lunedì,Febbraio 26 2024

Migrazioni e migranti, a Vibo i ragazzi del liceo Capialbi presentano il libro “Cerco la vita”

L’appuntamento si è tenuto al Sistema bibliotecario vibonese. Il volume è stato realizzato da un gruppo di studenti diretti dalla docente Murmura

Migrazioni e migranti, a Vibo i ragazzi del liceo Capialbi presentano il libro “Cerco la vita”

Il Sistema bibliotecario vibonese ha ospitato nei gironi scorsi la presentazione del volume “Cerco la vita. Migrazioni e migranti: ieri, oggi e… domani”. Ilvolume – sottolineano Virginia Lo Bianco, Marisol Durante, Giada Monterosso, Marica Santacaterina, Roberta Sorbilli per il Comitato scolastico diritti umani Liceo Capialbi – è stato realizzato lo scorso anno scolastico (2021-2022) sotto la guida della professoressa Anna Murmura da un gruppo di studenti delle classi terminali del Liceo Capialbi (IIIB Scienze umane, VE linguistico, VC Scienze umane, IIIV Scienze umane e IVD Scienze umane) all’interno delle attività del Comitato diritti umani del Liceo Capialbi e stampato dalla Libritalia. Dopo la prima presentazione del volume per gli studenti del liceo, il libro viene fatto conoscere ai cittadini. [Continua in basso]

L’evento è iniziato con i saluti di Fabio Signoretta, presidente Sbv e del dirigente scolastico Antonello Scalamandrè, che ha finanziato la stampa di questo volume. Il primo ha concentrato il suo intervento su alcune storie legate alla sua attività di sindaco e in relazione alla presenza di alcuni migranti nel territorio di Ionadi; il secondo, dopo aver spiegato le ragioni dell’appoggio al progetto, ha fatto i suoi complimenti al gruppo di studenti scrittori e chi li ha coordinati. Il primo intervento è stato affidato quello di Marwa El Afia, una ex studentessa del Liceo Capialbi che dal 2020 al 2022 ha fatto parte della Segreteria confederale della Cgil Area Vasta Catanzaro-Crotone-Vibo, occupandosi principalmente di giovani, immigrazione, seconde generazioni e sviluppo sostenibile in Ue e in Italia. È stato molto importante e interessante conoscere il punto di vista di El Afia che è marocchina e figlia di migranti economici, ma il cui percorso di studi e di lavoro è una prova di quanto l’integrazione sia possibile e, soprattutto, costituisca un valore aggiunto e per coloro che chiedono ospitalità e quanti la offrono.

Il secondo intervento è stato quello di Erica Tuselli, esperta di relazioni internazionali, membro dell’associazione Nish Aps e socia dell’impresa sociale Kairos con cui ha avviato la libreria indipendente Streusa a Pizzo. Entrambe le relatrici hanno dato una lettura personale e originale, ma, soprattutto, hanno cercato di gettare luce sul fenomeno di scottante attualità quale è quello delle migrazioni. Naturalmente è stato fatto riferimento alla triste e tragica vicenda di Cutro, che è successiva alla stampa del volume, ma che è stato uno choc per tutti i calabresi e anche per gli studenti presenti all’evento. Di due studenti relatori è stata presente solo Federica Asturi, alunna della VD Scienze Umane che ha raccontato con parole semplici e chiare la genesi del volume e, soprattutto, ha spiegato cosa ha rappresentato per gli alunni esordienti scrittori svolgere attività di ricerca per scrivere un libro.

Le conclusioni sono stata affidate alla curatrice del volume la professoressa Murmura, che è anche referente del Comitato Diritti umani del Liceo Capialbi. La Professoressa ha raccontato le motivazioni che la hanno spinta a creare questo gruppo di lavoro e di ricerca e le emozioni provate nell’aiutare gli studenti nella realizzazione dei vari capitoli del libro e, soprattutto, la sensazione vissuta nello sfogliare le pagine e sentire l’odore della carta quando a fine maggio il lavoro è uscito. È seguito un interessantissimo dibattito in cui hanno preso la parola sia gli alunni autori sia gli adulti presenti, un dibattito intenso e molto vivo. Infine, ma non ultima, vogliamo ricordare il coordinamento e la conduzione della serata che sono state affidate all’alunna Michela Chiara Garrì della VD Scienze Umane. L’evento è stato arricchito dalla presenza di una mostra fotografica gentilmente messa a disposizione dal grande artista il fotografo Franco Gioghà che durante gli sbarchi di migranti a Vibo Marina nel 2015 e nel 2016 ha realizzato degli scatti in bianco e nero di struggente bellezza; i presenti la hanno molto apprezzata. 

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