venerdì,Giugno 14 2024

I clown donano un sorriso ai piccoli pazienti dell’ospedale Jazzolino di Vibo

L’associazione Clown Vip Vibo (dove Vip è l’acronimo acronimo di Viviamo in Positivo) riprende la propria attività all’interno del reparto di Pediatria del nosocomio del capoluogo

I clown donano un sorriso ai piccoli pazienti dell’ospedale Jazzolino di Vibo
I clown dell’associazione Clown Vip Vibo

I clown tornano in ospedale per aiutare i bimbi ricoverati a ritrovare il sorriso, che in tempi di Covid è ancora più prezioso per chi è costretto nel letto di una struttura ospedaliera. L’allentamento delle restrizioni, unito al rigoroso rispetto dei protocolli di sicurezza, hanno consentito agli animatori dell’associazione Clown Vip Vibo (dove Vip è l’acronimo acronimo di Viviamo in Positivo) di riprendere la propria attività a favore dei piccoli pazienti dell’ospedale Jazzolino. A fare piroette, sketch comici e giochi di prestigio tra le corsie, sono stati Lucia Pizzonia (nome d’arte, Gabbateju), Alessandro Perri (Robespierre) e Salvatore Di Mase (Bricconcello). [Continua in basso]

«L’Asp – riferisce l’associazione -, in accordo con il dottor Salvatore Braghò, primario del reparto di Pediatria, ha intrapreso con i volontari un percorso condiviso nell’assoluto rispetto delle regole anti Covid, secondo quanto prevede la normativa vigente, a cominciare dal possesso del green pass in corso di validità e dal rispetto delle distanze di sicurezza».

Così, ieri, è stato espletato il primo servizio di clownterapia dopo due anni di emergenza pandemica, allietando la domenica pomeriggio dei bambini in degenza e dei loro accompagnatori. «L’appuntamento in corsia si ripeterà mensilmente, la seconda domenica di ogni mese, coinvolgendo a rotazione i molti clown Vip volontari. Il clown – concludono -, porta con sé un mondo magico, il mondo del circo con le sue meraviglie e la sua fantasia e, così come accade al circo, allo stesso modo l’intervento di un clown in ospedale può creare un’atmosfera di gioia e buon umore, offrendo sollievo a chi soffre un disagio come quello del ricovero».

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