martedì,Aprile 16 2024

Mileto accoglie il nuovo vescovo Attilio Nostro: «Sarò un vostro discepolo» -Video

Autorità civili e militari danno il loro benvenuto alla nuova guida della Diocesi dopo le dimissioni di Luigi Renzo

Mileto accoglie il nuovo vescovo Attilio Nostro: «Sarò un vostro discepolo» -Video
Il sindaco di Mileto Natino Giordano e il vescovo

Grande festa a Mileto. Alla presenza delle autorità civili e militari del territorio è stato accolto ufficialmente monsignor Attilio Nostro, nuovo vescovo della Diocesi Mileto-Nicotera-Tropea. Nella sala “monsignor De Chiara” del seminario vescovile, ad attenderlo vi erano numerosi sindaci del Vibonese con la fascia tricolore. In prima fila il prefetto di Vibo Valentia, Roberta Lulli, e il questore Raffaele Gargiulo.  [Continua in basso]

Il presidente della Provincia Solano e il vescovo

È stato proprio il prefetto a prendere la parola per prima: «Sembra sia arrivato il momento di una ripartenza per questo territorio, sia a livello economico che sociale. Sono certa che insieme ce la faremo».
Quindi, il benvenuto del primo cittadino di Mileto, Salvatore Fortunato Giordano: «La accogliamo con speranza. Lei è il pastore di cui abbiamo bisogno, che ci aiuterà a trovare la strada giusta per costruire un futuro migliore, certi che questa volta possiamo farcela». Il sindaco ha poi consegnato al vescovo Attilio Nostro un dono da parte della città: una croce pettorale realizzata dall’orafo Gerardo Sacco.

Il nuovo vescovo si è poi rivolto alla platea ribadendo quella che sarà la sua missione pastorale ispirata dalla fede e dalla legalità, ricordando le sue origini. Figlio di un avvocato e nipote di un notaio: «Sono cresciuto – ha detto – con il senso della legge. Penso che dove non si rispetta la legge non si rispetta l’uomo. Ci metterò tutto il mio impegno, affinché questa realtà possa crescere nella consapevolezza delle proprie potenzialità». Attilio Nostro ha anche citato le parole di Leonida Repaci, che descriveva la Calabria un paradiso che il diavolo invidia. Ha quindi concluso rimarcando la sua umiltà: «Ho tanto da imparare, vi chiedo di aiutarmi e considerarmi non maestro di vita ma vostro discepolo».

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