Dietrofront sulla Giunta a Vibo, Tedesco: «Vittoria dei cittadini»

Torna a farsi sentire uno dei consiglieri più critici della maggioranza che sostiene il sindaco Costa: «Doveva darci sicurezze, è finito ostaggio di certe strategie. La mia linea non cambia: voterò secondo coscienza»

Torna a farsi sentire uno dei consiglieri più critici della maggioranza che sostiene il sindaco Costa: «Doveva darci sicurezze, è finito ostaggio di certe strategie. La mia linea non cambia: voterò secondo coscienza»

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Franco Tedesco in aula al Comune di Vibo

«In tutta questa assurda vicenda, legata alle rotazioni in seno all’esecutivo, hanno vinto i cittadini. La legge, la normativa, ha impedito che venisse istituito l’assessorato all’Immigrazione, che sarebbe costato circa 40mila euro l’anno al Comune, a questo ente con le casse vuote ed in uno stato di dissesto finanziario ormai noto a tutti».

A dirlo, in una nota, è il consigliere comunale vibonese Franco Tedesco, il quale torna sulla vicenda del contestato rimpasto di Giunta annunciato nei giorni scorsi dal sindaco Elio Costa.

Un errore, per Tedesco, quello dell’allargamento dell’esecutivo, causato da «problemi di valutazione errati, dunque, oltre che politici. Sì, perché la pratica relativa alla modifica dello statuto è stata ritirata in fretta e furia, ed il primo cittadino ha dovuto ammettere l’impossibilità di procedere con la nomina del decimo assessore. Anche se il rischio è stato sventato, la mia idea resta la stessa: il progetto del sindaco Elio Costa doveva dare sicurezza e attenzione ai vibonesi, ma così facendo lo stesso primo cittadino ha dimostrato di continuare ad essere ostaggio di certe strategie».

Il consigliere comunale avvisa: «La mia linea non cambia, e voterò secondo coscienza esclusivamente per il bene dei cittadini. Ci sono diverse criticità registrate fra la cittadinanza, dall’ambiente alle frazioni, dal lavoro che manca alle esigenze dei giovani sempre più abbattuti. È l’amministrazione comunale a dover dare certezze, ai cittadini così come ai membri del proprio esecutivo. La cacciata di Nico Console, ex assessore al Commercio e per pochi giorni al Bilancio, è il segno di una certa instabilità, vista anche la tempistica con la quale è stato avvisato. A pochi minuti dall’inizio di una seduta che ha visto esclusivamente gli interventi del presidente del Consiglio e del primo cittadino e nessun dibattito».

Su quest’ultimo, il giudizio è lusinghiero. «Console, va detto, si è dimostrato di essere un valido assessore riuscendo a gestire il suo settore nel migliore dei modi ed a costi praticamente minimi. Pochi soldi ma diverse iniziative, non per ultima Vicoli diVini, un successo per l’intera città. Il fatto di averlo avvisato in extremis lo reputo irrispettoso nei confronti dello stesso, al quale non si può non dare un giudizio positivo in merito al suo operato».

Quindi, infine, «ora il rimpasto può dirsi praticamente concluso, salvo nuovi ripensamenti, perché non si sa mai visto l’andazzo. In ogni caso il mio augurio va ai nuovi arrivati in Giunta, ai quali spetta un compito molto difficile, ovvero contribuire ad amministrare la città in un contesto evidentemente ballerino».

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