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Briatico, agricoltori senz’acqua: «Cipolla rossa invendibile e danni alle altre produzioni»

Il comitato “Murria” invita le istituzioni ad una celere risoluzione della problematica legata al bypass sul torrente, danneggiato dal maltempo: «Ad oggi solo incertezze. In fumo tutto il nostro lavoro»

Briatico, agricoltori senz’acqua: «Cipolla rossa invendibile e danni alle altre produzioni»

«Non vogliamo puntare il dito contro nessuno ma essere di stimolo per una risoluzione, in tempi brevi, della problematica che attanaglia gli agricoltori del Briaticese, le cui colture sono state gravemente danneggiate dalla carenza idrica». Il Comitato “Murria”, costituito da circa quaranta agricoltori, parla senza filtri. E senza filtri racconta le difficoltà attraversate in questo periodo dai contadini di San Leo, Potenzoni, San Costantino, Briatico dopo i danneggiamenti – causa maltempo- del bypass realizzato sul torrente Murria. I lavori infatti avrebbero dovuto consentire ai contadini di utilizzare le risorse idriche contenute nella vasca sita nel territorio della frazione Potenzoni. È bastato un violento acquazzone a spazzare via tutto: «È durato 4 giorni. Non vogliamo addentrarci in giudizi tecnici, ma servirebbero soluzioni più durature, a tutela delle coltivazioni e dell’economia locale. Sappiamo anche i lavori sono stati eseguiti secondo il criterio di non impattare negativamente sul territorio ma ci chiediamo, alla luce di quanto avvenuto, è la strada giusta?».

Il bypass sul Murria

Il bypass è ad oggi divelto e non sono state fornite tempistiche. Un’incertezza che amplifica i malumori.  I lavori – si ricorderà- sono stati eseguiti, dopo una conferenza dei servizi tenuta alla presenza del Prefetto, Comune di Briatico e Consorzio di bonifica, ma ai ritardi dovuti a tempi tecnici e burocrazia, si sono sommati intoppi non previsti che hanno pregiudicato l’andamento della produzione di cipolla, la celebre “rossa” dotata di marchio igp ed esportata ben oltre i confini provinciali,: «Forse si riuscirà a salvare qualche ciuffetto ma il resto è invendibile, non è appetibile per il mercato. Con grande amarezza possiamo confermare che il danno è ormai fatto. Forse qualche coltivazione più tardiva ha una minima possibilità in caso di celere ripristino dell’acqua. Ma allo stato, è tutto fermo. Di questo passo, tutte le produzioni andranno perdute».

I danni alle coltivazioni

Ma, seppur i danni per la cipolla sono stati consistenti, a preoccupare anche le altre coltivazioni di ortaggi: «Non è solo la piantina di peperone o di melanzana ad andare persa. Queste produzioni rappresentano “il pane quotidiano” per le nostre piccole realtà, per le nostre famiglie. È con questi ricavi che mandiamo avanti l’azienda, che paghiamo gli operai, che saldiamo i debiti, che viviamo. Per questo le soluzioni tampone non possono bastare». E non solo: «In questi giorni – aggiungono- abbiamo chiesto di poter utilizzare ugualmente l’acqua presente nella vasca. Sarebbe bastata per almeno dieci giorni, avrebbe alleviato un minimo i disagi. Invece, nulla. Tutto questo ci ha lasciati perplessi».

L’appello

Gli agricoltori infine pongono l’accento su un altro tema, quello dell’indifferenza: «Ricevere frasi tipo “Eh va beh, i danni sono contenuti perchè tanto ha piovuto, che vi lamentate?”, ci fa male. Le piogge non hanno affatto risolto le criticità. È spiacevole non essere presi in considerazione neanche all’interno delle nostre comunità. Alle istituzioni diciamo, venite nelle nostre aziende, nei nostri campi.  Troviamo insieme delle soluzioni durevoli per evitare incertezze, per garantire non solo la sopravvivenza ma anche la crescita delle nostre attività, e la salvaguardia di centinaia di posti di lavoro».

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