“Rinascita”: i legami fra il Comune di Zungri ed il clan Accorinti

La Dda di Catanzaro ed i carabinieri sottolineano la sudditanza del sindaco Galati ed i favori agli amministratori
La Dda di Catanzaro ed i carabinieri sottolineano la sudditanza del sindaco Galati ed i favori agli amministratori
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Sono almeno sei le amministrazioni comunali che, oltre al Comune di Vibo Valentia, vengono chiaramente indicate dalla Dda di Catanzaro negli atti dell’inchiesta “Rinascita – Scott” come infiltrate dalla ‘ndrangheta o comunque dalla stessa fortemente condizionate. A dettare “legge”, dunque, non sarebbero a certe latitudini la politica o gli amministratori locali, bensì i clan. Fra i Comuni sui quali si soffermano nell’inchiesta “Rinascita” i carabinieri e la Dda, guidata dal procuratore Nicola Gratteri, c’è quello di Zungri dove domina la ‘ndrina dei fratelli Giuseppe, Pietro ed Ambrogio Accorinti.

“Collegamenti di notevole interesse sono emersi con l’ammistrazione comunale di Zungri – scrive la Dda – guidata dal sindaco Galati Francesco. Dalle attività tecniche condotte in seno all’odierno procedimento penale sono stati registrati rapporti con rappresentanti del medesimo ente locale.

Vengono quindi richiamati i contenuti di una conversazione intercettata, in data 1 gennaio 2016, nel corso della quale emergono una serie di legami tra il consigliere Mamone Francesco, il sindaco Galati Francesco e la ditta Edil Gas dei F.lli Mamone – composta dal padre e dai fratelli delpredetto consigliere Mamone – per i lavori di realizzazione di opere pubbliche con i principali esponenti del sodalizio mafioso facente capo ad Accorinti Giuseppe”. 

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il sindaco Francesco Galati

La Dda sottolinea quindi che “sempre in merito ai condizionamenti mafiosi nella vita istituzionale dell’amministazione comunale di Zungri, si rappresentano anche le pressioni operate da Accorinti Giuseppe nei confronti del sindaco Galati Francesco per l’ottenimento a titolo gratuito delle prestazioni relative ai servizi pubblici di trasporto e refezione scolastica in favore di Angela Accorinti, figlia di Giuseppe Accorinti”. In particolare, Serafino Alessandria, 24 anni, di Zungri, detto “Pitta”, e Filippina Carà, 30 anni (entrambi arrestati) su ordine di Giuseppe Accorinti Giuseppe avrebbero incaricato Antonio Crudo, 50 anni, di Zungri (pure lui arrestato) di “recapitare tali illecite richieste direttamente al sindaco Galati Francesco, esplicitando la provenienza di tale “ordine”. Secondo l’accusa ed il relativo capo di imputazione (minaccia a pubblico ufficiale aggravata dalle modalità mafiose), il sindaco Francesco Galati l’1 novembre 2015 avrebbe eseguito l’ordine impartito dal boss Giuseppe Accorinti e, a seguito dell’accoglimento dell’illecita richiesta, avrebbe preso in consegna un blocchetto da 25 cedole relativo al servizio mensa per poi metterlo a disposizione della Carà, compagna di Accorinti. Il sindaco Francesco Galati è stato rieletto primo cittadino nel maggio scorso.

Il boss di Zungri Giuseppe Accorinti

E’ stata poi accertata l’estorsione da parte del boss Giuseppe Accorinti nei confronti della ditta individuale denominata “Ostone Nazzareno”, impegnata nei lavori relativi all’appalto comunale di manutenzione della rete di pubblica illuminazione.

