martedì,Ottobre 19 2021

Grotte di Zungri e rischio idrogeologico: il convegno nella “città di Pietra”

Piogge intense e cambiamento climatico potrebbero rappresentare una minaccia per il sito archeologico. Arpacal, Ordine degli architetti di Vibo e i sindaci del territorio si sono riuniti per parlarne

Grotte di Zungri e rischio idrogeologico: il convegno nella “città di Pietra”
Le grotte di Zungri

Prosegue l’interesse dell’Arpacal per le grotte di Zungri. Già nel 2019 l’agenzia ambientale calabrese aveva concesso il patrocinio al Comune vibonese per iniziative di promozione sul territorio, poi aveva fatto sì che questo importante sito archeologico entrasse di diritto nelle Memorie descrittive della Carta Geologica d’Italia, volume annuale pubblicato dall’Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale).
Ora l’impegno in una serie di studi e ricerche, anche in collaborazione con società scientifiche di settore, per capire come i fattori ambientali, ed in particolare i rischi naturali idrogeologici, possano compromettere questo patrimonio storico ed archeologico regionale. [Continua in basso]

Il convegno a Zungri

Il convegno a Zungro

A tal proposito nella giornata di sabato si è tenuto un convegno organizzato dal Comune di Zungri e dall’Ordine degli architetti della provincia di Vibo Valentia. Il direttore scientifico di Arpacal, Michelangelo Iannone, ha sottolineato come l’evento si collochi in una visione strategica e più allargata della mission dell’agenzia, che deriva dalle indicazioni del Snpa nel Rapporto Territorio 2018, ovvero che “La tutela del patrimonio ambientale, del paesaggio e il riconoscimento del valore del capitale naturale sono compiti e temi che ci richiama l’Europa, fondamentali alla luce delle particolari condizioni di fragilità e di criticità climatiche e territoriali del nostro Paese”.
La stessa Ispra, ha continuato Iannone, con il progetto ArTeK (Satellite Enabled Services for Preservation and Valorization of Cultural Heritage) integra in una piattaforma informatica le più moderne tecnologie di analisi dei dati di osservazione aerea e satellitare per monitorare lo stato di conservazione e rischio di beni culturali che risultano minacciati da fattori ambientali.

Tra i relatori del convegno, anche Gaetano Osso, geologo Arpacal e presidente della Sezione calabrese della Sigea (Società Italiana di Geologia Ambientale) che, oltre all’introduzione sulla genesi di questo settore e sulla formazione rocciosa delle Grotte, ha posto l’accento sulle minacce che gravano sul sito dovute alle possibili colate di fango in occasione di piogge intense, specialmente nella situazione di cambiamento climatico, come per altro già avvenute nel 2018. [Continua in basso]

La necessità di fare rete

La visita alla “Città di Pietra”

Il convegno, dal titolo “Il paesaggio archeologico come espressione culturale con l’esempio di Zungri: la città di Pietra – l’insediamento rupestre degli Sbariati” – è stato moderato da Fabio Foti, Presidente dell’Ordine degli architetti di Vibo, ed ha visto la presenza, oltre che del primo cittadino di Zungri, Franco Galati, di diversi sindaci del territorio, quali quello di Briatico, Lidio Vallone, di Cessaniti, Francesco Mazzeo, e di Rombiolo, Domenico Petrolo.

La necessità di fare rete, ha affermato l’architetto Foti, apporterebbe un valore aggiunto alla conoscenza e allo sviluppo del territorio, così come chiosato anche dal presidente del Parco delle Serre, Giovanni Aramini, e da Nico Donato, presidente della Fondazione Oappc di Vibo Valentia. Tra le relazioni tecniche proposte anche quella del professore Vincenzo Gioffrè, ordinario di Architettura del Paesaggio dell’Università di Napoli, e dell’archeologa Maria D’Andrea, che hanno relazionato rispettivamente sull’evoluzione della normativa in materia paesaggistico ambientale e sui ritrovamenti dell’area del Monte Poro.

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