Caos rifiuti a Vibo, l’inchiesta provoca il primo scossone: si dimette Alfonso Colaci

Aveva il compito specifico di vigilare sull’attività della ditta Dusty. Interrogatorio “fiume” per l’ex assessore Giuseppe Russo. L’indagine si allarga

Aveva il compito specifico di vigilare sull’attività della ditta Dusty. Interrogatorio “fiume” per l’ex assessore Giuseppe Russo. L’indagine si allarga

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Vanno avanti a ritmo serrato gli interrogatori da parte della sezione di polizia giudiziaria, aliquota carabinieri “Nucleo Ambiente” della Procura, nell’ambito dell’inchiesta sulla raccolta dei rifiuti nella città capoluogo e in tutto il suo territorio comunale. Un’indagine coordinata dal procuratore Bruno Giordano (in foto in basso) e affidata ai carabinieri guidati dal luogotenente Gaetano Vaccari che hanno provocato il primo scossone: si è infatti dimesso dall’incarico di direttore per l’esecuzione del contratto, Alfonso Colaci, figura “chiave” nel complesso sistema di controlli sulla gestione dei rifiuti in città, ascoltato nei giorni scorsi dagli investigatori con interrogatorio durato tre ore. Un’escussione, la sua, avvenuta insieme a quella della dirigente del settore Ambiente di “palazzo Luigi Razza”, Adriana Teti, ascoltata in due distinti giorni per un totale di oltre sei ore di interrogatorio. Alfonso Colaci aveva il compito specifico di vigilare sull’attività della ditta Dusty, la quale per conto dell’amministrazione targata Elio Costa gestisce la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti essendosi aggiudicata l’appalto del valore di dieci  milioni di euro in tre anni. Lo stesso Alfonso Colaci che ha il fratello Alessandro impiegato nella ditta Dusty con una posizione apicale, essendo il responsabile dei mezzi utilizzati per la raccolta della spazzatura. Un presunto conflitto di interessi “parentale” già denunciato dallo Slai Cobas.                       L’indagine intanto prosegue e la giornata di interrogatori continuerà oggi con nuove audizioni, mentre quattro ore è durato ieri l’interrogatorio di Giuseppe Russo, ex assessore comunale all’Ambiente che nei giorni scorsi aveva denunciato sulla stampa quelle che a suo avviso sono le responsabilità per il caos rifiuti in città. «Un gestore del servizio rifiuti, la Dusty – aveva dichiarato l’ex assessore – che con atteggiamento arrogante e predominante verso chi avrebbe invece il compito di controllare e fare la voce grossa, continua a non rispettare un capitolato speciale d’appalto debitamente accettato e sottoscritto e ancor più grave a non rispettare il proprio progetto tecnico con tanto di servizi migliorativi rispetto lo stesso capitolato, per il quale la commissione aggiudicatrice di gara della Suap provinciale ha attribuito un punteggio massimo». L’ex assessore nel corso del suo interrogatorio potrebbe aver puntato il dito anche contro l’attuale giunta comunale guidata dal sindaco Elio Costa, della quale non fa più parte dopo le dimissioni avvenute nei mesi scorsi. Di certo le indagini puntano ad accertare il mancato rispetto del contratto d’appalto da parte della ditta Dusty, ma anche gli alibi che, attraverso alcune delibere di giunta (l’ultima la numero 190 del 21 agosto scorso), l’esecutivo Costa avrebbe fornito alla ditta affinchè la stessa “restituisca alla città il decoro e la pulizia per cui si è sempre contraddistinta da diverso tempo”, dando al contempo indirizzo al dirigente del servizio affinché adotti tutti gli atti inerenti e conseguenti alla regolarizzazione del servizio. Un “decoro” che però pochi cittadini ricordano, mentre solo da qualche giorno a Vibo-città sono state tagliate le erbacce sui marciapiedi di alcune vie, mentre altri interi quartieri e zone centrali della città e delle frazioni continuano a vivere nel degrado. Un degrado fatto di erbacce ovunque come non si vedeva da anni. E l’inchiesta continua…      LEGGI ANCHE: Inchiesta sui rifiuti a Vibo: nuova documentazione acquisita dagli investigatori

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