martedì,Febbraio 27 2024

Scontro in aula sulle barriere architettoniche a Vibo, botta e risposta fra Miceli e Scalamogna

Interrogazione a firma di 15 consiglieri, con il vicesindaco che ha ammesso i ritardi ma ha ricordato quanto realizzato e l'esponente della minoranza pronto a sottolineare i tanti proclami dell'amministrazione Limardo ad iniziare dalle mai conferite cittadinanze onorarie a Gratteri e Segre

Scontro in aula sulle barriere architettoniche a Vibo, botta e risposta fra Miceli e Scalamogna
A sinistra Marco Miceli, a destra Pasquale Scalamogna
L'aula consiliare di Palazzo "Luigi Razza"

Consiglio comunale di fine anno a Palazzo Luigi Razza, l’ultimo del 2022 e che non verrà certamente ricordato come il più pacato, quantomento per l’accento posto su un’importante interrogazione presentata da ben quindici consiglieri di minoranza. Tutte le forze di opposizione in Consiglio a Vibo Valentia hanno infatti interrogato l’amministrazione comunale guidata, dal sindaco Maria Limardo, sull’eliminazione delle barriere architettoniche e la destinazione dei relativi fondi, oltre che sulla redazione dei Peba e dei Pau.
L’interrogazione è stata discussa dal capogruppo di “Vibo Democratica”, Marco Miceli, e porta la firma di altri quattordici consiglieri comunali: Giuseppe Policaro, Domenico Santoro, Silvio Pisani, Lorenza Scrugli, Stefano Soriano, Laura Pugliese, Loredana Pilegi, Giusy Colloca, Katya Franzè, Elisa Fatelli, Giuseppe Russo, Pietro Comito, Stefano Luciano, Anthony Lo Bianco. [Continua in basso]

Marco Miceli

Marco Miceli ha quindi rilevato come nel comune di Vibo Valentia si registrino “gravi carenze, con riferimento alla fruibilità degli spazi urbani e degli edifici pubblici, proprio a causa della mancata attuazione delle disposizioni vigenti in materia di abbattimento delle barriere architettoniche“, ricordando che il Consiglio comunale, nella seduta del 8 luglio 2020, “ha approvato all’unanimità un atto deliberativo che impegnava l’esecutivo a predisporre senza ulteriori indugi gli appositi e specifici piani Peba e Pau per l’eliminazione delle barriere architettoniche, in ottemperanza a quanto stabilito dalle leggi vigenti“. Il deliberato obbligava “il sindaco e la giunta a promuovere la semplificazione e la definizione chiara delle responsabilità in materia di abbattimento delle barriere architettoniche, predisponendo un piano operativo per la messa a norma delle barriere esistenti – rilevate attraverso una mappatura a livello di edifici pubblici e mobilità pedonali – con l’istituzione di una banca dati costantemente aggiornabile in base alle segnalazioni dei cittadini“.

“Ad oltre due anni dall’approvazione di tale ordine del giorno – ha però rivelato Miceli – e ad oltre trenta anni dagli strumenti normativi forniti dal legislatore, il Comune non ha ancora redatto i Peba e i Pau e non ha provveduto ad assolvere agli altri adempimenti previsti dalla delibera di Consiglio approvata in data 8 luglio 2020. L’abbattimento delle barriere architettoniche non è solo un obbligo normativo, ma un obiettivo il cui raggiungimento denota il grado di civiltà di una città che ha il dovere – ha concluso il consigliere – di garantire libertà, uguaglianza e pari dignità a tutti”.

