domenica,Gennaio 23 2022

Mileto, trascorsi dieci anni dalla morte del vescovo Domenico Tarcisio Cortese

Alla guida per quasi un trentennio della millenaria diocesi, sarà ricordato con due messe di suffragio presiedute dal vescovo Attilio Nostro in cattedrale

Mileto, trascorsi dieci anni dalla morte del vescovo Domenico Tarcisio Cortese
Il compianto monsignor Cortese

Sono trascorsi 10 anni dalla morte di monsignor Domenico Tarcisio Cortese, vescovo della diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea dal 1979 al 2006. Era l’11 novembre del 2011, infatti, quando l’allora presule emerito – nonché membro della Commissione episcopale italiana per il clero e la vita consacrata – si spegneva ottantenne all’interno dello spartano appartamento romano che da qualche tempo occupava nella Casa di Fraternità sacerdotale “Madre Teresa Casile”, stroncato da un infarto. Ad accorgersi della sua morte, in quella triste mattinata autunnale, furono alcune Suore Oblate del Sacro Cuore di Gesù, gestori dell’Istituto capitolino. Alcuni giorni dopo, il suo corpo venne tumulato con tutti gli onori all’interno di un bel monumento marmoreo situato sulla navata destra della basilica cattedrale di Mileto, chiesa madre della millenaria diocesi che lui aveva guidato per quasi un trentennio. [Continua in basso]

La tomba del vescovo

Oggi, in occasione del decimo anniversario, la sua morte sarà commemorata con due messe di suffragio che saranno presiedute nello stesso edificio sacro dal vescovo Attilio Nostro. La prima si svolgerà al termine dell’incontro diocesano del clero, previsto a partire dalle 9.30 nel vicino seminario. La seconda è in programma alle 17 con il capitolo della cattedrale. Monsignor Cortese, ministro provinciale dell’ordine dei Frati minori francescani, nel corso della sua lunga attività pastorale alla guida dell’episcopato miletese, contrassegnata anche da momenti di sofferenza, difficoltà e incomprensione, è indubbiamente riuscito a lasciare una traccia indelebile del suo operato. Tant’è che l’ex presule è ancora oggi molto amato dai fedeli della diocesi. Il territorio, grazie al suo intervento, in quel lungo arco di tempo fu dotato di decine di nuove strutture ecclesiastiche e socio assistenziali. Per non parlare delle tante iniziative nate su suo impulso nel settore della cultura e del ripristino e restauro di complessi architettonici già esistenti.

Fu lui da pastore della diocesi, ad esempio, ad avallare la nascita della Fondazione “Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime” di Paravati – voluta dalla Serva di Dio Natuzza Evolo per la realizzazione della Villa della Gioia” – e a promuovere e a far realizzare, di concerto con il Ministero per i beni e le attività culturali, la Provincia di Vibo Valentia e la locale Amministrazione comunale, il Museo statale di Mileto. Una serie molteplice di iniziative, che sommata a quelle attinenti le tematiche prettamente pastorali, aveva contribuito a ridare nuova linfa e slancio alla più antica diocesi di rito latino del meridione d’Italia.

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