domenica,Giugno 20 2021

Giornate Fai di Primavera: alla scoperta del sito paleontologico di Cessaniti

Ci sono anche le cave di Brunia e Forcone tra i luoghi che potranno essere visitati, sabato 15 e domenica 16 maggio, nell’ambito della manifestazione dedicata all’arte e alla cultura del nostro Paese. Ecco i siti più interessanti aperti in Calabria

Giornate Fai di Primavera: alla scoperta del sito paleontologico di Cessaniti
Le cave di Cessaniti

C’è anche il sito paleontologico delle cave di Brunia e Forcone di Cessaniti, in provincia di Vibo Valentia, tra i luoghi che sarà possibile visitare in occasione delle Giornate Fai di Primavera in programma sabato 15 e domenica 16 maggio in 300 città italiane.

«Coraggio, orgoglio e generosità. Proprio nel significato più profondo di queste parole – si legge in una nota – è racchiuso lo spirito della 29esima edizione delle Giornate Fai di Primavera in programma sabato 15 e domenica 16 maggio 2021. Le Giornate Fai di Primavera sono il primo grande evento nazionale dedicato ad arte e cultura organizzato dopo l’ultimo periodo di lockdown.

Anche quest’anno, «la grande manifestazione di piazza del Fai, dal 1993 il più importante evento dedicato al patrimonio culturale che celebra arte, storia e natura, torna a coinvolgere gli italiani – dopo i mesi difficili vissuti – nell’entusiasmante scoperta delle bellezze che ci circondano, grazie all’apertura di 600 luoghi in 300 città, molti dei quali poco conosciuti o accessibili in via eccezionale, visitabili in totale sicurezza e nel rispetto delle normative vigenti».

I posti disponibili – fa sapere l’organizzazione – sono limitati; «prenotazione obbligatoria sul sito www.giornatefai.it fino a esaurimento posti disponibili ed entro la mezzanotte del giorno precedente la visita (Nb.: il programma potrebbe subire variazioni; la realizzazione dell’evento nelle singole Regioni dipenderà dal loro colore nella settimana del 10 maggio)».

Voglia d’Italia

Un’iniziativa che il Fondo per l’Ambiente Italiano «ha voluto coraggiosamente e prontamente programmare a metà maggio, affrontando con grande tenacia e una buona dose di audacia le innumerevoli complessità organizzative legate all’emergenza sanitaria, e che solo pochi giorni fa ha avuto la conferma di poter realizzare, in base alle misure contenute nel Decreto Legge del 22 aprile».

Tutto questo «è stato possibile grazie a un’incontenibile voglia d’Italia, a un’inesauribile fiducia nel Paese e a un lavoro difficile e senza sosta nei mesi in cui l’Italia era ferma a causa dell’emergenza. È uno sforzo speciale, che si avvicina all’eroismo, e di cui si sono fatti carico con encomiabile entusiasmo e passione civica i volontari di 335 Delegazioni e Gruppi FAI attivi in tutta Italia, vero motore dell’evento nel solco del principio di sussidiarietà regolato dall’articolo 118 della Costituzione, che potranno contare sul supporto di Protezione Civile, Croce Rossa e Arma dei Carabinieri, da anni al nostro fianco in questa manifestazione».

Un miracolo italiano

Questa edizione è, dunque, «un piccolo “miracolo” che ci rende orgogliosi e anche un prezioso regalo che la nostra Fondazione offre agli italiani. Siamo infatti convinti che partecipare alla manifestazione potrà contribuire a ridare ai cittadini speranza e fiducia nel futuro, riavvicinandoli, dopo una lunga lontananza forzata, ai beni storici, artistici e naturalistici del nostro Paese, che dal 1975 ci impegniamo ogni giorno a tutelare, salvaguardare e valorizzare con grande slancio e senso di responsabilità, per sempre e per tutti».

Le Giornate Fai «sono un’occasione per conoscere l’inestimabile patrimonio culturale d’Italia e un grande momento di incontro tra il Fai e tutti gli italiani. Chi deciderà di partecipare contribuirà ad aiutare la Fondazione, in un momento delicato come quello che stiamo vivendo, a portare avanti la sua missione e a compiere tanti altri “miracoli” di cui essere orgogliosi. Per prenotarsi e prendere parte all’iniziativa è richiesto un contributo minimo di 3 euro. Chi lo vorrà, potrà sostenere ulteriormente il Fai con contributi di importo maggiore oppure attraverso l’iscrizione annuale – sottoscrivibile online o in piazza in occasione dell’evento – o ancora con l’invio di un sms solidale al numero 45586, attivo dal 6 al 23 maggio 2021».

