sabato,Settembre 18 2021

Rinascita Scott, Bartolomeo Arena e Tulosai, fra ‘ndrangheta e massoneria deviata

I legami con i Pugliese ed i Fortuna e poi il tradimento. L’usura, l’incendio dell’auto, i vestiti senza pagare ed il legame con Ferruccio Bevilacqua

Rinascita Scott, Bartolomeo Arena e Tulosai, fra ‘ndrangheta e massoneria deviata
Salvatore Tulosai

‘Ndrangheta, tradimenti, massoneria deviata e presunti Cavalieri di Malta. Il collaboratore di giustizia, Bartolomeo Arena, continua a raccontare le sue verità nel maxiprocesso Rinascita Scott e a lungo si è soffermato sulla figura di Salvatore Tulosai, 62 anni, di Vibo Valentia, che ha però scelto di essere processato con rito abbreviato e nei cui confronti il 24 febbraio scorso, dinanzi al gip distrettuale, la Dda di Catanzaro ha già chiesto per lui la condanna a 12 anni di reclusione. “Salvatore Tulosai – ha dichiarato Bartolomeo Arena – è parente con i Pugliese, detti Cassarola, in quanto avevano sposato delle sorelle. Con il tempo si è però venduto i familiari, cioè proprio i Cassarola, infatti già negli anni ’80 andava d’accordo con alcuni Pardea a discapito dei Cassarola e dei Fortuna. Salvatore Tulosai era fidanzato sin dalla fine degli anni ’70, anni ’80 con una nipote di Francesco Fortuna, detto Ciccio Pomodoro. Ha stretto poi anche un comparaggio con i Mantino di Vibo Marina, con Fortunato Mantino, ed era nel clan Lo Bianco-Barba, ma poi si è distaccato. [Continua in basso]

E’ stato affiliato nella ‘ndrangheta da Ciccio Spina del Cosentino, un amico del boss Peppino Cirillo, quest’ultimo boss napoletano che si era stabilito negli anni ’80 nella Sibaritide ed era legato al capo della Nuova camorra organizzata Raffaele Cutolo. Salvatore Tulosai aveva delle doti di ‘ndrangheta elevate che gli aveva dato Ciccio Spina. Era stato poi arrestato per un omicidio a Castrovillari, condannato in primo grado ma poi in appello assolto grazie ad alcune testimonianze favorevoli”.

L’incendio dell’auto a Tulosai e i vestiti senza pagare

Bartolomeo Arena racconta, quindi, che “nel 2013 a Tulosai abbiamo incendiato l’auto perché si era recato dal negozio di abbigliamento di Giannini a Vibo, aveva preso della merce e non l’aveva pagata. Siccome il titolare, Giannini, era parente di Raffaele Franzè, detto Lo Svizzero, elemento di spicco del clan Lo Bianco, lo stesso Raffaele Franzè mandò Antonio Chiarella ad incendiare la macchina a Tulosai. A lamentarsi per l’incendio – ha ricordato il collaboratore – è stato Ferruccio Bevilacqua che si è recato da Raffaele Franzè per difendere Tulosai. Raffaele Franzè, lo Svizzero, disse però che Tulosai il danneggiamento dell’auto l’aveva meritato”. [Continua in basso]

Tulosai e il Cd da consegnare al pm Manzini

L’incendio dell’auto avrebbe mandato su tutte le furie Salvatore Tulosai che sarebbe stato pronto a vendicarsi. Pretendeva la restituzione di un’auto, vista che la sua gli era stata incendiata. In caso contrario – ha ricordato Arena – aveva detto a tutti che era pronto a consegnare un cd all’allora pm della Dda di Catanzaro, Marisa Manzini, contenente accuse contro l’intero clan Lo Bianco. Tulosai diceva che li avrebbe fatti arrestare tutti, ma l’auto non gli venne mai restituita”.

Usura e danneggiamenti

Salvatore Tulosai avrebbe però commesso dei reati anche in concorso con lo stesso Bartolomeo Arena. “Ho fatto dei danneggiamenti ed usura con Tulosai. Insieme a lui ho incendiato le auto di Cariello e di Nilo Pisani. Cariello era sotto usura da parte di Tulosai ed insieme – ha sostenuto il collaboratore – gli abbiamo incendiati l’auto a Longobardi per conto dei Mantino. Gli stessi Mantino con cui Tulosai aveva il comparaggio”. [Continua in basso]

La massoneria e i c.d. cavalieri di Malta

Il distacco dal clan Lo Bianco-Barba da parte di Salvatore Tulosai, secondo Bartolomeo Arena l’avrebbe portato ad interessarsi di massoneria deviata tentando di entrarci a tutti gli effetti. Tulosai nel 2002 diceva che si trattava di un’entità criminale superiore e il suo aggancio per entrare in questa massoneria era rappresentato da Ferruccio Bevilacqua. Voleva entrare poi nei Cavalieri di Malta – ha raccontato Arena – dove era interessato ad entrare pure Fortunato Mantino che era massone e già facente parte di un’associazione cavalleresca. Una sera Nicola Tripodi di Portosalvo mi presentò nel Bolognese un suo compare di Belvedere Spinello che era nella massoneria. Mi disse che in questi Cavalieri di Malta c’era pure Berlusconi e che era un’associazione dove si sostenevano a vicenda e si aiutavano l’uno con l’altro. E’ stato tramite i Cavalieri di Malta – ha concluso Arena – che Fortunato Mantino ha preso dei lavori e degli appalti pure in Lombardia, al Pirellone”.

L’accusa nei confronti di Salvatore Tulosai è quella di associazione mafiosa. Alle ultime elezioni comunali di Vibo Valentia del maggio 2019 la figlia era candidata con la lista “Città Futura”, compagine politica che sostiene l’attuale amministrazione comunale . Nel 2015, invece, altro figlio di Salvatore Tulosai figurava quale candidato a consigliere comunale in appoggio al centrosinistra.

In relazione all’articolo, da Marianna Balfour, Diplomatic Public Affairs and Press Sovrano Ordine di Malta riceviamo e pubblichiamo: Ci preme sottolineare che il Sovrano Ordine di Malta non ha alcun legame con i personaggi coinvolti e gli episodi riportati. Occorre sottolineare che ci sono persone ed organizzazioni in diverse parti del mondo, che giocando sull’equivoco, fanno uso del nostro nome o di nomi similari al nostro per perseguire soprattutto scopi di lucro, come immagino sia ormai chiaro ai cronisti. Il Sovrano Ordine di Malta è un ordine religioso laicale della Chiesa Cattolica fondato quasi mille anni fa. Ente primario di diritto internazionale, intrattiene rapporti diplomatici bilaterali con 110 Stati tra cui la Repubblica Italiana e la Santa Sede, ed ha rappresentanze ufficiali presso le Nazioni Unite, l’Unione Europea e numerose Organizzazioni Internazionali. Le attività svolte in oltre 120 paesi del mondo si sviluppano nell’assistenza medico-sociale e nel soccorso prestato alle vittime di conflitti o di calamità naturali“.

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