martedì,Agosto 9 2022

Visite specialistiche, l’Asp taglia i tempi e dà più ore agli ambulatori del Vibonese: ecco tutti i settori

La scelta, considerata «necessaria e non più differibile», in attesa del via libera della Regione. Sotto accusa le infinite attese, i limiti strutturali dello “Jazzolino” e un territorio che non consente un’agevole fruibilità dei servizi

Visite specialistiche, l’Asp taglia i tempi e dà più ore agli ambulatori del Vibonese: ecco tutti i settori
La sede dell’Asp di Vibo Valentia

Concesse più ore per le visite ambulatoriali. Obiettivo dichiarato: garantire e migliorare i servizi nell’intero Vibonese. Evitando così (almeno si spera) che gli ospedali diventino, sempre e comunque, il centro di qualsiasi forma di assistenza medica. Ma – come si leggerà più avanti – anche altri sono i problemi che si vogliono risolvere davanti a una sanità pubblica sempre più in affanno. L’Azienda sanitaria provinciale di Vibo Valentia ha, dunque, deciso di incrementare l’orario di lavoro agli specialisti ambulatoriali, già titolari di incarico a tempo indeterminato, che prestano servizio nei diversi ambulatori presenti nel territorio provinciale. La decisione è stata adottata – tramite l’approvazione di apposita delibera – dal commissario straordinario della stessa Azienda sanitaria vibonese Giuseppe Giuliano, il quale, a sua volta, ha fatto propria la proposta giunta sul tavolo del suo ufficio da parte del direttore del Distretto sanitario unico Raffaele Bava e del responsabile del procedimento Gabriele Chiera. La delibera del massimo responsabile della sanità vibonese deve, tuttavia, attendere necessariamente l’autorizzazione da parte della Regione Calabria. Solo dopo potrà diventare pienamente esecutiva. [Continua in basso]

Ecco le branche mediche dove si è intervenuti

L’Azienda sanitaria provinciale ha, quindi, stabilito di aumentare le ore di specialistica ambulatoriale a 14 branche mediche per un totale di 231 ore complessive. Ecco settore sanitario e il corrispettivo aumento delle ore: Allergologia (2); Anestesia (38); Cardiologia (42); Dermatologia (18); Diabetologia (21); Gastroenterologia (3); Neurologia (16); Medicina del lavoro (8); Geriatria (38); Oculistica (15); Ortopedia (5); Ostetricia e Ginecologia (6); Otorinolaringoiatria (15); Radiologia (4). Totale ore 231.

Sotto accusa i tempi di attesa e i limiti strutturali dello “Jazzolino”

L’ospedale “Jazzolino”

Il completamento dell’orario della specialistica ambulatoriale è stato condiviso e concordato con il Comitato zonale per la specialistica ambulatoriale dell’Azienda sanitaria, che ha definito le branche specialistiche ambulatoriali che «hanno carenza di ore dedicate». Quindi, sono stati valutati i tempi di attesa delle prestazioni specialistiche ambulatoriali. E la conclusione è stata che «necessitano – scrivono testualmente Bava e Chiera – di un completamento totale e/o di un incremento parziale del monte ore». I due hanno, pertanto, sottolineato che è «necessario e non più differibile» il completamento delle ore di specialistica ambulatoriale per garantire la continuità assistenziale «al fine di delocalizzare le prestazioni sanitarie ambulatoriali dall’ospedale all’assistenza territoriale», considerando in merito anche il fatto che «lo stato di necessità qualifica come essenziale l’incremento del monte ore disponibile di specialistica ambulatoriale per garantire l’assistenza territoriale anche in considerazione dei limiti strutturali dell’ospedale “Jazzolino” di Vibo Valentia». [Continua in basso]

Spostare funzioni e compiti dall’ospedale al territorio

L’ambulatorio dell’Asp di Mileto

Al commissario straordinario è stato, altresì, fatto presente che «è in corso il cambiamento del contesto socio-sanitario e da tali cambiamenti discende un oneroso problema di sostenibilità del Sistema sanitario nazionale e che un contributo alla soluzione di questo problema può essere dato dallo spostamento di funzioni e compiti dall’ospedale al territorio, dove le prestazioni sanitarie sono gestibili a costi più contenuti. Nell’ambito del processo di razionalizzazione del Sistema sanitario nazionale, tendente alla maggiore efficienza/efficacia, nel rispetto dei livelli essenziali e uniformi di assistenza, si inserisce prepotentemente – hanno evidenziato Bova e Chiera –  il ruolo dell’assistenza distrettuale attraverso funzioni strategiche di individuazione dei reali bisogni sanitari e socio-sanitari della popolazione  assistita, di governo dell’offerta, di coordinamento e di programmazione dell’integrazione tra  i servizi interni ed esterni al fine di erogare una serie di prestazioni attraverso una corretta  gestione delle risorse».

Lo specialista ambulatoriale che diventa «essenziale»

In questo contesto, dunque,  «un ruolo fondamentale spetta allo specialista ambulatoriale, che entra a far parte dell’area di assistenza specialistica distrettuale integrandosi con le altre figure organizzative  contribuendo ad un’appropriata erogazione dei servizi», divenendo così essenziale «nell’assistenza specialistica distrettuale, quale parte integrante ed  essenziale del sistema sanitario, per corrispondere ad ogni esigenza di carattere  specialistico che non richieda e/o tenda ad evitare la degenza ospedaliera in una logica di  integrazione con l’assistenza medica di base e di apporto e di interconnessione con quella ospedaliera e degli altri servizi». Gli specialisti ambulatoriali – è stato sottolineato ancora  – «sono parte attiva e qualificante del servizio sanitario integrandosi nell’assistenza primaria attraverso il coordinamento con le altre categorie di  erogatori ammessi ad operare nel distretto, per l’espletamento di tutti gli interventi specialistici, diagnostico-terapeutici, preventivi e riabilitativi». [Continua in basso]

«Un territorio che non consente un’agevole fruibilità dei servizi»

Dopo avere ricordato che «il livello dell’assistenza specialistica territoriale deve rispondere, in ogni branca specialistica, alla domanda dell’utenza in modo tale d’essere partecipe al processo di deospedalizzazione dell’assistenza contribuendo alla razionalizzazione delle risorse, nella loro proposta al commissario straordinario, i due fanno presente che si ritiene  di «dover valorizzare il ruolo e le funzioni del medico specialista ambulatoriale nel quadro di una generale riorganizzazione dell’assistenza primaria con l’obiettivo di sviluppare forme alternative di assistenza ampiamente accessibili, nonché attraverso l’abbattimento delle liste d’attesa allo scopo di migliorare la qualità dei servizi erogati. Il territorio dell’ambito territoriale dell’Asp di Vibo Valentia presenta caratteristiche orogeografiche e infrastrutture tali da non consentire a tutti i cittadini un’agevole fruibilità dei servizi, nonché la garanzia, costituzionalmente garantita, all’erogazione equa delle prestazioni sanitarie».

Fragilità economica del servizio sanitario regionale

A Bova e Chiera non è, infine, sfuggito ricordare che «la particolare situazione economica-finanziaria del servizio sanitario della Regione Calabria che ha comportato l’adozione del Piano di rientro ai fini del contenimento della spesa a livello di sistema sanitario nell’ambito di programmazione e pianificazione della gestione delle risorse umane», nonché «delle particolari e indifferibili esigenze di garantire i livelli essenziali di assistenza in coerenza con la riorganizzazione  della rete assistenziale territoriale».

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