domenica,Maggio 19 2024

Tentato omicidio ai danni di un poliziotto a Vibo, resta in carcere Luigi Mancuso

Al giovane di San Gregorio d'Ippona - figlio del boss Peppe Mancuso di Limbadi - contestati anche i reati di resistenza a pubblico ufficiale e guida in stato di ebbrezza

Tentato omicidio ai danni di un poliziotto a Vibo, resta in carcere Luigi Mancuso
Luigi Mancuso

E’ stato convalidato dal gip del Tribunale di Vibo Valentia, Giorgia Ricotti, l’arresto di Luigi Mancuso, 30 anni, di San Gregorio d’Ippona, fermato dalla polizia nella notte fra venerdì e sabato dopo l’aggressione in piazza San Leoluca ai danni di un agente della Squadra Volante impegnato in un controllo del territorio. Tentato omicidio, resistenza a pubblico ufficiale e guida in stato di ebbrezza, le accuse mosse al giovane – figlio del boss della ‘ndrangheta di Limbadi, Giuseppe Mancuso, detto ‘Mbrogghja (tornato in libertà lo scorso anno dopo 24 anni di reclusione) – nei cui confronti il gip, su richiesta del pm Maria Cecilia Rebecchi, ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Luigi Mancuso, nel corso di un posto di blocco, è accusato di aver afferrato per un braccio un poliziotto trascinandolo per diversi metri sino a farlo sbattere con la testa contro il muretto di un bar. Il poliziotto, soccorso dai colleghi che hanno prontamente arrestato Luigi Mancuso, ha riportato la frattura di due vertebre ed un trauma cranico. Luigi Mancuso – nato da una seconda relazione del boss Peppe Mancuso – non è nuovo ad episodi di violenza. Ha scontato infatti negli scorsi anni una condanna a 5 anni di reclusione per il tentato omicidio a San Gregorio d’Ippona di un romeno preso a colpi di mattone in testa e ridotto in fin di vita nel corso di una lite. Nel novembre del 2017 era invece rimasto coinvolto in una sparatoria nelle vie di San Gregorio d’Ippona quando diverse auto sono rimaste attinte da colpi d’arma da fuoco esplosi proprio da Luigi Mancuso.

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