Sbloccati fondi per 18 milioni sul porto, Calvetta: «Perderli sarebbe stato un danno irreparabile» – Video

Il segretario generale della Camera di commercio: «Abbiamo scritto al ministero dei Trasporti per denunciare il caso». E dal Mit arrivano le rassicurazioni
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Grave, paradossale o inconcepibile. Comunque la si voglia definire, la vicenda che ruota attorno ad un mucchio di denari pubblici – ben 18 milioni di euro – che rischiano di sparire per l’inerzia di qualcuno, non può lasciare indifferenti. I soldi sono quelli stanziati per la riqualificazione del porto di Vibo Marina, destinati a due distinti progetti: il consolidamento delle banchine Pola e Tripoli, per 6 milioni e mezzo; e il risanamento delle banchine Papandrea e Buccarelli, per 11 milioni e mezzo. Soldi comunitari che la Regione, tramite l’Ispettorato generale per i rapporti finanziari con l’Europa, deve trasferire al ministero dei Trasporti. Questi fondi, però, erano bloccati da oltre un anno – luglio 2018 – per una inezia: il ministero aveva trascurato di inoltrare alla Regione parte della documentazione, nella quale vi era anche il codice Iban su cui accreditare le somme. [Continua dopo la pubblicità]

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E così, mentre c’è chi annuncia interventi presso il governo, c’è chi prende carta e penna per scrivere al ministero e risolvere il problema, come il segretario generale della Camera di commercio Bruno Calvetta, che ha inviato una missiva insieme al presidente dell’ente camerale Sebastiano Caffo per sollecitare gli enti preposti a dare attuazione alla delibera di giunta regionale 308 del 2018, «stante la necessità e l’urgenza dei predetti interventi». Interventi che hanno lo scopo di «assicurare funzionalità e soprattutto sicurezza all’infrastruttura portuale di Vibo Marina». L’allarme – scrivono nella lettera Calvetta e Caffo, indirizzata a Mauro Coletta, direttore generale del ministero dei Trasporti, oltre che all’assessore regionale Francesco Russo, al direttore generale del dipartimento programmazione nazionale Paola Rizzo e al provveditore interregionale per le opere pubbliche del Mit Gianluca Ievolella – si fonda sulla constatazione che «ogni ulteriore ritardo d’esecuzione o il conseguente eventuale disimpegno delle somme stanziate allo scopo, costituirebbe danno economico ingente ed ingiustificato nonché grave pregiudizio per l’infrastruttura portuale che versa in stato di acclarata precarietà».

La soluzione è ampiamente alla portata degli enti coinvolti. Quello che serve non sarebbe complicato da ottenere. «Serve semplicemente un accordo tra Regione e Ministero per dare concreta attuazione ai progetti, dato che le risorse sono già pronte. Altrimenti i danni per Vibo sarebbero a nostro avviso irreparabili. E noi come Camera di commercio, che nella mission abbiamo lo sviluppo del territorio, non possiamo stare a guardare senza fare nulla. A rischio, oltre che le opere, c’è un potenziale occupazionale non indifferente». Ma proprio questa mattina qualcosa sembra essersi sbloccato. Dopo la lettera-denuncia di Calvetta e Caffo, infatti, il direttore generale del ministero, Mauro Coletta, ha contattato la Camera di commercio assicurando che in giornata verrà inoltrata la documentazione mancante alla Regione. Quei fondi, insomma, dovrebbero esser stati recuperati per i capelli.