Secondo la ricostruzione dei carabinieri e della Dda, il rapporto tra l’Ostone Giuseppe (subentrato al padre Nazzareno) e il Comune di Zungri ebbe termine circa due anni fa,allorquando lo stesso ente ha indetto una nuova gara d’appalto “senza invitare più la ditta dell’Ostone”. In relazione a tale vicenda, “Nazzareno Ostone si recò personalmente dal sindaco Francesco Galati a chiedere spiegazioni, ma ottenne una risposta molto evasiva ed allo stesso molto intrinseca di significato, ovvero il primo cittadino gli riferì – sottolinea la Dda –  che “doveva mantenere impegni assunti con altri soggetti”.

Contestualmente, inoltre, Ostone Nazzareno precisava che, prima della scadenza del contratto per la manutenzione della rete di pubblica illuminazione, il sindaco Francesco Galati gli aveva chiesto di rinunciare formalmente all’affidamento di un altro appalto, ovvero quello relativo ai lavori per la manutenzione delle lampade votive del cimitero comunale. Al fine di ottenere di quanto richiesto, lo stesso sindaco Francesco Galati avrebbe promesso a Nazzareno Ostone che, a seguito della predetta rinuncia, avrebbe fatto in modo di far rientrare la sua impresa nei pagamenti dei debiti contratti dalla pubblica amministrazione verso terzi, facendogli così ottenere la somma di circa 30mila euro del credito che Ostone avanzava dall’amministrazione comunale di Zungri.

Il magistrato Nicola Gratteri
Il procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri

La Dda rimarca poi che Nazzareno Ostone ha denunciato come “nell’ultimo periodo di lavoro con l’amministrazione comunale di Zungri, i lavori di manutenzione della rete elettrica comunale venivano eseguiti contemporaneamente anche da altra ditta, ritenuta riconducibile a Crudo imparentato con Giuseppe Accorinti, la quale – al termine del contratto con la ditta Ostone – ha poi assunto la manutenzione dell’intera rete di pubblica illuminazione comunale”.

Dai riscontri fatti dagli inquirenti, la ditta in questione appartiene ad Antonio Crudo, cugino di secondo grado del boss Giuseppe Accorinti. Tali fatti di reato “relativi ai collegamenti della consorteria con apparati della pubblica amministrazione fanno emergere – sottolineano i carabinieri e la Procura distrettuale – lo stato di sudditanza del sindaco di Zungri, Francesco Galati, nei confronti degli appartenenti al locale di ‘ndrangheta di  Peppone Accorinti”.

I favori agli amministratori ed agli Accorinti. Gli inquirenti riportano quindi le precise denunce dell’imprenditore Nazzareno Ostone il quale ha riferito che “tutto quello che viene svolto dall’amministrazione comunale di Zungri avviene con lo starbene di Peppone Accorinti. In particolare – riporta la Dda – per quanto riguarda le luminarie installate in occasione delle feste di paese, quest’ultime sono pagate con i soldi degli “amici di Peppone”.

Francesco Zito
Il nuovo prefetto di Vibo Valentia Francesco Zito

Relativamente invece ai soggetti indicati da Nazzareno Ostone quali “beneficiari, per intercessione del sindaco Galati durante la campagna elettorale, di allacci abusivi alla rete di pubblica illuminazione”, gli stessi il 20 marzo 2018 vengono identificati dai carabinieri della Stazione di Zungri: nel padre del consigliere di maggioranza Francesco Mamone, nell’ex assessore comunale Vittorio Raffa, suocero del consigliere comunale Gioacchino Raffa (già assessore). Da sottolineare che in passato (2014) l’attuale sindaco di Zungri, Francesco Galati (rieletto primo cittadino nel maggio scorso e da sempre uomo del centrodestra) è stato anche consigliere provinciale di Vibo Valentia a sostegno dell’allora presidente Andrea Niglia. Spetterà ora al nuovo prefetto di Vibo Valentia, Francesco Zito, valutare l’invio delle commissioni di accesso agli atti nei Comuni che l’inchiesta “Rinascita” indica come condizionati o infiltrati dalla ‘ndrangheta.

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