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Vibo, Romeo a Daffinà: «Un controllore amico dei controllati». La replica: «Ha perso un’occasione per tacere»

Il candidato del centrosinistra rimprovera al presidente dei revisori dei conti del Comune e maggiorente di Fi l’attivismo nella campagna elettorale. L’azzurro non ci sta: «Faccio parte del centrodestra, e allora? L’opposizione che vi sostiene non ha mai mosso censure nei confronti del mio operato»

Vibo, Romeo a Daffinà: «Un controllore amico dei controllati». La replica: «Ha perso un’occasione per tacere»
Enzo Romeo e Tonino Daffinà

In vista del ballottaggio, a Vibo Valentia il clima politico è incandescente. Ne è prova il botta e risposta tra il candidato a sindaco dell’area progressista Enzo Romeo e il big vibonese di Forza Italia Tonino Daffinà.

Più nel dettaglio, la polemica è partita dal candidato alla fascia tricolore che, intervenuto con una nota stampa parla di “equilibri perduti”: «In politica – evidenzia – non si dovrebbe mai perdere la razionalità, il garbo istituzionale, l‘equilibrio che derivi da ruoli di controllo deputati a “vigilare”. Si tratta di un dovere normativo imprescindibile verso la comunità di tutti i cittadini. Ma voglio essere ancora più chiaro con un esempio lampante. Due giorni fa – riferisce – all’esito del primo turno delle amministrative a Vibo Valentia, il dirigente di spicco di Forza Italia e massimo sponsor di Roberto Cosentino come sindaco della coalizione di centrodestra, Tonino Daffinà, ha commentato il deludente risultato del suo candidato aprendo a possibili accordi con il “centro”, con il cosiddetto “terzo polo” e con il consigliere regionale Francesco De Nisi in particolare. Tutto legittimo, anche le mosse disperate. Ma – aggiunge – si è al corrente che Tonino Daffinà, tra i molti incarichi, rivesta anche quello di presidente del collegio dei revisori dei conti al Comune di Vibo Valentia?».

L’intervento di Romeo

Enzo Romeo

Romeo evidenzia: «Come può essere accettabile che una figura destinata a svolgere un ruolo imparziale sia invece e da tempo un esponente di parte, anzi la controparte politica apicale che domina il centrodestra vibonese? Peraltro, in un Comune che ha una situazione delicatissima quanto a bilancio e conti pubblici? Situazione talmente delicata da aver imposto, per ogni cittadino e famiglia, uno spropositato aumento delle tariffe dei servizi comunali e dei tributi. Mi chiedo con preoccupazione e anche indignazione: a Vibo Valentia, in alcuni “cerchi magici” che da anni fanno e disfano, s’è forse perso il lume della ragione? Esiste – rimarca il candidato a sindaco – un principio che si chiama moderazione e significa temperanza, misura, autocontrollo. Ebbene, che fine ha fatto alle latitudini dei cosiddetti autoproclamatisi “conservatori” questo principio? E che fine ha fatto il rispetto verso i cittadini che chiedono di essere governati ma pretendono anche di essere tutelati dagli organismi di controllo designati a questo scopo dalla Legge? Siamo al paradosso: il “controllore” che politicamente coincide con il “controllato”. Si scivola quando non si è prudenti. Si scivola quando a prevalere è l’arroganza. Si scivola e infine si cade quando si perde l’equilibrio. L’etica della cosa pubblica è un aspetto estremamente importante e determinante».

Per Romeo «è arrivato il momento di ritrovare equilibrio e ridare a Vibo Valentia le qualità di un tempo. Per ripartire in una direzione proficua per la città intera. Identità, trasparenza, competenza e soprattutto risultati tangibili. E basta con quest’occupazione sterile e proterva della “cosa pubblica” che ha impoverito la città. Basta con la propaganda. Basta davvero».

La replica di Daffinà

Antonino Daffinà

Non si è fatta attendere la replica di Daffinà che, sempre attraverso una nota stampa, ha voluto replicare alle dichiarazioni del candidato a sindaco dei progressisti: «Il centrodestra – afferma – prepara con la consueta fiducia nei propri elettori e nella credibilità di Roberto Cosentino il turno di ballottaggio previsto tra meno di due settimane. Lo fa nella consapevolezza di rappresentare, oggi quanto e più di ieri, un solido punto di riferimento per la maggioranza dei cittadini vibonesi che, anche in una competizione contraddistinta da uno straordinario equilibrio, come non si vedeva da almeno 15 anni, gli hanno accordato la maggioranza dei consensi, in modo abbastanza netto. Tra una polemica e l’altra, infatti, qualcuno sta perdendo la memoria e, pur dovendo recuperare una fetta significativa di elettorato, pensa di alzare il livello della tensione per poi buttarla in caciara se non in rissa verbale. D’altronde, i metodi di certa sinistra sono stati e rimangono sempre i medesimi. E noi non cadremo in questa trappola».

Il dirigente forzista fa presente: «Mi corre, tuttavia, l’obbligo di dover rassicurare Enzo Romeo, della cui pacatezza fino a qualche giorno addietro non avrei mai dubitato, che il mio appello post-voto alle forze di centro è stato quantomeno male interpretato. Siamo tutti convinti, Roberto Cosentino, in primis, nella sua totale autonomia di pensiero e di giudizio, che il nostro appello debba andare a tutti quegli elettori del Terzo polo, nella stragrande maggioranza di centrodestra e non certo progressisti, affinché evitino di mettere la città nelle mani di una sinistra che sta già dando prova del livello di conflittualità nel quale porterebbe un Comune che, invece, ha bisogno di saggezza, di esperienza e di temperanza. Peraltro, la vera novità è costituita proprio dal nostro candidato a sindaco e, con tutto il rispetto, non certo da Enzo Romeo che fa politica dalla fine della prima repubblica, ha concluso non certo gloriosamente la sua esperienza di presidente della Provincia di Vibo, ha cambiato qualche volta partito ed alla fine ha deciso di mettersi alla testa di una compagine che, ormai, vira in modo deciso a sinistra».

Per Daffinà «dovrebbe preoccuparsi, l’aspirante sindaco del Pd, di tutte queste contraddizioni, piuttosto che improvvisarsi giudice della mia attività politica e soprattutto di quella professionale. A tal proposito, intendo chiarire a lui e a chi maldestramente lo ha ispirato, personaggi ben noti a questa città, che il sottoscritto presiede il Collegio dei revisori dei conti, il cui operato non è mai stato messo in discussione, in questi anni, nemmeno da quell’opposizione che oggi lo sostiene, e che quando ha dovuto fare precisi rilievi all’amministrazione, non ne ha certamente considerato il colore politico, procedendo con assoluta fermezza ed invidiabile imparzialità. Non c’entra nulla tutto questo con la mia attività politica. O forse, i revisori dei conti non possono essere iscritti o dirigenti di un partito? Qualcuno, forse ancora in preda alla sbornia dopo aver festeggiato non è chiaro che cosa, ha perso un’altra occasione per stare zitto, specie se a parlare è chi, all’interno del suo stesso partito, prima di vedere sposata la propria candidatura, ha dovuto fare diverse prove di forza, tutt’altro che ortodosse, riducendo quasi al silenzio la minoranza. Suggerirei piuttosto ad Enzo Romeo – chiosa l’esponente azzurro di tornare ad essere il professionista serio che tutti abbiamo sempre conosciuto, evitando di scivolare in basso, magari mal consigliato da qualche compagno di viaggio che, a differenza sua, ha parecchi scheletri negli armadi».

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