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Vibo, Lo Bianco: «A Crotone nasce l’università mentre qui si ignorano le esigenze della comunità»

Il consigliere comunale: «Troppo immobilismo. Eppure un ateneo porterebbe sviluppo economico, sociale e culturale alla nostra città»

Vibo, Lo Bianco: «A Crotone nasce l’università mentre qui si ignorano le esigenze della comunità»
Anthony Lo Bianco, consigliere comunale
Anthony Lo Bianco

«Crotone illumina il suo futuro con l’Università, mentre Vibo Valentia resta nell’oscurità della politica locale». È un’amara riflessione quella di Anthony Lo Bianco, consigliere comunale e presidente dell’Associazione “Valentia”. Se da un lato c’è entusiasmo per la decisione che tocca la cittadina pitagorica, dall’altro si valutano gli scarsi progressi raggiunti da Vibo, dove la migrazione, specie di giovani, continua a impoverire il territorio. Opportunità da coltivare altrove vista l’impossibilità di raggiungere i propri obiettivi, formativi e lavorativi, nella terra d’origine. E così, «mentre Crotone festeggia l’apertura storica dell’Università, il Vibonese si trova ad affrontare un immobilismo politico che ne compromette il futuro e il benessere dei suoi cittadini», spiega Lo Bianco.

Proprio nelle scorse ore, il Coruc (Comitato regionale universitario di coordinamento regione Calabria) ha approvato la proposta del rettore Nicola Leone di attivazione di un nuovo corso di laurea in Medicina nella città di Crotone, inter-ateneo tra l’Università della Calabria di Rende e l’università Magna Graecia di Catanzaro, che sarà la sede amministrativa. Un risultato di non poco conto frutto del lavoro degli atenei pubblici che cercano di andare incontro alle esigenze del territorio crotonese garantendo una formazione di qualità per gli aspiranti medici. Ma non solo Medicina. Il Coruc nella sua seduta ha dato disco verde all’istituzioni di altri 10 nuovi corsi di laurea per l’anno accademico 2024/2025. All’Unical partiranno due nuove triennali in “Scienze e tecnologie per le attività motorie e sportive” e “Ingegneria biomedica” e una magistrale in “Lingue, traduzione e comunicazione internazionale”. A Catanzaro arrivano tre nuove triennali in “Scienze dell’educazione”, “Nutrizione applicata alle scienze motorie e sportive”, “Ostetricia” e due magistrali in “Scienze delle professioni sanitarie tecniche e diagnostiche” e “Psicologia giuridica, forense e criminologica”. A Reggio Calabria verranno istituite due nuove triennali: “Scienze motorie e diritto allo sport” e “Ingegneria meccanica” che beneficerà anche della presenza di una grande industria del settore, la Hitachi.

Università a Vibo e i riflessi sul territorio

Veduta di Vibo Valentia

Insomma, mentre le altre città crescono, Vibo pare relegata al ruolo di “Cenerentola” della Calabria.  «L’apertura dell’Università a Crotone -spiega il consigliere comunale- è stata descritta come un evento storico per la città. Un traguardo raggiunto grazie all’impegno e alla visione di molti, ma che pone in evidenza l’assoluta mancanza di iniziative simili nel Vibonese. Da tempo – fa rilevare- ho sollevato la questione, evidenziando l’importanza di portare opportunità di sviluppo e crescita anche nella provincia di Vibo Valentia. Tuttavia, le mie parole sono rimaste inascoltate, e la politica locale ha preferito voltarsi dall’altra parte». L’analisi prosegue: «Mentre il Vibonese rimane in ombra, la politica locale sembra ignorare completamente le esigenze della comunità, dimostrando un totale disinteresse per il futuro e il benessere dei suoi cittadini. Le pagine dei giornali regionali si riempiono di elogi per Crotone, mentre il nostro comprensorio viene sistematicamente trascurato. Un atteggiamento che non può essere tollerato, soprattutto considerando le potenzialità che un’istituzione universitaria potrebbe portare al territorio». Il consigliere Lo Bianco parla di un territorio assopito, rassegnato. Eppure: «L’istituzione di un ateneo a Vibo Valentia porterebbe numerosi vantaggi economici, sociali e culturali al territorio e alla sua popolazione. Un’opportunità di crescita che, purtroppo, sembra essere stata ignorata dalla politica locale». Da qui la necessità di dare un segnale chiaro alla comunità: «È arrivato il momento di alzare la voce e chiedere conto ai nostri rappresentanti regionali e alla Regione Calabria. I giovani del Vibonese meritano opportunità concrete di crescita e sviluppo nel loro territorio, senza dover emigrare altrove alla ricerca di migliori prospettive. La politica locale ha tradito la fiducia dei cittadini del Vibonese, e ora è necessario agire. È tempo di mettere fine all’immobilismo politico e – conclude- di lavorare insieme per garantire un futuro migliore per Vibo Valentia e per tutti i suoi abitanti».

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