Zungri, il Premio mariano all’equipaggio della motovedetta Cp 265

Il riconoscimento, denominato “Nel nome di Maria”, sarà conferito dalla comunità parrocchiale ai militari per l’impegno profuso nel soccorso in mare dei migranti

Il riconoscimento, denominato “Nel nome di Maria”, sarà conferito dalla comunità parrocchiale ai militari per l’impegno profuso nel soccorso in mare dei migranti

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La motovedetta Cp 265
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Sarà consegnato sabato 5 agosto alle ore 10.30, nel corso di una santa messa celebrata al santuario di S. Maria della neve di Zungri, il premio mariano “Nel nome di Maria”, conferito dalla Comunità parrocchiale di Zungri, guidata dal sacerdote don Giuseppe La Rosa, all’equipaggio della motovedetta Cp 265, in forza alla Capitaneria di porto di Vibo Valentia Marina.

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Riconoscimento sentito, che prende le mosse dal lavoro svolto dall’equipaggio nelle missioni di soccorso dei migranti nel Canale di Sicilia. Non a caso la motivazione così recita: «Il grande servizio portato avanti, in questi ultimi anni in modo particolare, nella frontiera difficile dei nostri mari, è un grande tributo alla giustizia, un’autentica forza per la nostra Italia che, grazie a voi, uomini giusti, ha potuto scegliere di non chiudere le porte dinanzi a tanti migranti salvati: non numeri ma persone!».

Un premio che sarà ritirato dal comandante dell’imbarcazione, il primo maresciallo Paolo Fedele. Lo stesso ha così commentato: «Ho avuto l’onore di ricevere molteplici riconoscimenti, gratificazioni ed onorificenze nel corso della mia vita professionale. Ma quello mi che sarà consegnato a Zungri mi emoziona, mi riempie di gioia, mi inorgoglisce e mi fa sentire sempre più fiero di appartenere alla famiglia della Guardia Costiera, costituita da uomini eccezionali che fanno per vocazione il loro ineguagliabile lavoro finalizzato a salvare una miriade di vite umane».

Si tratta, ha aggiunto Fedele, di «un riconoscimento che gratifica lo spirito del mio encomiabile equipaggio: dono di una provvidenza che sempre ti stupisce e ti gratifica, ricordandoti che la vita di ognuno di noi è speciale e rappresenta le pagine di un libro leggero, unico, che ha messo le ali e ha imparato a volare “nonostante tutto”».

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