“Rinascita”: fra gli arrestati per mafia anche l’ex sindaco di Nicotera

E’ stato anche consigliere provinciale di Vibo Valentia. E’ accusato di far parte del clan Mancuso e di aver aiutato il boss Luigi Mancuso a nascondersi
E’ stato anche consigliere provinciale di Vibo Valentia. E’ accusato di far parte del clan Mancuso e di aver aiutato il boss Luigi Mancuso a nascondersi
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L’ex sindaco Salvatore Rizzo

C’è anche Salvatore Rizzo, 63 anni, ex sindaco di Nicotera, fra gli arrestati dell’operazione “Rinascita- Scott” della Dda di Catanzaro.  E’ accusato del reato di associazione mafiosa. Farebbe parte a pieno titolo del clan Mancuso. In particolare, secondo l’accusa, Salvatore Rizzo, ritenuto dagli inquirenti già vicino al boss Pantaleone Mancuso, alias “Scarpuni”, avrebbe assicurato “la penetrazione dell’organizzazione nell’acquisizione e gestione di attività imprenditoriali, soprattutto nel campo ricettivo (come nel caso del Villaggio Valtur di Nicotera)”. E’ inoltre accusato di aver aiutato il boss di Limbadi Luigi Mancuso a nascondersi e muoversi sul territorio nel periodo in cui lo stesso si era sottratto all’applicazione della misura di prevenzione personale della sorveglianza speciale”. Come ricostruito dai carabinieri, Salvatore Rizzo, oltre che sindaco, è stato anche vicesindaco e assessore del Comune di Nicotera, nonché consigliere comunale e membro del Comitato pro Marina di Nicotera. Ma, soprattutto, Salvatore Rizzo ha ricoperto la carica di consigliere provinciale di maggioranza (Udeur) a Vibo Valentia sia con presidente Gaetano Ottavio Bruni che Francesco De Nisi.

Il nome Salvatore di Salvatore Rizzo emerge poi anche nell’inchiesta del Ros denominata “Purgatorio” (richiamata ora dall’indagine “Rinascita”) in quanto indicato come persona coinvolta nella gestione del villaggio Beach Village – Venta Club di Nicotera Marina poiché la moglie, Addario Angela Maria, era socia accomandataria unitamente a Buccafusca Santa (accomandante), convivente (deceduta nel mese di aprile 2011) di Mancuso Pantaleone, inteso “Scarpuni”, nella HELIOS sas con sede in Nicotera Marina c.da Gagliardi. Come noto, Santa Buccafusca è deceduta ingerendo acido muriatico. Qualche giorno prima aveva contattato i carabinieri per collaborare con la giustizia per poi però ritornare sui propri passi. Per Salvatore Rizzo, ora, anche l’ulteriore accusa di essersi posto fra i soggetti capaci di assicurare al boss Luigi Mancuso i raccordi necessari al clan per mantenere i contatti con l’esterno.

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