San Calogero, si acuisce lo scontro sull’assegnazione dei buoni spesa

La maggioranza guidata dal sindaco Maruca replica all’opposizione e rivendica la bontà dei criteri utilizzati per l’assegnazione dei benefici
La maggioranza guidata dal sindaco Maruca replica all’opposizione e rivendica la bontà dei criteri utilizzati per l’assegnazione dei benefici
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Il Comune di San Calogero

Sale la tensione tra maggioranza e opposizione al Comune di San Calogero in relazione ai criteri utilizzati per l’individuazione delle persone che dovranno usufruire dei buoni alimentari a sostegno della crisi pandemica. Ieri la minoranza “Insieme per crescere” in una nota ha espresso forti critiche sui principi utilizzati dal Comune, che di fatto taglierebbero fuori dai “giochi” autonomi, partite iva e disabili. Una presa di posizione con tanto di indicazioni fornite al sindaco Giuseppe Maruca, sulle prerogative da utilizzare per la valutazione dei requisiti di ammissione delle domande, e di smentita su eventuali partecipazioni ad apposite commissioni. [Continua dopo la pubblicità]

Giuseppe Maruca

Oggi la replica dell’amministrazione “La Libertà”.  “Pur volendo considerare propositive le indicazioni fornite da “Insieme per crescere” – si afferma – dobbiamo constatare che le stesse arrivano oltre i termini, avendo già approvato e pubblicato i criteri di cui al bando previsto. Questa maggioranza si sta prodigando, ad ogni iniziativa, a coinvolgere la minoranza in consiglio. Ne è prova il suo coinvolgimento nella unità di crisi che sta gestendo il problema Covid-19. Anche in questa occasione, l’attuale maggioranza aveva ritenuto giusto coinvolgere “Insieme per crescere”, indirizzando al capogruppo Antonio Calabria una e-mail nella quale si invitava a dare la propria disponibilità o ad indicare un consigliere di buona volontà che, insieme alla responsabile al servizio alla persona, alla psicologa dell’ente e ad altri componenti della maggioranza, avrebbero dovuto imbastire il bando e dettare le linee guida. Purtroppo la e-mail è rimasta lettera morta. Oggi ne capiamo il motivo. Inizialmente – si aggiunge –  si era pensato che la non risposta valesse come un silenzio assenso, e ciò ci ha portato a pubblicare un post su Facebook finalizzato a sottolineare che nella nostra comunità maggioranza ed opposizione operano insieme per il bene comune. Purtroppo ci sbagliavamo”. A questo punto la maggioranza alza il tiro parlando di “risposte minacciose su Facebook, lettere protocollate e indirizzate al sindaco, volte a redarguire questo sedicente consigliere che si era permesso di ledere il nome di Calabria”, e definendo quest’ultimo “poco lungimirante” e un “khmer rosso” in seno al consiglio comunale. Il suo “niet” ci lascia stupiti – sottolinea –  così come la sua acredine.

Antonio Calabria

Lasciamo da parte la politica di basso borgo e pensiamo come rilanciare le sorti di questa comunità”. Quindi, l’argomentazione sul merito delle proposte presentate dalla minoranza riguardo “ai criteri di selezione delle domande”, partendo dalla convinzione “che tutte queste critiche riportate sulla stampa e che dovrebbero provenire dai cittadini, siano frutto della fantasia, per dirla in gergo fantasy di una buona J. K. Rowling”. Per quanto riguarda il limite di 700 euro previsto, la maggioranza spiega che questo “non è frutto della fantasia contabile o di elenchi precostituiti, ma è il reddito minimo al di sotto del quale si parla di povertà assoluta. Infatti l’Istituto di Statistica considera quale soglia di povertà assoluta, euro 687,96 (fonte Istat). Questo è stato il motivo per cui ci siamo determinati in tal senso. Determinazione finalizzata ad individuare famiglie veramente bisognose e che percepiscono una indennità reddituale tale da non consentirle di sbarcare il “Natale”. Se poi andiamo a leggere il precedente bando – aggiunge – ci rendiamo conto che si predica bene e si razzola male. Infatti, al fine di argomentare la validità dei criteri da noi approvati con deliberazione di giunta del 4 dicembre 2020, ci siamo spinti alla ricerca dei criteri che la precedente amministrazione, di cui faceva parte il consigliere Sandro Varone, avrebbe dovuto approvare. Non abbiamo trovato alcuna deliberazione che stabilisse i criteri di valutazione delle domande. Distrazione, oppure manchevolezza?  A questo punto ci preme capire su quale base sono state valutate le domande, se su criteri soggettivi o oggettivi”. Per quanto riguarda i lavoratori autonomi e i titolari di partita iva, la maggioranza afferma di non riuscire a capire “se la minoranza vuole fare del populismo oppure semplicemente ignora i benefici che queste categorie hanno già ricevuto. Per un rinfresco della memoria – sottolinea – la norma invita esplicitamente a preferire chi non ha ricevuto altri benefici. Infatti, letteralmente riporta: “… ma nell’attribuzione del contributo dovrà darsi priorità a chi tale sostegno non lo riceve.”, intendendo per tale sostegno altri contributi pubblici. Al fine di rendere edotti i lettori e gli amici della minoranza ricordiamo che i lavoratori autonomi sono stati beneficiari l’altro ieri del bando “Riparti Calabria 1” e “Riparti Calabria 2”, con cui hanno ricevuto un contributo a fondo perduto di 1500 euro. Per non parlare, poi, dei contributi erogati dai decreti “Liquidità”, “Rilancio” e “Ristori”, da Inps e da casse nazionali”. Infine, dopo aver definito quello dell’opposizione “semplice populismo e non ignoranza”, Maruca e il suo gruppo affrontano le critiche sulla presunta esclusione dei portatori di handicap dai benefici, tacciando la minoranza di “captatio benevolentiae”. “I portatori di handicap – concludono – percepiscono una pensione di invalidità e se non autosufficienti percepiscono un accompagno. Pertanto, nel primo caso, essendo la pensione di importo inferiore al tetto stabilito possono presentare domanda; di contro sé percepiscono anche l’accompagno non rientrano per i limiti reddituali”.