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Vittime di mafia, Libera Vibo: «A Roma per amplificare il grido di chi attende giustizia»

L’iniziativa in programma nella Capitale per la giornata del 21 marzo coinvolge scuole, associazioni, cittadini. La referente della sezione provinciale, Maria Joel Conocchiella: «Mantenere vive le loro storie vuol dire restituire dignità a quei volti, sogni e speranze violati dalla protervia criminale»

Vittime di mafia, Libera Vibo: «A Roma per amplificare il grido di chi attende giustizia»
Le varie iniziative di Libera Vibo, foto dalla pagina Fb
Bandiera di Libera, foto dalla pagina fb di Libera Vibo

La data coincide con il ritorno della primavera. Un modo per valorizzare l’idea di “rinascita”, della vita che trionfa. Il 21 marzo di ogni anno, l’associazione Libera celebra la Giornata della memoria e dell’impegno nel ricordo delle vittime innocenti delle mafie. L’iniziativa è stata istituita ufficialmente nel 2017 con l’approvazione della proposta di legge. Tuttavia, fin dalla sua costituzione, il sodalizio fondato da don Luigi Ciotti si è prodigato nel mantenere vivo il sacrificio di quanti conobbero la ferocia della criminalità organizzata: vittime di stragi, del terrorismo, del dovere. Recitare i nomi e i cognomi come un interminabile rosario civile per farli vivere per sempre. Quest’anno le sezioni provinciali di Libera, provenienti da ogni angolo d’Italia, si ritroveranno a Roma. Immancabile, la presenza della delegazione di Vibo Valentia, guidata da Maria Joel Conocchiella: «Il 21 marzo – evidenzia – non è la giornata di Libera ma è, grazie ad una importante battaglia portata avanti negli anni, una giornata dello Stato in cui tutte e tutti noi siamo chiamati a fermarci e riflettere. Tutti siamo coinvolti. La storia delle vittime innocenti delle mafie é la storia del nostro Paese, ricordarla e mantenerla viva vuol dire restituire dignità a quei volti, a quei sogni e quelle speranze e anche ad un intero Paese violato dalla protervia criminale».

Inno alla vita nel ricordo delle vittime

Per questo il 21 marzo rappresenta una data speciale: «Ogni anno – sottolinea Maria Joel – il primo giorno di primavera si rinnova una promessa di impegno e lo si fa davanti ai familiari delle vittime innocenti che, per primi, ci insegnano a credere, sperare e lavorare affinché si possa costruire un tempo libero dalle mafie e dalla corruzione. Un dolore che genera forza dirompente e di cambiamento. Una giornata che rappresenta un inno alla vita. Quest’anno saremo a Roma e da quella piazza, amplificheremo il grido di chi è ancora in attesa di verità e giustizia». Libera Vibo non sarà sola: «Saremo a Roma portando con noi Onofrio, Francesco, Tita, Francesco, Filippo, Maria, Antonio, Attilio e Bortolo, Filippo, Pasquale, Francesco, Saverio, Nicola, Giuseppe, Bruno, Nicholas, Stefano, Francesco, Soumaila, Francesco e Giancarlo vittime innocenti della ‘Ndrangheta della nostra provincia per gridare che forza che ha vincere non sarà mai l’odio e la violenza ma l’amore che genera e rigenera tempi e luoghi nuovi».

«Memoria scomoda e disturbante»

I ragazzi di libera nei terreni confiscati a Limbadi

Con la presenza in piazza, alla presenza di delegazioni anche di istituti vibonesi, si intende lanciare un messaggio chiaro: «Di fronte al rischio sempre più allarmante di una banalizzazione e normalizzazione del fenomeno mafioso – sottolinea la referente provinciale di Libera – è necessaria invece un’azione che mantenga i riflettori puntati sulle mafie, sui loro affari e soprattutto sull’impatto locale, nazionale e transnazionale della loro presenza. Mafie e corruzione devono essere centrali nell’agenda politica di ogni governo e scendere in piazza il 21 marzo di ogni anno é anche un gesto politico che chiama alla responsabilità. Il messaggio – conclude – è quello di una memoria scomoda, disturbante e impegnata, non una memoria e una solidarietà di maniera. Un tumulto che ci indichi l’orizzonte delle nostre azioni e che alimenti il nostro impegno quotidiano».

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