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Rinascita Scott: ammesso l’esame di tre nuovi collaboratori, rigettata l’escussione di altri sette

Decisione del Tribunale collegiale di Vibo Valentia sulle richieste avanzate dalla Dda di Catanzaro. Disposta l’acquisizione delle intercettazioni di Olimpo per cinque imputati. In aula verranno sentiti anche altri tre investigatori

Rinascita Scott: ammesso l’esame di tre nuovi collaboratori, rigettata l’escussione di altri sette

Ordinanza del Tribunale collegiale di Vibo Valentia, presieduto dal giudice Brigida Cavasino, in relazione alla richiesta di ammissione di nuove prove avanzate dalla Dda di Catanzaro nel maxiprocesso Rinascita Scott. I giudici hanno chiarito che l’accezione concettuale di “prova nuova” è significativa non già di una prova sopravvenuta o scoperta successivamente a quella articolata dalle parti, ma semplicemente di prova non precedentemente disposta. L’assoluta necessità della prova è stata quindi valutata nella prospettiva della “ricerca della verità che è il fine primario ed ineludibile del processo penale e della salvaguardia del principio di non dispersione degli elementi dimostrativi di cui sia nota la rilevanza e pertinenza riguardo il thema probandum che giustifica ed orienta i poteri integrativi officiosi del giudice”. [Continua in basso]

Domenico Guastalegname

Per tali motivi, il Tribunale ha disposto l’escussione del nuovo collaboratore di giustizia Domenico Guastalegname (originario di Vibo Marina), e dei collaboratori Nicola Femia, 62 anni, di Gioiosa Ionica (in ordine alla posizione dell’imputato Giancarlo Pittelli) e di Antonio Mangone, 58 anni, di Cariati (in ordine alle posizioni di Giancarlo Pittelli e Gianfranco Ferrante). Disposta poi l’acquisizione delle intercettazioni dell’operazione Olimpo relativamente alle posizioni degli imputati Antonio La Rosa di Tropea, Mimmo Polito di Tropea, Paolino Lo Bianco e Vincenzo Barba di Vibo Valentia, Francesco Barbieri di Pannaconi di Cessaniti. In questo caso è stata decisa l’estensione dell’incarico peritale per la trascrizione delle intercettazioni.

Disposta inoltre l’escussione dei testi di polizia giudiziaria Mario Monteleone, Giuseppe Molino e Nazzareno De Angelis limitatamente alle attività di intercettazioni.
Rigettata invece la richiesta di escussione dei collaboratori di giustizia Dante Mannolo di San Leonardo di Cutro, Angelo Santolla di Cosenza, Francesco Farao di Cirò, Domenico Critelli di Cariati, Nicola Acri di Cosenza, Maurizio Cortese di Reggio Calabria, Marcello Fondacaro di Gioia Tauro. Non verrà ascoltato neanche il teste di polizia giudiziaria (carabinieri) Marco Califano, già nel Nucleo Investigativo di Vibo Valentia. Rigettata, infine, anche la richiesta della Dda in relazione alla posizione di Gaetano Molino di Limbadi per l’acquisizione di ulteriori intercettazioni.

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