“Rinascita”: commercialista vibonese passa ai domiciliari

Lascia il carcere il professionista accusato di concorso in intestazione fittizia di beni insieme a Giovanni Giamborino
Lascia il carcere il professionista accusato di concorso in intestazione fittizia di beni insieme a Giovanni Giamborino
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Lascia il carcere per gli arresti domiciliari, Francesco La Bella, 35 anni, commercialista di Ionadi, coinvolto nell’inchiesta “Rinascita – Scott” della Dda di Catanzaro e condotta sul campo dai carabinieri. Si tratta del primo affievolimento della misura cautelare a seguito dell’interrogatorio di garanzia dinanzi al gip. In questo caso a decidere per la gradazione della misura è stata il gip di Catanzaro, Maria Teresa Guerrieri. Francesco La Bella, difeso dagli avvocati Giuseppe Bagnato e Antonello Fuscà, è accusato del reato di concorso in intestazione fittizia di beni ed in particolare della società “Grsb” proprietaria dell’immobile nei pressi dell’ospedale di Vibo Valentia riconducibile a Giovanni Giamborino, quest’ultimo in carcere in quanto accusato di associazione mafiosa e di essere legato al boss Luigi Mancuso. Proprio insieme a Giovanni Giamborino, il commercialista Francesco La Bella è indagato per aver messo in atto le modalità operative per eludere le disposizioni di legge in materia di misura di prevenzione patrimoniale, attribuendo in modo fittizio ai figli di Giovanni Giamborino, ovvero Benedetta Giamborino (27 anni), Rosa Giamborino (33 anni),eil 34enne Salvatore Giamborino (pure loro indagati) la titolarità di tutte le quote della società “Grsb srl”, con sede legale a Vibo, e della proprietà dell’immobile nei pressi dell’ospedale. Reati aggravati dalle finalità mafiose, ovvero nella volontà di agevolare il clan Mancuso al quale Giovanni Giamborino viene ritenuto vicino. Le due contestazioni di concorso in intestazione fittizia di beni mosse al commercialista Francesco La Bella portano la data del 12 febbraio 2017 e 6 marzo 2017.

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