Comune di Joppolo, l’ex vicesindaco Ventrice: «Tre anni di disgrazia amministrativa»

Sotto accusa il sindaco Mazza e la sua squadra per l’abbandono del territorio, la mancata cura del lungomare e delle frazioni, i debiti, l’innalzamento delle imposte e problematiche irrisolte dalla viabilità all’illuminazione sino all’emergenza idrica

Sotto accusa il sindaco Mazza e la sua squadra per l’abbandono del territorio, la mancata cura del lungomare e delle frazioni, i debiti, l’innalzamento delle imposte e problematiche irrisolte dalla viabilità all’illuminazione sino all’emergenza idrica

Il Comune di Joppolo e nel riquadro Guido Ventrice
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“I tre anni trascorsi dall’inizio di questa consiliatura sono ormai utili per poter fare un bilancio maturo ed approfondito di quella che è stata, sino ad ora, tutta l’azione amministrativa messa in atto dal sindaco Carmelo Mazza e dalla sua squadra. Purtroppo il sentore generale delinea un quadro avvilente rispetto a quelli che sono i risultati tangibili raggiunti dagli organi di governo comunale, che, al netto di insolenti proclami, non hanno saputo, né probabilmente voluto, interpretare le reali esigenze del territorio e di chi, effettivamente, lo vive”. E’ quanto spiega in una nota l’ex vicesindaco del Comune di Joppolo, Guido Ventrice. “I presupposti dovevano essere dei migliori per poi, già all’indomani della campagna elettorale, ritrovarsi con la compagine amministrativa peggiore che Joppolo abbia mai conosciuto. Al netto di un gruppo ben circoscritto di amministratori, con cui quantomeno si è potuto sempre intavolare un dialogo razionale e ragionato sulle reali condizioni di Joppolo e delle sue frazioni e su come, tenute sempre in considerazione le esigue disponibilità economiche dell’Ente, si potesse trovare soluzione agli innumerevoli problemi, per il resto si ha sempre avuto a che fare con un sindaco e con qualche suo fedelissimo al seguito, armati soltanto di scarse competenze e tanta, tantissima presunzione. Una presunzione – spiega Ventrice – che in un così breve lasso di tempo ha fatto sprofondare verso l’abbandono, si spera non definitivamente, una delle più ridondanti località della Costa degli Dei.

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Lo sfacelo che qui si intende analizzare, spazia dalle attività prettamente amministrative e burocratiche a quell’operosità necessaria ma del tutto assente per una corretta gestione del territorio. Non appare fuori luogo, a tal proposito, parlare di una cattiva organizzazione degli uffici che accompagna, per forza di cose, un’indolente servizio offerto al cittadino, riguardo le svariate pratiche di cui gli uffici comunali detengono le competenze. Allo stesso modo, non risulta inappropriato asserire che le scelte compiute, in ordine ai bilanci comunali, abbiano del tutto intaccato, forse irrimediabilmente, l’aspetto finanziario su cui poggiano le vitali funzioni dell’Ente: la mancate quantificazioni di debiti, nonostante sia stato incaricato e, successivamente, remunerato  apposito professionista, congiuntamente alle somme già spese e da restituire, per omessa rendicontazione, alla Provincia di Vibo Valentia ed alla Regione Calabria, di cui non si fa menzione nei documenti contabili, riconsegnano un quadro contabile volutamente alterato.   [Continua dopo la pubblicità]

A ciò va ad aggiungersi, come azione irrisoria nei riguardi dei cittadini che non avvertono la corretta erogazione di alcun servizio, l’innalzamento di tutte le imposte di competenza comunale, sino e forse oltre i limiti del consentito, con l’intenzione di utilizzare il maggiore gettito come ripiano di una qualche voragine di bilancio. Questi tre anni di disgrazia amministrativa restituiscono al territorio, come conseguenza della scarsa volontà e di un’incapacità senza eguali, una rete viaria completamente distrutta, nonostante anche Joppolo sia destinatario di appositi fondi da parte del Ministero dell’Interno, un impianto idrico ridotto ad un colabrodo che assieme ad un’irrazionale gestione delle risorse idriche, in questo periodo di estrema calura, determinano gravi disagi per una fetta importante della popolazione. Come non far riferimento – continua Guido Ventrice – poi all’impianto di pubblica illuminazione scarsamente manutenuto e, non certo ultime per importanza, alle vie cittadine ormai equiparabili ad un letamaio.

A completamento del contesto già abbastanza desolante vanno citate, ancora, le strade periferiche completamente occluse da rovi e sterpaglie, oltre ai mancati interventi sui lungomari di Joppolo e Coccorino, devastati e privi di qualsivoglia servizio e organizzazione.

A tal proposito non può essere trascurato il lungomare di Joppolo, oggetto di distruzione a seguito delle alluvioni dello scorso anno, per cui si è palesata l’ormai consuetudinaria incapacità nella gestione dell’emergenza, nei giorni immediatamente a ridosso degli eventi e, successivamente, nella gestione di una razionale programmazione di interventi e di utilizzo dei fondi stanziati, al fine, anche, di disinnescare i giochi di potere che vi ruotano attorno con i soliti tentativi di accaparramento e attribuzione di competenze. Bisogna poi soffermarsi nuovamente sull’annoso problema della SP23, per cui è in itinere un intervento, si spera risolutivo, da parte di Anas, su preciso impulso del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Un successo, quest’ultimo, non di certo riconducibile al sindaco, come sempre mal coadiuvato dalla propria squadra, che, disconoscendo gli oneri del proprio ruolo, non ha saputo impersonare le legittime richieste della popolazione, non ha saputo intavolare un dialogo costruttivo con gli enti preposti se non, addirittura, per essere d’intralcio e per rallettare l’istruttoria e gli interventi, armato della propria ignoranza amministrativa e presunzione.  

Un successo da attribuire unicamente alle capacità ed alla caparbietà  di semplici cittadini che costituitisi in Comitato civico,hanno saputo dare risalto locale e nazionale alla questione ed hanno interagito concretamente con gli organi preposti. Alla luce di quanto esposto, le ormai tradite aspettative del territorio impongono un repentino  rinsavimento, almeno da quei pochi presenti in seno al Consiglio comunale non in preda a gravi avversità intellettuali, al fine di ristabilire – conclude Ventrice – una condizione di serenità amministrativa, con il fine unico di recuperare quel poco che rimane nell’interesse comune”.

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