Minervini, biologo marino e già docente presso la sede distaccata di Civitavecchia dell’Università della Tuscia, «dove si conducono importanti studi sul mare e su numerose specie ittiche, si dovrebbe trattare di un esemplare di Lagocephalus sceleratus appartenente alla famiglia dei tetraodontidi, facilmente riconoscibile dalla presenza in bocca  di soli quattro grossi denti. Il nome volgare di questo apparentemente simpatico pesce è quello di “pesce palla”, ma, a dispetto della simpatia che può suscitare con le sue forme rotondeggianti, è tossico al consumo umano e potenzialmente letale».

Il prof. Minervini aggiunge «come bene sanno molti  nostri pescatori che tutti i pesci palla sono tossici e non tipici del Mediterraneo, ma provenienti dal Mar Rosso attraverso il Canale di Suez. Le tossine delle carni inoltre permangono attive anche se cotte e possono indurre la morte nello sciagurato consumatore. La notizia del ritrovamento – riconosce il professore – è importante, in quanto già il ministero dell’Ambiente, attraverso l’Ispra, ne segnalava all’inizio dell’anno la presenza lungo la costa ionica della Calabria. Il ritrovamento di Briatico (che si aggiunge a quello di Tropea di alcuni mesi fa), dimostra come questa specie abbia doppiato lo Stretto di Messina e stia iniziando a posizionarsi in questo quadrante meridionale di Tirreno».

L’Ispra conferma: la specie “aliena” di Briatico è un pesce palla

Dunque, il Gac fa suo l’invito dell’Ispra chiedendo ai «pescatori e chiunque abbia ritrovato simili pesci, di segnalarlo ad un apposito indirizzo mail: pescepalla@ispra.it».

Intanto, l’esemplare di pesce palla pescato nelle acque di Sant’Irene è stato preso in consegna dall’Ispra grazie all’interessamento del giornalista Angelo De Luca, firma della nostra testata, che ha provveduto personalmente a consegnarlo al centro ricerche di Roma. Il pesce verrà ora analizzato per saggiarne il contenuto in tetradotossina e verranno fatte alcune analisi molecolari. Un caso che, informa sempre l’Ispra, verrà gestito in collaborazione con il Dipartimento di Scienze veterinarie dell’Università di Pisa e con l’Istituto zooprofilattico sperimentale del Lazio e della Toscana.