L’ANALISI | Viale del Tramonto, citofonare Bruni

La logica conseguenza del non avere più peso porta le persone a sposare cause più concrete e chiaramente personali. L'inesorabile tramonto di un uomo che di pane e politica ha campato fino a ieri, adesso (forse) in pensione.

La logica conseguenza del non avere più peso porta le persone a sposare cause più concrete e chiaramente personali. L'inesorabile tramonto di un uomo che di pane e politica ha campato fino a ieri, adesso (forse) in pensione.

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di Angelo De Luca

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Opportunismo e politica sono facce della stessa medaglia, specie quando sei politicamente ininfluente. Servi per il tempo che devi servire. E non sembra una novità. Ecco, Gaetano Ottavio Bruni praticamente non serve più. Ha finito i voti, ha finito le poltrone, ha finito le parole. La sua parabola, già in discesa dalle scorse elezioni regionali, si sta definitivamente eclissando dopo 40 anni di pluridecorata carriera a zonzo tra centro, centro-sinistra, centro e centro-destra. Poco male, per lui, che comunque la si veda è stato in scena in tutte e tre le repubbliche, anche se azioni degne di nota sul territorio non sembra averne lasciate in maniera indelebile, dove su tutte spicca la gestione decennale della sciagurata Provincia di Vibo Valentia.

Vibo Unica fa “campagna acquisti” ma l’assessore è all’oscuro di tutto

Tutto è iniziato, si ricorderà, con la cacciata notte tempo dei tre assessori in quota Udc durante la precedente amministrazione di Nicola D’Agostino. In quella circostanza Bruni prometteva fuoco, fiamme e vita dura all’esecutivo traditore, avendo ancora dalla sua un certo seguito. Poi arrivarono le elezioni nazionali e il suo scudo-crociato, alleatosi con nientepopòdimenoche Mario Monti, prese una enorme batosta. E D’Agostino durò nonostante tutto tranquillo e beato per l’intero mandato, mentre per lui i titoli di coda adesso correvano più velocemente. Ora, alla scorse elezioni, forte di un appoggio mascherato da civismo e con un’alleanza stretta con la compagine ”Vibo Unica” di Stefano Luciano, il buon Gaetano Ottavio pensava di aver costruito una lista a sostegno di Elio Costa forte, motivata e soprattutto sincera. La lista “Alleanza per Vibo”, ispirata da lui e dal sodale senza troppa gloria Bruno Greco, è riuscita a portare in giunta un solo assessore, più due consiglieri.

Troppo poco per fare peso, nonostante Bruni di tanto in tanto facesse lezioni di politica e di regole, pensando sia di fare breccia in qualche cuore e sia di imporre qualche diktat. Ma ecco il definitivo ben servito: Stefano Luciano, molto più giovane e ambizioso, “ruba” due consiglieri in cambio di un pacco di caramelle. Quanto basta per mettere una pietra tombale sull’influenza di “Vibo Unica” al Comune di Vibo Valentia. Cioè, se tradiscono due consiglieri che non hanno mai detto una parola in vita loro e che servono solo come mero numero, è chiaro che il tuo appeal è finito. Senza offesa, ma la vecchiaia è una brutta bestia, sarebbe meglio rendersene conto. Cosa che del resto Bruni ha fatto, perché dicendo “Qui ognuno fa come vuole” sta deponendo l’onore delle armi se non da sconfitto, quanto meno da deluso.

“Transumanze” in Consiglio, Bruni difende Console e attacca: «Qui ognuno fa come vuole»

Resta in piedi – e con il cerino in mano – l’assessore al Commercio Nico Console che, nonostante la logica difesa partitica, non ha affatto brillato per lungimiranza e acume politico in questo primo anno di amministrazione Costa. A parte che ancora non si è capito realmente quale sia la funzione di un cosiddetto “Assessore al Commercio”, ma dovendo interpretarla in base a quanto fatto, ci si chiede nello specifico quale sia stato il gran lavoro di Console. Il sistema di gestione è stato tale e quale a quello della tanto criticata passata legislatura: Fiera delle pentole a Natale, Fiera delle pentole a Pasqua, Fiera delle pentole in Estate, con eccezione della sagra del pesce a Vibo Marina. Cioè, tutto tranne che aiuto al commercio locale, senza contare gli innumerevoli patrocini gratuiti a destra e manca per tutta una serie di iniziative di dubbio gusto, di dubbio interesse, di dubbia arte. Per dirla brutta: ma Nico Console di che cosa può vantarsi o peggio ancora essere vantato?

Ecco, Gaetano Bruni con un po’ di potere serve e ha tanti amici, ma con le pantofole ai piedi no. Per maggiori info chiamare Pasquale Marino a Pizzo, Sabrina Caglioti a Vibo e Raffaele Scaturchio a Dasà.