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Morra sulla Provincia di Vibo: «Assurdo il varo di Piani contro la corruzione da parte di un presidente a giudizio»

Il presidente della Commissione parlamentare antimafia con un Post su Facebook chiama in causa il ministro dell’Interno ed il prefetto di Vibo per chiedere spiegazioni sul mancato invio di un accesso agli atti per accertare eventuali infiltrazioni mafiose nell’ente e sottolinea al contempo la paradossalità dell’approvazione del Piano Performance

Morra sulla Provincia di Vibo: «Assurdo il varo di Piani contro la corruzione da parte di un presidente a giudizio»
Il Viminale, Nicola Morra ed il ministro dell'Interno Luciana Lamorgese
Da sinistra verso destra: Nicola Morra, il prefetto Roberta Lulli, Salvatore Solano ed il cugino Giuseppe D’Amico

Ritorna sulla Provincia di Vibo Valentia anche il presidente della Commissione parlamentare antimafia, Nicola Morra, dopo il nostro articolo sui paradossi del varo del Piano Performance da parte del presidente dell’ente Salvatore Solano. Nicola Morra sulla propria bacheca Facebook ha infatti pubblicato un Post nel quale scrive: Torno ad occuparmi di Vibo Valentia e di situazioni assurde e paradossali. Avevo per tempo – nel giugno scorso – sollecitato al prefetto di Vibo, dottoressa Roberta Lulli, ed al ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, l’invio di una Commissione di accesso agli atti alla Provincia di Vibo – scrive Morra -, atteso che il suo Presidente Salvatore Solano si trova imputato nel processo Petrol-Mafia, istruito dal Procuratore Nicola Gratteri, per corruzione, estorsione elettorale e turbata libertà degli incanti con l’aggravante mafiosa, con l’ulteriore paradosso che la Provincia è costituita parte civile nel medesimo procedimento penale.

Oggi – e siamo davvero all’assurdo – si scopre che il presidente della Provincia ha adottato un Piano di Performance dell’ente che prevede pure, non ridete per favore, il contrasto alla corruzione.

In pratica un amministratore rinviato a giudizio per corruzione appronta piani anti-corruzione per l’ente che guida, con tutto che il 1° luglio, se non ricordo male, il Ministro, in visita a Catanzaro, aveva preannunciato un solerte e rapido pronunciamento su quanto dal sottoscritto segnalato. Non è assurdo e paradossale e non finisce per svilire le istituzioni, minando la fiducia dei cittadini negli organi dello Stato, che si faccia finta di niente dopo che il Ministro stesso si era esposto?

Perché non è stata inviata la Commissione di accesso agli atti alla Provincia di Vibo finalizzata ad accertare eventuali infiltrazioni mafiose, atteso che non esiste alcun precedente in Italia di mancato invio di Commissioni di accesso agli atti quando presidenti di Provincia o sindaci sono imputati per reati aggravati da finalità mafiose? E perché non è stata ancora inviata alcuna Commissione di accesso agli atti neanche nei Comuni di Tropea e Capistrano? Il Vibonese fa parte della Repubblica italiana – conclude Morra – o di uno speciale “Principato” dove vigono leggi diverse che nel resto del Paese?.

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