venerdì,Aprile 12 2024

Migranti, sospesa interdittiva antimafia al gestore del Cara di Isola Capo Rizzuto

È quanto deciso dal Tar della Calabria dopo il provvedimento della Prefettura di Crotone nei confronti della Prociv Arci

Migranti, sospesa interdittiva antimafia al gestore del Cara di Isola Capo Rizzuto

Il Tar della Calabria ha sospeso l’interdittiva antimafia che era stata emessa dalla Prefettura di Crotone nei confronti della Prociv Arci di Isola Capo Rizzuto, interdittiva in virtù della quale l’associazione non aveva più potuto assumere la gestione del Cara, il centro di accoglienza per migranti richiedenti asilo di Sant’Anna, uno dei più grandi d’Italia. La Prociv, infatti, si era aggiudicata la gara d’appalto bandita dalla stessa Prefettura di Crotone per la gestione del centro di accoglienza per un importo complessivo per 24 mesi pari a 5.978.043 euro. Dopo l’aggiudicazione dell’appalto, tuttavia, la Prefettura ha avviato un’istruttoria sull’associazione di volontariato a conclusione della quale ha emesso l’interdittiva dal momento che sarebbe stata «accertata l’esistenza di un effettivo rischio di contaminazione mafiosa attraverso la contiguità con elementi appartenenti a sodalizi criminali locali», contiguità derivante essenzialmente dai legami familiari e di parentela tra alcuni dirigenti, soci e dipendenti della Prociv con persone ritenute affiliate alle cosche di ’ndrangheta di Isola Capo Rizzuto nonché dalle frequentazioni di quegli stessi soci imparentati con i presunti affiliati con altri componenti della stessa associazione di volontariato. Avverso l’interdittiva la Prociv ha presentato ricorso al Tar della Calabria che ha concesso la sospensione del provvedimento accogliendo la tesi del difensore secondo cui «la sussistenza di rapporti di parentela con esponenti delle cosche mafiose, alcuni dei quali frutto di errore, in assenza di ulteriori elementi, non è idonea a costituire un rischio di infiltrazione mafiosa». «In una comunità locale segnata dalla presenza della ‘ndrangheta e da varie operazioni di polizia giudiziaria che hanno coinvolto decine e decine di persone – afferma l’avvocato Liperoti, difensore della Prociv – l’incidenza genealogica di parenti attinti da pregiudizi è naturalmente più diffusa della media; tale elemento non può contribuire ad escludere dal mondo del volontariato e del terzo settore un’associazione che opera con finalità non lucrative, in mezzo agli ultimi del mondo, fra terremoti, macerie e sbarchi». Il processo amministrativo proseguirà il 6 marzo in camera di consiglio davanti ai giudici della prima sezione del Tar della Calabria (Agi)

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