Omicidio Vinci, Bova: «Regione sia parte civile» ma il dibattimento è già aperto

Il consigliere regionale e presidente della Commissione regionale antimafia chiama in “causa” il presidente Oliverio. Le parti sono però già costituite
Il consigliere regionale e presidente della Commissione regionale antimafia chiama in “causa” il presidente Oliverio. Le parti sono però già costituite
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Il presidente della Commissione contro la 'ndrangheta Bova
Il consigliere regionale Arturo Bova

«Il processo a carico dei presunti assassini di Matteo Vinci, apertosi ieri dinanzi la Corte di Assise di Catanzaro, ripropone l’annosa questione della costituzione di parte civile da parte degli enti locali, Regione Calabria e Comune di Limbadi in primis», scrive in una nota il presidente della Commissione regionale contro la ‘ndrangheta Arturo Bova.   [Continua dopo la pubblicità]

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«Ieri – prosegue -, nell’aula della Corte di Assise, il Comune di Limbadi era presente e pronto a costituirsi parte civile. Incombenza che, a seguito del rinvio del procedimento, sarà adempiuta alla prossima udienza. Nessuno, invece, era presente per la Regione Calabria. Un’assenza molto pesante e destinata ad alimentare nuovamente le polemiche che già si erano accese all’indomani dell’udienza preliminare». «Oggi, come allora, ribadisco la mia indignazione per questa grave omissione da parte della Giunta regionale. Stavolta, però, non mi fermerò alla richiesta di chiarimenti “verbali” perché il processo per l’omicidio Vinci, anche per il notevole risalto mediatico nazionale a cui è assurto,  impone una risposta concreta, di immagine e di sostanza, da parte della Regione. Risposta che dovrà essere inoltrata con le forme e attraverso i canali istituzionali, perché nulla dovrà o potrà essere sottovaluto. Così come dovranno essere individuate e “personalizzate” le responsabilità di una così grave omissione, per poi valutare quali siano i provvedimenti più opportuni da adottare. Spero – continua il presidente – che si possa parlare di una macroscopica svista, che almeno escluderebbe la coscienza e volontà di omettere la costituzione di parte civile, e non si insista nella tesi secondo cui l’omissione sarebbe stata determinata dalla circostanza che alla Regione Calabria non è stato notificato il rinvio a giudizio non essendo stata individuata dalla Procura nell’elenco delle persone offese. Sarebbe una risposta che denoterebbe una gravissima ed insanabile forma di incompetenza, anche se sarebbe più giusto parlare di sconoscenza delle più elementari regole di procedura penale».

Bova, quindi, conclude: «Mi auguro che questa volta il presidente Oliverio riservi attenzione alle mie sollecitazioni, anche perché il rinvio dell’udienza consente adesso alla Regione Calabria di riparare al proprio errore costituendosi parte civile alla prossima udienza. Sono sicuro che questa mia sollecitazione accorata troverà riscontro proprio nella volontà del presidente della Giunta Regionale il quale non ha mai ammesso, autorizzato o tollerato simili omissioni soprattutto in una vicenda come un omicidio così efferato per il quale agli imputati è contestata anche l’aggravante del metodo mafioso. Certo, se in passato mi avesse dedicato un minimo di attenzione, oggi certi errori non sarebbero stati commessi».

Sin qui il consigliere regionale, Arturo Bova. E’ bene sottolineare, in ogni caso, che l’udienza svoltasi ieri in Corte d’Assise a Catanzaro relativa all’omicidio di Matteo Vinci ed al grave ferimento del padre Francesco, (rinviata per impedimento di salute di uno degli imputati) non era – contrariamente a quanto afferma il consigliere regionale – la prima udienza, bensì la seconda. Il processo si è infatti aperto non ieri ma il 17 settembre scorso con la costituzione delle parti e l’ammissione dei testi di lista di accusa e difesa. Tecnicamente, quindi, anche la richiesta di costituzione di parte civile da parte del Comune di Limbadi (presente ieri in aula con un proprio legale) è tardiva e solo un’eventuale nullità del decreto dispositivo del giudizio (già sollevata nel corso della prima udienza del 17 settembre da alcuni difensori degli imputati e respinta dalla Corte) potrebbe consentire al Comuneed eventualmente alla Regione qualora si presentasse alla prossima udienza del 31 ottobre – di partecipare al processo quale parte civile.

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