Le aperture più interessanti in Calabria:

Santa Maria del Cedro (Cs)

PARCO ARCHEOLOGICO DI LAOS, MUSEO DEL CEDRO

Il Parco Archeologico di Laos copre un’area di circa 60 ettari e costituisce l’area di maggiore interesse storico-culturale dell’intero territorio dell’Alto Tirreno Cosentino. Situato sul colle di San Bartolo, l’impianto urbanistico dell’antica città di Laos si presenta come un insieme di resti che testimoniano l’importanza di questa colonia achea che si rese autonoma in seguito all’invasione da parte di componenti etniche non greche. Oltre al parco archeologico sarà possibile visitare nel borgo antico di Santa Maria del Cedro la chiesetta di San Basilio e il Palazzo Cefalà, eccezionalmente aperti per le Giornate FAI di Primavera, e il Museo del Cedro dedicato alla coltivazione della pianta omonima, varietà liscio diamante qui diffusissima – grazie a un microclima unico caratterizzato dall’incontro di correnti che provengono dal mare e dalla montagna – e particolarmente legato alla cultura ebraica. Sempre al Museo del Cedro, sabato e domenica si alterneranno Show Cooking e incontri tematici incentrati sull’importanza del cedro nella cultura ebraica.

Apertura: sabato 15 e domenica 16 maggio, dalle ore 10.30 alle 18

L’apertura rientra nel progetto di collaborazione con la Commissione europea.

Cessaniti (VV)

SITO PALEONTOLOGICO: CAVE DI BRUNIA E FORCONE

L’importanza del sito paleontologico di Cessaniti, è più in generale dell’area di capo Vaticano, è legata alla grande quantità di fossili rinvenuti fin a partire dall’Ottocento. Situato a circa 10 Km da Vibo Valentia, il sito è formato dalle Cave di Brunia e Forcone: una grande cava di sabbia bianca ricca di fossili anche visibili con un meraviglioso panorama sullo sfondo. La visita a questo luogo speciale, un unicum nel contesto delle risorse geologiche calabresi, accompagnerà il pubblico sul fondo di un antico mare, alla ricerca degli animali che lo popolavano, nascosti e ancora intrappolati nella sabbia che li ha custoditi per anni. Pesci, molluschi e mammiferi, sia marini che terrestri, qui rinvenuti, hanno permesso di studiare e comprendere l’evoluzione ambientale e geografica del territorio nel corso dell’era Tortoniana (oltre 7 milioni di anni fa), nonché di dare impulso alla divulgazione della paleontologia e all’esposizione museale. Di proprietà privata, il luogo è normalmente chiuso al pubblico. Terminata la visita si rientrerà in paese alla scoperta del borgo antico, della Chiesetta di San Basilio e del Palazzo Cefalà aperti eccezionalmente per le Giornate FAI di Primavera.

Aperture: sabato 15 maggio dalle ore 15.30 alle 18.30; domenica 16 maggio dalle 10.30 alle 13 e dalle 15 alle 18.30

Portigliola (RC)

LOCRI DOPO LOCRI: DALLE SOGLIE DEL MEDIOOEVO AL XVI SECOLO

Il percorso proposto in occasione delle Giornate FAI di Primavera partirà dal Palatium tardoantico di Quote S. Francesco per poi giungere, passando nell’area in cui vi era l’insediamento tardoantico di Pagliapoli, in contrada Tribona, alla torre costiera di Palepoli, chiusa al pubblico e normalmente non visitabile perché di proprietà privata, così come il Palatium. Poco lontano dal tratto sud dalle mura di cinta di Locri, nel comune di Portigliola, sorge il monumento più significativo del periodo tardoantico (V-VII secolo d.C.): il palatium in contrada Quote S. Francesco. Si tratta di un complesso eccezionalmente conservato di cui facevano parte un edificio termale e un nucleo residenziale, forse articolato originariamente su due piani, un tempo creduto una chiesa paleocristiana. Il palatium era la residenza fortificata di un potente dominus, forse al centro di un’ampia proprietà terriera, sviluppatosi in un momento storico in cui la società si trasformava e assumeva l’aspetto che sarà caratteristico dell’età medievale.  La vita del palatium di Quote S. Francesco si protrasse fino al VII secolo d.C. quando le incursioni arabe e il diffondersi della malaria provocarono il definitivo abbandono dell’area e portarono allo sviluppo di Gerace. La Torre di Palepoli, è stata così identificata nei documenti del XVI secolo presumibilmente perché posta a ridosso dell’antica città di Locri Epizephiri, detta anche “dei corvi” o “di Gerace”. È situata a poca distanza dalla fiumara di Portigliola e la forma perfettamente cilindrica riporta ai modelli angioini. Inizialmente avrà avuto la funzione di torre di avvistamento o anche di faro e certamente è stata posto di guardia nel Cinquecento. Molto danneggiata nel terremoto del 1907, negli anni seguenti ha subito ulteriori mutilazioni.

