martedì,Ottobre 19 2021

Corruzione all’Accademia Fidia di Stefanaconi, le prime decisioni della Cassazione

Annullato il sequestro dei beni per alcuni indagati. Nuovo Riesame per una posizione cautelare personale

Corruzione all’Accademia Fidia di Stefanaconi, le prime decisioni della Cassazione
Michele Licata

Arrivano le prime decisioni della Cassazione sull’indagine “Diacono”, condotta dalla Procura di Vibo Valentia. La Suprema Corte ha infatti deciso sui ricorsi presentati contro le decisioni rese dal Tribunale del Riesame di Catanzaro (competente per le misure personali) e di Vibo Valentia (competente per le misure reali).
Nello specifico, è stata trattata la posizione personale dell’indagata Michela Licata, 22 anni, di Stefanaconi (difesa dagli avvocati Giovanni Vecchio e Giuseppe Di Renzo) nonché i ricorsi contro i provvedimenti di sequestro presentati dagli indagati Michele Licata, 77 anni, preside dell’Accademia Fidia (avvocati Giovanni Vecchio e Francesco Lione), Davide Licata, 52 anni Michela Licata e Rosella Marzano, 46 anni, di Vibo, moglie di Davide Licata (tutti difesi dagli avvocati Giovanni Vecchio e Giuseppe Di Renzo). [Continua in basso]

I giudici di legittimità hanno accolto il ricorso difensivo avente ad oggetto la misura cautelare applicata a Michela Licata (originariamente sottoposta a custodia in carcere) annullando con rinvio il provvedimento del Tribunale del Riesame di Catanzaro. La Corte ha, inoltre, dichiarato inammissibile il ricorso presentato dalla Procura contro la stessa ordinanza del Riesame nella parte in cui aveva escluso la gravità indiziaria per il delitto di corruzione contestato all’indagata. Da ricordare che nel luglio scorso il gip del Tribunale di Vibo ha revocato gli arresti domiciliari per Michela Licata disponendo per lei – unitamente a Michele Licata e Davide Licata – la misura dell’obbligo di dimora.
Sul sequestro, invece, la Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio il provvedimento di sequestro che era stato confermato dal Tribunale del Riesame di Vibo Valentia. Si tratta delle prime decisioni della Cassazione sull’indagine c.d. “Diacono” che avrebbe accertato l’esistenza di un sistema di mercimonio di diplomi connesso all’Accademia Fidia di Stefanaconi.

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