sabato,Novembre 27 2021

Fabrizia e i nuovi contagi Covid, Carè contro le scelte del sindaco e la sua ordinanza

Il portavoce del gruppo Ramoscello d’Ulivo critica le chiusure del cimitero e del mercato settimanale, oltre ai divieti per quanto attiene lo stanziamento in piazza, il campetto sportivo e il parco giochi

Fabrizia e i nuovi contagi Covid, Carè contro le scelte del sindaco e la sua ordinanza
Uno scorcio di Fabrizia (foto Raffaele)

«Anche quest’anno Fabrizia ha visto sul suo territorio la presenza di molti emigrati che dopo un anno di sofferenze e ristrettezze hanno pensato bene di far ritorno nel loro paese natio per godere di un po’ di vacanza e per poter, finalmente, partecipare, con gioia, alla celebrazione di matrimoni, battesimi e quant’altro, dei cari congiunti ed amici. Precisiamo subito per sgomberare il campo da equivoci: tutte feste e festeggiamenti consentiti dai provvedimenti governativi, ovviamente con green pass e tamponi. E però il virus che sta affliggendo l’umanità non è andato in vacanza e anche a Fabrizia si è affacciato più virulento che mai. I focolai epidemici sviluppatesi in questi giorni di agosto destano particolare preoccupazione nella cittadinanza.Probabilmente sono stati alimentati da alcuni matrimoni, che dopo tante restrizioni, a torto o a ragione, si sono potuti celebrare, ma evidentemente le cui modalità di svolgimento non hanno impedito il diffondersi dei contagi in modo così allarmante per tutta la collettività». E’ quanto dichiara l’avvocato Antonio Carè, portavoce del gruppo Ramoscello d’Ulivo. «Tutto avrebbe potuto essere prevenuto ed evitato o, quanto meno, contenuto, se la principale istituzione locale – afferma Carè -, cioè il sindaco, avesse posto in essere tutti quegli accorgimenti necessari, cioè a dire avesse esercitato la necessaria vigilanza e avesse fatto eseguire i dovuti controlli nei vari luoghi pubblici, quando ancora sul territorio comunale, risiedevano molti cittadini, purtroppo ormai partiti per via dell’emigrazione . In tutto questo periodo estivo nulla di ciò è stato fatto dal sindaco, nella sua qualità di autorità sanitaria locale. [Continua in basso]

Ora, al volgere ormai della fine dell’estate fabriziese quando la stragrande maggioranza degli emigrati è partita, lasciando il paesino dell’Allaro più desolato che mai, Fazio emana un’ordinanza che ha del ridicolo. In tale ordinanza viene imposta la chiusura del cimitero comunale, come se i maggiori contagi si verificano o si sono verificati in tale luogo sacro. È stato vietato lo stanziamento su tutte le piazze, quando a Fabrizia vi è una sola piazza degna di questo nome, frequentata, in questo preciso momento dell’anno, da qualche coppietta. Viene disposta la chiusura del mercato settimanale, anche questo frequentato da poche persone.Infine, dulcis in fundo, vengono chiusi gli impianti sportivi e il parco giochi comunale. Chi legge una simile ordinanza può pensare che a Fabrizia ci sono impianti sportivi in cui si svolgono gare olimpioniche e quindi il paesino montano è deputato ad essere, in futuro, sede delle olimpiadi. Ma, ahimè, non è così: a Fabrizia vi sono uno-due campetti di calcio in cui si fa fatica individuare un numero utile di ragazzetti per giocare una partita. Via, siamo seri. di fronte a una gravissima situazione epidemiologica locale ognuno di noi osservi con scrupolosità le norme, a cominciare dal sindaco il cui operato, ancora una volta caratterizzato da superficialità e leggerezza, è censurabile per aver, quando ancora si poteva circoscrivere e monitorare la diffusione del virus, sottovalutato la drammatica evoluzione dei contagi in aumento ogni giorno che passa.Infine un augurio di pronta guarigione per tutti quei cittadini di Fabrizia che in questo momento soffrono tale condizione di salute e ai quali va tutto la mia vicinanza e solidarietà».

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