Aperture: sabato 15 maggio dalle ore 15.30 alle 17.30 e domenica 16 dalle ore 10 alle 17.30. L’apertura rientra nel progetto di collaborazione con la Commissione europea.

Inoltre, venerdì 14 maggio dalle ore 16, presso la sala Consiliare del Comune di Locri, gli iscritti FAI potranno ammirare il preziosissimo codice Romano Carratelli, manoscritto cinquecentesco acquerellato che rappresenta e illustra il problema della difesa della zona costiera di Calabria Ultra attraverso la raffigurazione delle sue città fortificate, dei suoi castelli, delle sue torri e del suo territorio. Per la sua importanza il codice è sottoposto a vincolo del Ministero dei Beni ed Attività Culturali con d. n. 185 dell’8.7.2014, nonché candidato per l’iscrizione nel Registro Memoria del Mondo dell’Unesco.  

Montauro (Cz)

GRANGIA DI SANT’ANNA E MONTAURO

Situata nell’estrema parte meridionale del territorio di Montauro su un pianoro che si affaccia su una lunga fascia della costa ionica, la Grangia di Sant’Anna domina un vasto territorio fortemente impregnato dalla presenza di strutture produttive, che si ha ragione di ritenere risalenti ai cicli monastici, casali di campagna, frantoi, magazzini, mulini. Proprio nei pressi della stessa Grangia, lungo il torrente che scende rapidamente verso il mare sono ancora visibili gli impianti di 5 mulini che, collegati da un percorso in pietra, compongono un sistema architettonico e ambientale unico in Calabria. Il termine grangia anticamente indicava inizialmente un luogo atto a conservare il grano, ma successivamente assunse il significato di azienda agricola con terreni e pascoli di pertinenza ecclesiastica. In occasione delle Giornate, i visitatori saranno condotti dall’archeologa Chiara Raimond e dallo storico dell’arte Domenico Pisani a scoprire la storia di questo luogo, per proseguire attraverso le caratteristiche viuzze del borgo di Montauro.

Aperture: sabato 15 maggio dalle ore 16 alle 19 e domenica 16 dalle 9.30 alle 18.30. L’apertura rientra nel progetto di collaborazione con la Commissione europea.

Paludi (Cz)

IL TESORO DI PALUDI: IL BORGO MEDIOEVALE E LE SUE CHIESE 

Il borgo medioevale di Paludi, con le sue antiche chiese, si trova nella Sila Greca orientale, immerso nella bellissima macchia mediterranea. Durante le Giornate FAI di Primavera il percorso partirà dalla chiesa Matrice di San Clemente, del XVI secolo, di notevole interesse storico e architettonico, per proseguire verso la chiesa di S. Antonio, o S. Maria di Nazareth, costruita nel XVI secolo su un panoramico pianoro; la chiesa dell’Immacolata Concezione, del XVII secolo; la chiesa della Madonna del Soccorso, edificata nel Seicento sui resti di un oratorio basiliano in una zona chiamata “i rutte” per la presenza di numerose grotte eremitiche nei dintorni. La visita si concluderà alla chiesa della Madonna del Carmine, costruita nel XIV secolo all’esterno del centro abitato come rifugio per i fedeli che scampavano all’epidemia della peste nera.

Apertura: domenica 16 maggio, dalle ore 10.30 alle 17

Strongoli (Kr)

TORRE CASTELLO FASANA

Torre Fasana è un’antica casa fortezza circondata da un ampio parco sulla costa jonica della Calabria, in prossimitàdell’oasi protetta della foce del fiume Neto, area naturalistica tutelata come SIC (sito di interesse comunitario) e ZPS (zona di protezione speciale). Bene vincolato del Ministero per i beni e le attività culturali dal 2012, il complesso è costituito da edifici merlati, arricchiti di preziose maioliche fiorentine che ricordano gli artistici centri rinascimentali del centro Italia e una cappella dedicata al culto mariano, ad aula unica e portale centrale con soprastante ogiva e piccolo campanile a vela monofora. Il castello, edificato intorno all’antica torre, è una costruzione complessa e dallo stile neo-medievale, sottolineato dalla bicromia della cementizia di pietra gialla e rossa e merli a coda di rondine, capitelli, iscrizioni, armi e blasoni: tutto è accuratamente predisposto nella sapiente regia del progettista affinché da qualsiasi punto la si ammiri se ne possa godere tanto dall’esterno quanto all’interno la magica fiabesca teatralità. L’apertura nelle Giornate FAI prevede la visita al complesso di Torre e Castello e una passeggiata nell’area naturalistica presso le Dune di Santa Focà e foce del fiume Neto. Di proprietà privata, i bene è eccezionalmente aperto per questa occasione.

Aperture: sabato 15 maggio dalle ore 15.30 alle 18.30 e domenica 16 dalle ore 9.30 alle 18.30

Articoli correlati

top