“Romanzo criminale” a Vibo: Giuseppe Patania ammesso al rito abbreviato

Stralciata la posizione del 37enne di Stefanaconi imputato insieme a tre fratelli per usura ai danni dell’imprenditore vibonese Francesco Evalto

Stralciata la posizione del 37enne di Stefanaconi imputato insieme a tre fratelli per usura ai danni dell’imprenditore vibonese Francesco Evalto

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Usura aggravata dalle modalità mafiose. Questa l’accusa per la quale stamane il Tribunale collegiale di Vibo Valentia ha deciso di ammettere al rito abbreviato – che comporta in caso di condanna uno sconto di pena di un terzo – Giuseppe Patania, di Stefanaconi, imputato insieme ai fratelli Salvatore, Bruno e Nazzareno, in un troncone del processo nato dall’operazione antimafia denominata “Romanzo criminale”.

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La posizione di Giuseppe Patania, 37 anni, difeso dall’avvocato Gregorio Viscomi, è stata pertanto stralciata da quella degli altri tre imputati. Secondo l’accusa, i fratelli Patania, in concorso fra loro, avrebbero prestato denaro ad usura all’imprenditore e già consigliere comunale a Vibo, Francesco Evalto. Un’accusa che nelle precedenti udienze Nazzareno Patania, nel corso di dichiarazioni spontanee aveva respinto dichiarando in aula di essere stato truffato da Evalto per via di alcune forniture di gasolio non interamente pagate. Il pm della Dda di Catanzaro, Andrea Mancuso, ha quindi chiesto per la prossima udienza l’esame in aula dei fratelli Francesco e Giuseppe Evalto per il processo che va avanti con rito ordinario nei confronti di Salvatore, 39 anni, Nazzareno, 44 anni, e Bruno Patania, 42 anni.

Nel troncone principale del processo “Romanzo criminale”, il Tribunale lo scorso 12 marzo ha condannato Giuseppe Patania a 16 anni di reclusione per associazione mafiosa, Salvatore Patania a 15 anni (in foto), Nazzareno Patania a 12 anni. Assolto, invece, Bruno Patania (in foto in basso) 

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