Operazione Rinascita, veterinaria dirigente Asp di Vibo fra gli arrestati

E’ accusata di aver favorito il clan Accorinti di Zungri rivelando i controlli dei Nas e suggerendo quando compiere i furti di bestiame
E’ accusata di aver favorito il clan Accorinti di Zungri rivelando i controlli dei Nas e suggerendo quando compiere i furti di bestiame
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C’è anche la veterinaria Chiarina Cristelli, 55 anni, nativa di Mangone (Cs), ma residente a Pizzo, fra le persone arrestate nell’inchiesta “Rinascita – Scott” della Dda di Catanzaro. Si tratta della dirigente del Servizio veterinario dell’Asp di Vibo Valentia, accusata di concorso esterno in associazione mafiosa.
Per i carabinieri, la Dda ed il gip, Chiarina Cristelli avrebbe mantenuto un diretto contatto con i vertici del clan Accorinti di Zungri, ponendosi “quale riferimento per il sodalizio nello specifico settore di interesse della commercializzazione di bestiame di illecita provenienza”, promuovendo in tale veste gli interessi del clan Accorinti e favorendo, anche nell’adozione di specifici provvedimenti, personaggi intranei o vicini al sodalizio. Avrebbe inoltre garantito, in caso di necessità, il suo appoggio all’organizzazione, fornendo suggerimenti su come portare a termine il trasporto e la commercializzazione di bestiame in violazione della normativa vigente, comunicando l’imminente verifica di personale dei carabinieri Nas nelle aziende agricole di Zungri, tra cui quelle appartenenti agli Accorinti e soggetti a loro vicini, al fine di agevolare l’occultamento di irregolarità presenti all’interno di tali aziende.

Chiarina Cristelli avrebbe poi fornito ai carabinieri del Nas notizie e spiegazioni fuorvianti su eventuali irregolarità riscontrate sugli animali degli Accorinti in modo da evitare loro qualsiasi conseguenza, favorendo così la fittizia regolarizzazione dei capi di bestiame acquistati dal sodalizio, mediante traffici illegali, attraverso l’utilizzo di dati e marchi identificativi non realmente corrispondenti agli animali commercializzati, al fine di occultare la loro reale ed ignota provenienza illecita. [Continua dopo la pubblicità]

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Il boss Giuseppe Accorinti di Zungri

Per Chiarina Cristelli, quindi, anche il reato di concorso in furto aggravato dalle finalità mafiose. Un capo d’imputazione che la vede indagata in concorso con il boss di Zungri Giuseppe Accorinti, con Michelangelo Barbieri, 26 anni di Cessaniti (arrestato e ritenuto componente del clan Accorinti), Filippina Carà, 30 anni, originaria di Filandari, domiciliata a Zungri (arrestata e ritenuta elemento della cosca Accorinti), Rocco Cichello, 30 anni, di Filandari (arrestato), Nicolino Pantaleone Mazzeo, 49 anni, di Mesiano di Filandari (arrestato), Valerio Navarra, 26 anni, di Rombiolo (arrestato e già in carcere per droga). In questo caso, tutti gli indagati (ad eccezione della Carà – beneficiaria del reato, e della Chiarelli) avrebbero materialmente rubato cinque bovini a Zungri. La dirigente dell’Asp di Vibo Chiarina Cristelli, secondo l’accusa, avrebbe consigliato a Filippina Carà di “eseguire il furto in questione di notte e di servirsi di un camion e di lasciare gli animali in un luogo lontano”. Gli animali rubati sono stati infatti traportati da Zungri in località Frisino e Contura di Filandari con un camion che procedeva a luci spente preceduto da altro mezzo che faceva da “staffetta”.

Nicolino Pantaleone Mazzeo

Infine alla sola Cristrina Chiarelli è contestato il reato di rivelazione di segreti d’ufficio poiché avrebbe violato i doveri inerenti la funzione di dirigente del servizio veterinario dell’Asp di Vibo comunicando nel 2016 imminenti verifiche dei carabinieri del Nas nelle aziende degli Accorinti di Zungri.

Cristina Chiarelli è già finita sotto processo dinanzi al Tribunale di Vibo nell’indagine dei carabinieri della Stazione di Vibo denominata “Zuzù” (condotta dall’allora comandante Nazzareno Lopreiato) con l’accusa di aver falsamente attestato diversi controlli in alcune stalle. Controlli, secondo i carabinieri e la Procura di Vibo, mai avvenuti.

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