lunedì,Giugno 27 2022

Fogna di Bivona, il Comune: «Corap incapace di fare fronte ai suoi doveri»

L’amministrazione del capoluogo: «Intervenuti con immediatezza per rimediare al cattivo funzionamento della stazione di sollevamento in via del Pescatore»

Fogna di Bivona, il Comune: «Corap incapace di fare fronte ai suoi doveri»
La condotta fognaria rotta

«Il Comune di Vibo Valentia è intervenuto con immediatezza per rimediare al cattivo funzionamento della stazione di sollevamento in via del Pescatore a Bivona. Nessuna inerzia può essere imputata al Comune che immediatamente con la dirigente Adriana Teti e il geometra Pino Marino sono intervenuti e a tutt’oggi stanno presidiando l’esecuzione dei lavori in corso a seguito dell’incapacità di Corap di far fronte ai suoi doveri relativamente alla gestione e manutenzione degli impianti. Lavori che si stanno rilevando di non facile e tempestiva soluzione». È quanto si legge in una nota stampa del Comune di Vibo Valentia. [Continua in basso]

«La cronologia degli interventi -prosegue la nota – da ampia dimostrazione del tempestivo operato degli uffici comunali: 17/2 ore 16.00 circa, Corap informa il Comune telefonicamente dello sversamento in atto presso la stazione di sollevamento numero 5. Veniva disposto l’invio sul posto di una pattuglia della polizia municipale, la quale relaziona che all’atto del controllo non vi era fuoruscita di reflui. 18/2 la dirigente Teti al fine di dare riscontro alla segnalazione del 18/02/2022, si è recata presso la Capitaneria di porto di Vibo Valentia Marina, al fine di chiarire la posizione del Comune e le azioni poste in essere e finalizzate all’immediato intervento; 19/2 avendo compreso e prendendo atto dell’inerzia del Corap che non intendeva intervenire accampando il blocco del refluo proveniente da Longobardi (attività tecnica mai espletata dal Comune poiché rientrante tra gli obblighi contrattuali del concessionario), viene incaricata la Ditta Romano per un sopralluogo tecnico, all’esito del quale viene stabilito che bisogna intervenire sulla stazione 5 attraverso il blocco dell’arrivo dei reflui e predisponendo un sistema di by pass per portare i reflui giacenti alla stazione n. 6; 20/2 la ditta Romano predispone il by pass e i materiali occorrenti per l’intervento; 21/2 Causa condizioni meteo avverse, l’intervento è stato programmato al termine del maltempo in atto; 23/2 a partire dalle ore 3,00, prosecuzione intervento della Ditta Romano, ancora in corso».

«Dalla cronologia degli eventi – si legge nel comunicato- si evince chiaramente che questa amministrazione lungi dal rimanere inerte, ha tempestivamente aperto il cantiere i cui lavori proseguono no stop anche in orari notturni. Resta inteso che tale intervento, per come già comunicato a Corap, è da considerare esecuzione in danno, come peraltro previsto dalle norme contrattuali. Responsabilità derivanti dagli obblighi assunti per la gestione e conduzione degli impianti di depurazione dei reflui fognari e di tutte le stazioni di sollevamento, tra cui rientra a pieno titolo la stazione di sollevamento numero 5, in forza di regolare contratto, avente ad oggetto: “Affidamento del Servizio di raccolta, trattamento depurativo e smaltimento delle acque reflue del Comune di Vibo Valentia” repertorio numero 5031 stipulato in data 4 settembre 2001, che qui si richiama integralmente».

Il predetto contratto – chiariscono ancora da Palazzo Luigi Razza – «è chiaro e non lascia dubbi interpretativi sulle esclusive responsabilità del concessionario, ossia del Corap, il quale assume in toto l’onere della manutenzione ordinaria e straordinaria delle stazioni di sollevamento e degli impianti di depurazione. Quanto all’invito rivolto ad assumere in proprio la gestione degli impianti di sollevamento, si rappresenta che tale variazione non può certo avvenire attraverso una semplice comunicazione, ma deve necessariamente rientrare in una attività programmata e organizzata, tale da consentire la regolare e corretta continuità del servizio. Nelle more, questa amministrazione – conclude la nota – non può mancare di richiamare i precisi obblighi contrattuali di Corap con tutte le conseguenti responsabilità civili e penali che ne derivano».

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