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‘Ndrangheta: condanne per i clan Iozzo e Chiefari delle Serre e fra loro pure un 47enne di Mongiana

Tredici in totale le condanne in appello nell’operazione Ortrhus per le cosche di Chiaravalle Centrale e Torre di Ruggiero

‘Ndrangheta: condanne per i clan Iozzo e Chiefari delle Serre e fra loro pure un 47enne di Mongiana
La Corte d'Appello di Catanzaro

C’è anche Antonio Maiolo, 47 anni, di Mongiana, fra i condannati odierni dalla Corte d’Appello di Catanzaro nell’ambito dell’operazione “Ortrhus”. Sette anni di reclusione per lui la condanna a fronte dei 7 anni e 8 mesi del primo grado. La Dda di Catanzaro gli contestava di aver ceduto il 6 aprile 2016 a Raffaele Iozzo, 34 anni, di Chiaravalle (condannato a 16 anni e 8 mesi) cocaina e marijuana, in quantità indefinita, ai fini dello spaccio. Altra cessione di stupefacente, sempre nei confronti di Raffaele Iozzo, sarebbe avvenuta il 27 luglio del 2016 (200 grammi di stupefacente a fronte del pagamento immediato di 2.650,00 euro). Antonio Maiolo sarebbe quindi stato per gli inquirenti uno “stabile fornitore di sostanza stupefacente in favore del sodalizio riconducibile agli Iozzo” di Chiaravalle Centrale. Dalle intercettazioni, ad avviso del gip distrettuale Paola Ciriaco, si evinceva inoltre come Raffaele Iozzo si relazionasse ad “Antonio Maiolo con molto rispetto e timore, dovendosi talvolta anche giustificare per non aver risposto al telefono”. Da qui l’accusa di detenzione e cessione di stupefacenti ai fini di spaccio. [Continua in basso]

Le altre condanne: Antonio Rei, 32 anni, detto “U Bellinu”, di Chiaravalle, condannato a 8 anni e 2 mesi; Giuseppe Marco Marchese, 34 anni, di Chiaravalle, 8 anni e 2 mesi (in primo grado a 8 anni e 4 mesi); Salvatore Russo, detto “U Porcu”, 34 anni, di Chiaravalle, 7 anni e 4 mesi (in primo grado a 8 anni, 5 mesi e 10 giorni); Giovanni Iozzo, 32 anni, di Chiaravalle, 6 anni e 2 mesi (in primo grado a 7 anni e 8 mesi); Alexander Daniele, alias “Sasha”, 34 anni, di Palermiti 6 anni (in primo grado a 7 anni e 8 mesi); Stefano Pasquino di Chiaravalle 1 anno e 2mila euro di multa (sospensione condizionale pena) (in primo grado a 2 anni); Andrea Maida, 42 anni, inteso “U Babbu”, di Chiaravalle a 1 anno e 2.400 euro di multa (sospensione condizionale pena) (in primo grado a 2 anni, 4 mesi e 10 giorni); Marta Sanginiti di Soverato 6 mesi e 2mila euro di multa (in primo grado a 8 mesi); Marco Catricalà di Chiaravalle 4 mesi di reclusione; Damiano Fabiano, 32 anni, di Chiaravalle, 8 anni; Fabio Romeo a 4 mesi. Assolto, così come in primo grado, Vito Chiefari, 50 anni, di Torre di Ruggiero.

L’operazione è stata denominata “Ortrhus”, il cane a due teste della mitologia greca, in riferimento alle due componenti familiari in cui si articolava, secondo l’accusa, il clan Iozzo-Chiefari.

Con il provvedimento cautelare, emesso dal gip distrettuale su richiesta della Dda diretta dal procuratore, Nicola Gratteri, venivano contestati a vario titolo i reati di associazione mafiosa, associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, omicidio, estorsione e detenzione illegale di armi. I reati sono stati commessi in aree ricomprese fra le Serre catanzaresi e vibonesi. Il clan Chiefari di Torre Ruggiero è stato negli anni al centro delle dinamiche mafiose sviluppate nelle Serre, in continua evoluzione dopo l’omicidio del boss di Serra San Bruno, Damiano Vallelunga, ucciso dinanzi al santuario di Riace nel settembre del 2009. Dall’inchiesta è emersa anche l’intromissione di alcuni componenti della famiglia Chiefari nella processione della “Madonna delle Grazie” in data 9 settembre 2017. Nel mirino dei clan anche i lavori della Trasversale delle Serrre con l’incendio a Gagliato di un escavatore.

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