giovedì,Ottobre 6 2022

Vibo, l’attacco della minoranza: «Atti tramessi in ritardo, non parteciperemo al Consiglio»

Gli esponenti dell'opposizione si scagliano contro il sindaco e la sua giunta: «Valutassero di staccare la spina, non hanno più i numeri per governare»

Vibo, l’attacco della minoranza: «Atti tramessi in ritardo, non parteciperemo al Consiglio»
L'aula consiliare di Palazzo Luigi Razza
Il sindaco di Vibo Maria Limardo

«Non è più tollerabile che le pratiche da discutere in Consiglio comunale siano trasmesse ai consiglieri e alle consigliere comunali con l’ennesimo ritardo rispetto ai tempi utili per i doverosi approfondimenti. In questo modo è evidente che si comprimono le prerogative dei consiglieri e delle consigliere che non sono messi nelle condizioni di esprimere un voto consapevole e/o di apportare eventuali contributi migliorativi e/o correttivi alle pratiche stesse, né di valutarne compiutamente la relativa sostenibilità». È la denuncia che arriva da parte di un gruppo di consiglieri di minoranza del Comune di Vibo Valentia. [Continua in basso]

«Non è affatto accettabile – tuonano compatti in una nota Pugliese, Soriano, Scrugli, Franzè, Fatelli, Comito, Arena, Russo, Miceli, Policaro, Santoro, Pisani e Pilegi – che la documentazione relativa alla salvaguardia degli equilibri di bilancio possa essere portata all’attenzione dei consiglieri e delle consigliere a meno di sette giorni dalla convocazione del Consiglio comunale. Anche perché le pratiche di bilancio necessitano di particolare attenzione, avendo riscontrato nel tempo, negli atti amministrativi, macroscopici errori, carenza di adeguata istruttoria e relazioni a supporto, che hanno posto i consiglieri e le consigliere, sia di maggioranza che di opposizione, in una condizione di particolare difficoltà nell’approvazione della pratica stessa».

Da qui la decisione di non prendere parte al Consiglio comunale di venerdì 29 luglio, «rivendicando una precisa integrità etica e politica che non può prescindere dal rispetto delle regole della democrazia, ivi incluse quelle delle prerogative dei rappresentanti istituzionali dei cittadini e delle cittadine. Non intendiamo, dunque, partecipare ad un Consiglio comunale che finisce per ratificare decisioni già assunte in soliloquio dal sindaco e dalla sua Giunta, registrando, tra l’altro, per l’ennesima volta, in cui si approvano pratiche di bilancio, proprio l’assenza dell’assessore al Bilancio. Sarebbe il caso, invece – concludono i consiglieri comunali – che questa amministrazione valutasse seriamente di staccare la spina, considerato che la maggioranza non ha più i numeri per governare, visto che, ancora una volta, il Consiglio comunale è obbligato a riunirsi in seconda convocazione».

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