Pasquale Scalamogna

A rispondere all’interrogazione è stato quindi il icesindaco Pasquale Scalamogna: I fondi di cui alla legge n°160 del 27 dicembre 2019, previsti per gli anni dal 2020 al 2024, potevano essere destinati ad interventi di efficientamento energetico e sviluppo territoriale sostenibile, ivi compreso l’abbattimento delle barriere architettoniche, per come fatto in parte da questa amministrazione. Infatti, pur in assenza del Pau, sia nell’intervento del 2020 su viale della Pace che in quello del 2022 su via Senatore Parodi a Vibo Marina sono state eseguite delle lavorazioni – rampe di accesso – mirate all’eliminazione delle barriere architettoniche sui marciapiedi. Inoltre – ha proseguito il vicesindaco – indipendentemente dai suddetti fondi, questa amministrazione ha sempre tenuto ben presenti i concetti su cui si basa la cultura dell’inclusione, quali accessibilità, sicurezza, riconoscibilità, orientamento, confortevolezza e piacevolezza, in tutte le progettazioni di edifici pubblici e di opere incidenti sul tessuto urbano“. A tal proposito, si ricorda che tutte le progettazioni sull’edilizia scolastica prevedono l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici e nelle aree esterne agli stessi. Inoltre, al fine di rendere accessibili i piani superiori di Palazzo Gagliardi, dove le numerose manifestazioni erano precluse ai portatori di handicap, si è proceduto a revisionare e mettere in funzione un ascensore. Così alla scuola De Amicis, al fine di consentire ai ragazzi aventi specifiche problematiche, la connessione verticale tra i piani, è stata fornita una sedia montascale”.
In conclusione, il vicesindaco ha rimarcato che quanto ricordato dimostra come “seppur in ritardo, si sia prossimi alla redazione dei Piani Peba e Pau, ribadendo la massima attenzione, l’incondizionata solidarietà e il grande rispetto dell’amministrazione comunale nei confronti di tutti i diversamente abili che, per la presenza di barriere architettoniche, e anche per l’inciviltà dei cittadini che parcheggiano le auto dove non dovrebbero, vedono limitato il proprio diritto a vivere pienamente la città, sentendo maggiormente il peso del proprio handicap”. [Continua in basso]

La risposta fornita dal vicesindaco Scalamogna non ha però soddisfatto il consigliere comunale, Marco Miceli, il quale ha così replicato:La ringrazio per non essersi sottratto alla risposta e per aver riconosciuto l’importanza di questa interrogazione. Sono responsabilità non direttamente sue e, forse, che lei neanche ha, ma vorrei registrare che nonostante il suo impegno profuso nel voler giustificare queste inefficienze, i ritardi e gli inadempimenti, noi non possiamo ritenerci soddisfatti. Esprimete solidarietà – prosegue Miceli riferendosi all’esecutivo – ma rimangono solo parole, annunci, mentre i fatti vi smentiscono. Nel novembre 2020 il sindaco ha fatto un’uscita sui giornali annunciando di essere avanti con la redazione dei piani, mentre oggi lei dice – rivolgendosi a Scalamogna – che non poteva essere avanti con la redazione dei piani perché c’era in atto la pandemia, quindi, evidentemente smentisce. Io però le ricordo – ha continuato Miceli – che l’ordine del giorno fu approvato a luglio 2020, ossia in una fase successiva alla pandemia e nel momento in cui arrivavano fiumi di soldi che per altro avete speso, e anche male, come il tetto della scuola di Portosalvo per esempio, plesso ad oggi inagibile e motivo per il quale spendiamo ulteriori 36mila euro all’anno per affittare un immobile e garantire il diritto allo studio ai nostri ragazzi. Perciò smettetela di dirvi sensibili, i fatti vi smentiscono perché la vostra è solo una spasmodica voglia di annunci e proclami”.

Ancor più pungente l’affondo finale di Marco Miceli: “I fondi pervenuti potevano rendere veramente fruibile la città, ma non è stato speso un solo euro per l’abbattimento delle barriere architettoniche” e, ampliando il discorso ad altri argomenti, “la giunta si comporta come fosse uno Stato autonomo, non rispetta e non dà seguito alle delibere di Consiglio e per citare solo alcuni dei tanti casi, ricordo le cittadinanze onorarie a Liliana Segre e Nicola Gratteri che non sono state conferite, nonostante il civico consesso si sia espresso all’unanimità. Ennesimo esempio di un’azione amministrativa incentrata sulle chiacchiere”.

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