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Vibo, Domenico Consoli lancia la “sfida” al centrosinistra: «Se necessario andremo da soli»

Riunione organizzativa di Umanesimo Sociale finalizzata a spiegare e creare una proposta politica finalizzata a dare risposte alla città di Vibo Valentia e al suo territorio. L’ex primario di neurologia: «A noi non interessano le logiche spartitorie, a noi interessa l’adesione a un programma condiviso»

Vibo, Domenico Consoli lancia la “sfida” al centrosinistra: «Se necessario andremo da soli»
La convention di Umanesimo Sociale e Domenico Consoli
Domenico Consoli

«Se sarà necessario, siamo pronti a correre anche da soli. Vogliamo, naturalmente, aprire e coinvolgere il più possibile la parte sana della società civile che vorrà condividere con noi un progetto politico-amministrativo efficace, idee e prospettive. Una alternativa seria e concreta. No a logiche spartitorie di nessun genere». Domenico Consoli, presidente di Umanesimo Sociale, candidato alle ultime due elezioni regionali, parla chiaro e deciso e lancia la “sfida” ai partiti del centrosinistra in vista delle elezioni comunali della primavera del 2024. Si sta insieme in base a un programma che dovrà essere «il momento di convergenza e di confronto, di dialogo e di mediazione». Punto. Ieri, al 501, per lunga parte della giornata si è temuta la riunione organizzativa del Movimento (al quale hanno partecipato diverse personalità, tra cui Tonino Perna, docente emerito di Sociologia all’Università di Messina) finalizzata a spiegare e quindi iniziare a creare in concreto – attraverso poi la costituzione di gruppi di lavoro chiamati a trovare una sintesi delle varie idee messe sul tavolo del dibattito – una proposta politica finalizzata a dare risposte alla città di Vibo Valentia e al suo territorio. [Continua in basso]   

«Proviamo a invertire il trend della politica»

«Ribadisco – ha aggiunto l’ex primario di neurologia dello “Jazzolino” – che a noi non interessano le logiche spartitorie, a noi interessa l’adesione a un programma condiviso quanto più possibile da tutti. Ma se si ritiene di poter continuare il cammino sulle vecchie logiche allora andiamo da soli perché non abbiamo necessità dei partiti. Se i partiti diventano credibili, la società civile può provare anche a reinvestire su di loro, altrimenti il più grande partito sarà ancora una volta quello dell’astensione. Ma il partito dell’astensione è quello che vuole partecipare e vuole recuperare la credibilità e l’affidabilità della politica. Per fare questo, però, la società civile ha la necessità di sentirsi parte attiva di un movimento. Ecco, noi vogliamo fare questo, incontrando ogni associazione di categoria, creando anche se è necessario una Consulta delle associazioni. Quindi, – ha spiegato ancora Consoli – scrivere con ogni spaccato della società delle proposte che vadano in direzione dei bisogni dei cittadini. Dopodiché chiederemo a ciascuno di prendere parte attiva e, assieme a noi e al nostro simbolo, diventare proposta alternativa rispetto a chi ritiene sempre di tenere le carte da gioco. Se un partito perde (il riferimento è al Pd, ndr) non può dire il giorno dopo che le carte al tavolo le dà lui. E perché, per investitura divina? Domani (oggi, ndr), poi, a Vibo ci sarà una riunione di alcuni movimenti e forze politiche di area progressista per fare una riflessione sul voto e creare nuove aggregazioni per appuntamenti futuri. Non è questo l’approccio, noi – ha detto sempre il responsabile di Umanesimo Sociale –  siamo partiti dai problemi, faremo un programma delle cose possibili sostenuti da una struttura scientifica e proviamo a invertire il trend della politica».

«Umanesimo Sociale al centro dell’agibilità culturale e politica»

Insomma, per Consoli ci si deve muovere nell’ottica di «rafforzare una politica indipendente da stantie e vecchie logiche e da metodi appartenenti a diverse formazioni finalizzate all’esclusiva rincorsa del consenso talora mediato da patti taciti basati sul baratto.  Umanesimo Sociale intende, pertanto, collocarsi al centro non geografico, ma della agibilità culturale e politica e si pone verso la ricerca di una convergenza che accolga diverse e variegate sensibilità ispirate, in maniera indipendente, dall’umanesimo sociale. Condizione essenziale per aderire al  movimento, quale espressione di una significativa presenza nella città e nella provincia di Vibo Valentia ma anche in altre province della regione, è quella  – ha spiegato ancora Consoli – della condivisione dei principi fondamentali e imprescindibili di uguaglianza, cooperazione, solidarietà, tensione verso il cambiamento, impegno per l’emancipazione dei più deboli e dei soggetti in difficoltà».

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