domenica,Gennaio 29 2023

Il Comune di Vibo aderisce al Consorzio Costa degli dei e al Patto salva città. Ma che caos…

Il Consiglio licenzia le pratiche con i soli voti della maggioranza, mentre l’opposizione abbandona i lavori consiliari. Votato anche l’aumento dell’Irpef

Il Comune di Vibo aderisce al Consorzio Costa degli dei e al Patto salva città. Ma che caos…
Una recente seduta di consiglio comunale
Il Comune di Vibo Valentia

Al termine di una lunga e a tratti snervante discussione tra maggioranza e opposizione, il Consiglio comunale di Vibo Valentia ha votato l’adesione al Consorzio “Costa degli dei” (che punta sulla carta alla crescita turistica ed economica dei Comuni che ne fanno parte, cioè Pizzo, Vibo Valentia, Briatico, Zambrone, Parghelia, Tropea, Ricadi, Joppolo e Nicotera) con i soli voti favorevoli dei consiglieri di maggioranza presenti in aula, tre voti contrari dell’opposizione, mentre altri rappresentanti della minoranza hanno abbandonato l’aula. La pratica, tuttavia, è stata emendata. Il testo, presentato dal capogruppo di Forza Italia Domenico Consoli, ha previsto il blocco della nomina dei rappresentanti del Comune (uno doveva essere individuato tra le fila dell’opposizione e l’altro tra quelle della maggioranza) all’interno dello stesso Consorzio e la revisione dello Statuto per evitare che non ci siano aggravi finanziari a danno dell’ente. Il tutto – come detto – al termine di un infinto dibattito nato da una pregiudiziale presentata dal capogruppo del Partito democratico Stefano Soriano il quale, poiché era una «pratica riguardante anche il Bilancio dell’ente», ha posto il problema del mancato parere dei Revisori dei conti di Palazzo Luigi Razza sulla pratica stessa. [Continua in basso]

L’ira del capogruppo del Pd Stefano Soriano

Stefano Soriano (Pd)
Stefano Soriano (Pd)

«Nessuno in quest’aula – ha detto il capogruppo prima di lasciare la seduta – è in grado di affermare con assoluta certezza che la proposta non comporta alcuna spesa per il Comune di Vibo Valentia. Nessuno lo può affermare. La legge regionale posta all’attenzione è di sole tre pagine e non si presta all’interpretazione più totale che può avere invece una legge complessa e che si riferisce a una quota fissa prevista da statuto. L’assessore al Bilancio ha ripetutamente invitato ad uscire dalle società partecipate, ad evitare le spese inutili. E oggi, in quest’aula si sostiene l’esatto contrario. E tra poco voteremo sul “Patto salva Vibo” in cui si afferma che è necessario aumentare l’Irpef. L’adesione a questo Consorzio – ha aggiunto Soriano – comporta una spesa e se il Consorzio in questione fallirà ci potrebbe essere un ulteriore aggravio. Qui non si valutano i vantaggi dell’eventuale adesione al Consorzio ma la spesa che si dovrà sostenere mentre, contestualmente, chiediamo ai cittadini l’aumento di un terzo dell’Irpef per risanare l’ente. Quindi, per risanare l’ente chiediamo i soldi ai cittadini, però poi per questioni politiche entriamo in Consorzi di cui nel tempo abbiamo visto il fallimento».

Tutta la minoranza lascia l’aula e passa l’adesione al Patto salva Vibo

Veduta di Vibo Valentia

Tutta la minoranza ha poi abbandonato i lavori del Consiglio e la maggioranza ha votato da sola tutte le pratiche rimaste in agenda, tra cui la sottoscrizione – per tentare di uscire dalle secche finanziarie e dal dissesto – dell’Accordo tra lo Stato e il Comune di Vibo Valentia per il riequilibrio strutturale: ossia il “Patto per Vibo Valentia”, che dovrebbe prevedere lo stanziamento di un contributo di diversi milioni di euro per il periodo 2022-2031 per il ripiano del disavanzo dei Comuni che aderiscono al Patto. In merito, però, gli enti devono varare alcune misure. Il Comune capoluogo ha quindi previsto, tra l’altro, per i cittadini con reddito superiore ai 15mila euro annui un aumento dell’Irpef dello 0,4% (aumento approvato sempre oggi in Consiglio comunale), un’addizionale comunale sui diritti di imbarco portuale e aeroportuale per passeggero, quindi l’incremento dei canoni di locazione e di concessione dei beni rientranti nel patrimonio comunale dal Piano di alienazione degli immobili. Il Comune conta inoltre di incassare oltre sei milioni di euro, mentre dall’abbattimento dei fitti passivi con l’entrata in funzione di tutti gli edifici scolastici di sua proprietà, Palazzo Luigi Razza conta di risparmiare 596mila euro annui.

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