martedì,Agosto 9 2022

Lavori sul torrente Agnone a Joppolo, il sindaco: «Fondi usati per altro»

Il primo cittadino Dato risponde ai cittadini che lo interrogano e invitano alla riapertura del ponte sul corso d'acqua crollato durante l'alluvione del 2018. Dito puntato contro la precedente amministrazione comunale

Lavori sul torrente Agnone a Joppolo, il sindaco: «Fondi usati per altro»
Il torrente Agnone dopo i lavori
Il lungomare di Joppolo spazzato via dalla furia dell'acqua
Il ponte crollato nel 2018

È crollato durante l’alluvione del 18 giugno 2018, è stato recentemente ricostruito ma non ancora riaperto al transito. Si tratta del ponte sul torrente Agnone a Joppolo, oggi al centro del dibattito politico nel piccolo centro costiero vibonese. Tutto è partito dalle richieste di alcuni cittadini che hanno formalmente interrogato il sindaco sui lavori di ripristino della funzionalità idraulica del torrente Agnone e lo hanno invitato a riaprire il ponte, oltre il quale si trovano dei terreni privati e la torre Parnaso. [Continua in basso]

Giuseppe Dato

A tali richieste è seguita la risposta del primo cittadino, Giuseppe Dato. «Si ricorda – spiega il sindaco – che l’amministrazione, che il sottoscritto ha l’onore di rappresentare, è stata eletta nella tornata elettorale del 3-4 ottobre 2021, quindi non può rispondere delle scelte del metodo di appalto, del ribasso, delle perizie, ecc. Per quanto riguarda la chiusura al traffico del tratto interessato, si informa che oltre all’ordinanza sindacale n. 82/2021 di chiusura al transito delle aree, il direttore dei lavori Salvatore Artusa con l’ordine di servizio n. 1 aveva già ordinato all’impresa appaltatrice di intervenire tempestivamente per eseguire efficace e stabile perimetrazione delle aree di cantiere. Lo stesso direttore dei lavori ha in seguito ordinato la ripresa ed ultimazione dei lavori che l’impresa ha interrotto per mancati pagamenti. In merito ai mancati pagamenti, dalla relazione del nuovo responsabile dell’area finanziaria si evince che i finanziamenti concessi dalla Regione Calabria, data ordinativo 18/11/2019 per i danni alluvionali del 2018, non sono stati considerati come somme con vincolo di destinazione».

L’ex sindaco Carmelo Mazza

Giuseppe Dato, dunque, punta il dito contro la passata amministrazione, guidata dall’ex sindaco Carmelo Mazza: «Pertanto, tali finanziamenti sono finiti nel calderone delle somme senza vincolo di destinazione e sono state usate, dalla precedente amministrazione e dal precedente responsabile dell’area finanziaria, per effettuare pagamenti vari. Adesso, per riparare al danno provocato – puntualizza Dato -, si sta cercando di ricostituire le varie somme che dovevano essere vincolate per poter onorare i pagamenti dei lavori finanziati. La nostra azione è mirata appunto a cercare di risolvere questi gravi problemi trovati in un ente in Piano di riequilibrio, se così si può definire, ancora non approvato dalla Corte dei Conti».
Il sindaco Giuseppe Dato conclude informando di aver provveduto ad inviare un esposto alla Procura della Corte dei Conti, al Comando regionale della Guardia di finanza, alla Procura della Repubblica ed al prefetto di Vibo.

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